Renzi, Camusso e il Primo Maggio Battaglia nella (nuova) sinistra II sindaco apre i negozi per la festn e cita In legge Bersani. La Cgil si ribella

22/04/2011

Per il primo cittadino di Firenze il sindacato è «una casta». il segretario generale lo sfida con un`assemblea in città

Nel Pd finora era stata considerata una questione tutto sommato marginale, ma da qui al Primo Maggio la querelle sull`apertura festiva dei negozi e dei grandi magazzini è destinata a catalizzare l`attenzione e avere più di qualche eco nella campagna elettorale. I protagonisti di quello che si annuncia come un duello rusticano a sinistra sono il giovane sindaco di Firenze Matteo Renzì e la Cgil di Susanna Camusso. Mentre Renzi è per la libertà dei commercianti di tenere aperto il giorno della festa del Lavoro, il sindacato ha lanciato da tempo una campagna contro il lavoro domenicale
e figuriamoci se può transigere sulla- sacralità politica del Primo Maggio. Di conseguenza ha indetto, con l`appoggio (tutt`altro che scontato) delle organizzazioni di categoria di Cisl e Uil, uno sciopero dei commercio in tutta la Toscana. Per rafforzare la protesta e mettere in difficoltà Renzi, la Cgil ha convocato per il 29 aprile proprio a Firenze l`assemblea nazionale dei lavoratori della grande distribuzione che sarà chiusa dal segretario generale Camusso.
E che vedrà sul palco addirittura il presidente della Regione Toscana, Enrico Rossi, il quale da tempo ha promesso ai sindacati di promulgare una legge anti-deregulation che in qualche modo vincoli maggiormente i Comuni. E che dunque metta le briglie al primo cittadino di Firenze considerato troppo filocommercianti. Renzi dal canto suo non fa mistero di non amare i sindacati e la concertazione. Durante il suo mandato non ha perso occasione (riorganizzazione
asili nido, regole per gli ambulanti, zona a traffico limitato) per ribadire il piglio decisionista e per cancellare i riti della negoziazione preventiva con le categorie, considerati invece inviolabili in una regione rossa. In una recente intervista al Sole 24 Ore, il sindaco ha anche esplicitato la sua visione del sindacato considerato né più né meno come «una casta». Renzi sostiene che la metà dei sindacalisti «dovrebbe tornare a lavorare», che la Cgil ha un sistema «di finanziamento e rendicontazione particolare» e che i confederali tanto rappresentativi del lavoro poi non lo sono, visto che per oltre il 5o%o gli iscritti vengono dai pensionati. Alla decisione di Cgil-Cisi-Uil di indire lo sciopero inizialmente solo per Firenze il sindaco ha replicato che si trattava di un`agitazione «ad personam» e poi maliziosamente ha aggiunto di non aver creato lui le regole per la liberalizzazione delle aperture dei negozi, bensì di averle recepite da una legge che porta il nome dell`attuale segretario del Pd (l`ex ministro Pier Luigi Bersani).
E vero che Renzi ha avanzato alla Cgíl una proposta di mediazione, far lavorare il Primo Maggio solo gli interinali e non le commesse assunte a tempo indeterminato, mai sindacalisti l`hanno letta come un`ulteriore provocazione. «E quando è troppo, è troppo» ha commentato Franco Martini, segretario generale della Filcams-Cgil. Incassando subito dopo la solidarietà del «grande vecchio» della cooperazione toscana Turiddu Campaini, che ha fatto sapere che comunque lui non aprirà i supermercati Coop il giorno della festa del lavoro. Con questi presupposti (e anche
se a Firenze non si vota) lo scontro tra Cgil e Renzi è destinato a movimentare ancora una volta la scena interna al Pd. Se infatti il sindaco fa, come sembra, del dissidio con la Cgil una sorta di campagna per la rottamazione-bis, il sindacato diretto dalla Camusso non ha nessuna intenzione di arretrare. E anzi interpreta il no al lavoro festivo come «una riflessione sui modelli di consumo», caricandolo dunque di una valenza politico-culturale decisamente in contrasto con l`impostazione liberista del sindaco. Da Roma i vertici del Pd cercheranno di confinare la tenzone a livello locale ma è difficile che il segretario Bersani non venga tirato in ballo per difendere l`omonima legge.