Renato, lavoratore assunto dopo la morte

28/10/2010

È precipitato martedì da una tettoia nel Casertano, a Marcianise, mentre lavorava, in nero, sul tetto di uno stabilimento industriale. È morto a causa della caduta, ma è stato assunto dal suo datore di lavoro sei ore dopo essere deceduto. Misteri tragici tutti italiani. Il fatto è riportato dal Corriere del Mezzogiorno: a perdere la vita Renato Uccella, 58 anni, perito elettrotecnico di Capodrise ma originario del Napoletano: finché ha vissuto ha avuto un lavoro senza formazione e informazione, né sorveglianza sanitaria, né tutele previste dalla legge. Da morto, è stato
assunto a tempo pieno e indeterminato. La Procura di Santa Maria Capua Vetere ha acquisito la registrazione della comunicazione obbligatoria on line di assunzione di Renato in qualità di perito elettrotecnico, trasmessa al ministero del Lavoro sei ore dopo la sua morte. Insieme a lui, nell’incidente è rimasto gravemente ferito un ingegnere trentatreenne, ora in prognosi riservata. Dodici persone potrebbero essere indagate: omicidio colposo, concorso di cause, rimozione od omissione dolosa di cautele contro gli infortuni sul lavoro.
UN MORTO NEL BERGAMASCO
Ieri si sono registrati due gravissimi infortuni sul lavoro, di cui uno mortale, in provincia di Bergamo. Un operaiodi 47 anni, della ditta Odl di Brembate di Sopra, è rimasto folgorato mentre riparava un macchinario. Un altro operaio, di 23 anni, è invece in gravi condizioni dopo essere caduto dal tetto mentre stava lavorando alla sostituzione del tetto di un capannone di proprietà della Copici di Levate. Lo denunciano con un comunicato congiunto la Cgil, la Cisl e la Uil di Bergamo. «Una impressionante catena di infortuni gravissimi, alcuni mortali, negli ultimi mesi non si spiega. O meglio non si può certamente spiegare invocando la fatalità. Qualche cosa non funziona più – sottolineano le sigle sindacali – nel sistema sicurezza che avevamo faticosamente costruito nel tempo.