“Relazioni industriali 1″ «Il sindacato non resta immobile»

14/12/2004

    martedì 14 dicembre 2004

    sezione: ITALIA-LAVORO – pagina 21

    RELAZIONI INDUSTRIALI • I confederali replicano a Bombassei: «Ci sono difficoltà interne ma cerchiamo soluzioni»
    «Il sindacato non resta immobile»
    Pezzotta attacca: «Non si possono attribuire ritardi solo a noi perchè il Governo è assente sui temi della competitività»

      MASSIMO MASCINI

        ROMA • Relazioni industriali in crisi o normale andamento fisiogico? Il sindacato perde tempo o invece sta cercando di fare quanto può in un momento di grandi difficoltà? Le opinioni divergono e anche fortemente. Alberto Bombassei, vicepresidente di Confindustria proprio per gli affari sindacali, pensa che la colpa sia dei sindacati e a chi non crede alle sue parole, affidate ieri a un’intervista al «Corriere della sera», ricorda i tentennamenti dei sindacati metalmeccanici, che non riescono a mettersi d’accordo sulle richieste per il rinnovo contrattuale. Ben altrimenti — afferma — fanno in Francia e Germania, dove il sindacato fa accordi importanti sull’orario di lavoro per risalire la china della competitività.

        Il sindacato, naturalmente, non ci sta. Protesta, rinvia le accuse al mittente, ricorda le lentezze, le divisioni e gli errori degli imprenditori così a lungo sopportati. Savino Pezzotta, segretario generale della Cisl, è il più stupito. «Ci sono ritardi nella discussione sul modello contrattuale — riconosce — è vero, ma non siamo fermi, stiamo trattando tra noi, è in programma un incontro il 22 dicembre. Sul Mezzogiorno abbiamo inviato assieme un documento al Governo, ma non ci è stato ancora risposto. E di orario se ne è parlato con qualche azienda, m a mai tra confederazioni. E allora perché questo attacco? Perché Bombassei — si domanda — non chiede dove è finito il documento sulla competitività promesso dal Governo o perché non è mai partita la trattativa, anche questa promessa dal Governo, sulla situazione salariale»?

        Nella Cisl comunque c’è anche chi concorda, almeno in parte, con Bombassei. Se il segretario confederale Giorgio Santini sottolinea le responsabilità degli imprenditori e i loro silenzi, il suo collega Raffele Bonanni condivide con la Confindustria che le relazioni industriali stiano vivendo una situazione di pericoloso immobilismo. Il suo obiettivo è il «radicalismo salariale e contrattuale», con il quale — afferma — non è certo possibile «risolvere i problemi italiani». Il punto, sostiene, è che «il dibattito è del tutto carente, l’economia internazionale è in subbuglio, la concorrenza diventa sfrenata, ma da noi tutti tacciono». È questo, ne fa derivare, il «prezzo altissimo che si paga per aver voluto la fine della concertazione».

        Bonanni critica il Governo, la Cgil preferisce prendersela con Bombassei. «Le lotte dei lavoratori per tutelare il salario sono sacrosante, di oscurantista ci sono solo le accuse di chi non ha ancora digerito il rifiuto netto della Cgil di scendere sul terreno del modello contrattuale». Così si esprime Carla Cantone, segretaria confederale incaricata da Guglielmo Epifani di dare una prima risposta alla Confindustria.

        Il segretario generale — si può immaginare — risponderà oggi a Principina, dove è in programma una riunione, ma le parole della Cantone sono state chiare. «Ci vuole ben altro — ha affermato — per affrontare la competitività, il declino e le numerose delocalizzazioni, ci vogliono ricerca, innovazione e qualità, queste sono le priorità, non il modello contrattuale». E naturalmente ha dato pieno sostegno alla Fiom, che sta facendo un «lavoro prezioso e di grande responsabilità per evitare il ripetersi delle divisioni del passato». Divisioni che per Gianni Rinaldini, segretario generale Fiom, forse la Confindustria ha messo già in conto. «Sarebbe utile sapere — ha affermato — se la Confindustria ritenga esaurita o meno la fase degli accordi separati». A suo avviso Bombassei ha portato «un inaccettabile attacco nei confronti della Cgil», con l’unico ma evidente intento di «invitare alla presentazione di piattaforme separate per ripetere l’esperienza degli accordi separati».

          Paolo Pirani, segretario confederale Uil, è comunque certo che la piattaforma rivendicativa per il contratto dei meccanici arriverà in tempo. ma le prime difficoltà — ricorda — sono venute dalla Federmeccanica che ha messo le mani avanti affermando che c’erano poche risorse per il contratto. Un errore per la Uil, tanto è vero che il segretario generale, Luigi Angeletti, pensa che «Confindustria stia perdendo tempo, perché il sistema ha bisogno adesso di una rivalutazione dei salari».