“Relazioni industriali 2″ B.Manghi: Il dialogo tra le parti sociali è al palo in tutta Europa

14/12/2004

    martedì 14 dicembre 2004

    sezione: ITALIA-LAVORO – pagina 21

      L’esperto / Bruno Manghi

        Il dialogo tra le parti sociali è al palo in tutta Europa
        M.M.

        ROMA • Bruno Manghi, esperto di relazioni industrali, respinge le accuse di Bombassei. Serve altro, dice, i rapporti tra le parti non funzionano in tutta Europa.

        Manghi, che sta succedendo alle relazioni industriali?

          C’è uno stato di narcosi, sì, ha ragione Bombassei, ma non è un problema solo italiano. Le relazioni industriali sono insoddisfacenti in tutta Europa. Quando un’azienda entra in crisi, chiede aiuto e riceve una risposta sempre positiva. Ma non si va oltre.
          Bombassei dice che tedeschi e francesi si muovono meglio.
          Il confronto è mal posto. In Francia e Germania ci sono grandi aziende molto rigide, è normale che alla crisi rispondano come stanno facendo.

          In Italia è diverso?

            Molto diverso. Da noi c’è rigidità solo nel pubblico impiego e nelle aziende in regime monopolistico, ma i tre quarti dell’industria è altamente flessibile. Diciamo che tutte le aziende che hanno voluto fare accordi innovativi, anche molto innovativi, hanno avuto una risposta positiva. La colpa non è quindi del sindacato. Le prediche di Bombassei sono sterili.

            Confindustria parla di immobilismo.

              Sul modello contrattuale, è noto, le confederazioni hanno idee differenti. Ma anche gli imprenditori sono schierati su posizioni diverse. Chi, per esempio, non fa contrattazione di secondo livello non ha alcun interesse a cambiare. Sono posizioni simmetriche quelle del sindacato e degli imprenditori, ci sono i pragmatici e chi aspetta.

              I metalmeccanici sono oggettivamente in ritardo. E, dice Bombassei, la Fiom anche per motivi politici.

                Non aprezzo molto le posizioni della Fiom, ma credo che, dopo una gelata retributiva che va avanti da dieci anni, se qualcuno per motivi politici, quindi impropri, cerca di far avere ai lavoratori un po’ di soldi, beh, qualche ragione ce l’ha.

                E fa bene a chiederli con il contratto nazionale?

                  La richiesta andrebbe avanzata a chi ha soldi, quindi non certo alle aziende in cassa integrazione. Questo è il limite del contratto nazionale.

                  Va cambiato il modello del 1993?

                    Quel sistema è una gabbia, è difficile uscirne. Ha funzionato bene, adesso lo si dovrebbe modificare, ma non è facile.