Relazione sul Turismo di Lucia Anile, Seminario Contrattazione II livello FILCAMS CGIL 26-27/05/2011

Settore Turismo

Relazione di Lucia Anile

Buona sera a tutti.
Il mio compito è quello di introdurre e formulare, sulla base di alcuni elementi e riferimenti specifici, riguardanti il settore del turismo, alcune proposte praticabili per l’applicazione della Contrattazione di 2° Livello nel Turismo.
Questo Seminario deve offrire spunti utili per ricercare e ridefinire quali interventi e investimenti siano necessari per rilanciare il turismo nel nostro Paese, in quanto risorsa naturale, non esportabile, che va preservata e valorizzata attraverso un turismo sostenibile, capace di creare ricchezza.
Innanzitutto occorre partire dal fatto che il turismo sempre più acquista un maggior peso sul piano sociale, culturale, ed economico, ed incide e modifica così anche il nostro stile di vita.
Per affrontare i nuovi e vecchi problemi del settore, dobbiamo, in primo luogo, aver chiaro come il turismo si è evoluto e quali problematiche oggi presenta.
Prendendo ad esempio i dati economici e occupazionali; il turismo in Italia corrisponde circa il 12% del Pil e impiega 3 milioni di persone, di cui 1 milione di dipendenti, che nelle punte stagionali arrivano fino a 1 milione e mezzo.
E’ uno dei pochi settori dove i lavoratori dipendenti sono solo un terzo delle persone occupate nel settore.
Su questo è necessario che si faccia una forte riflessione e che le nostre azioni non siano avulse da questo dato.
Altra conseguenza della frammentaria la presenza delle aziende, è che parlare di investimenti in questo settore non può prescindere da politiche attive concordate con tutti gli attori interessati (pubblici e privati) e strettamente legate alla storia che il nostro Paese esprime sia in termini culturali, architettonici e paesaggistici.
Solo interventi programmatici di sviluppo territoriale e/o culturale possono essere motore di sviluppo e contemporaneamente volano per investimenti.
Inoltre registriamo che in alcuni settori del turismo si va affermando l’impresa gigante e multinazionale, specie tra le catene della ristorazione, dei fast-food e dei tour-operator, che insieme alle catene alberghiere, ai villaggi vacanze, alle grandi navi da crociera e ai parchi a tema, rappresentano le nuove grandi aziende dell’industria terziario – turistica.
Sta a noi avere la capacità di rappresentare la complessità di forme di lavoro che da questi fattori ne derivano.
E’ evidente da quanto fin qui detto, che parlare del settore turistico italiano e definirne le strategie di sviluppo per renderlo più moderno, competitivo e sostenibile è un compito che riguarda non solo il governo, ma a pieno titolo i lavoratori e le aziende che vi operano.
Dobbiamo così rivendicare un costante e strutturale rapporto tra Stato, Regioni, ed Enti Locali (ai quali spetta il compito di sviluppare, programmare, disciplinare e gestire territorialmente le politiche turistiche), con tutte le parti sociali, associazioni e sindacati, certi che, ognuno per il proprio ruolo possano contribuire attivamente a tale sviluppo e anzi ne siano l’asse portante.
Per questo è necessario definire una proposta politica seria e condivisa da tutti, forze politiche, istituzioni pubbliche e operatori turistici ed in questo quadro la contrattazione di 2° Livello può diventare la reale forma di Contrattazione che supera la mera redistribuzione delle quote di salario demandate dalla Contrattazione Nazionale e diventa così il motore per un nuovo sviluppo, per la creazione di nuova ricchezza e punto di distribuzione dei risultati di produttività realizzata sul territorio.
Non vi è dubbio, che se vogliamo affrontare il tema del salario legato alla produttività, necessita soprattutto individuare dei parametri condivisi, utilizzando innovativi strumenti di misurazione della produttività tramite gli Enti Bilaterali Territoriali, ai quali è affidato il compito di supporto alla Contrattazione di 2° Livello.
Bisogna essere in grado di individuare parametri di comparto su base territoriale, di area o di Distretto.
Tali parametri si devono basare su rilevazioni specifiche di comparto affiancati da parametri legati alla presenza turistica, alla percentuale di occupazione delle camere di albergo, ecc. ecc.
Ciò per costruire una valutazione condivisa dei flussi turistici all’ interno dell’ambito preso a riferimento, e pertanto abbastanza oggettivi sull’andamento della produttività complessiva del settore.
E’ evidente che queste sono solo alcune ipotesi, anzi mi auguro che lo sforzo di tutti e le esperienze fatte ci permettano di trovare parametri oggettivi e perciò condivisi da tutti.
Altra questione da non sottovalutare e che limita lo sviluppo, è quello della stagionalità. Problema serio, sia per i lavoratori che per le imprese di qualunque dimensione.
Se questo è un problema, la soluzione passa attraverso la capacità di pensare a politiche espansive delle offerte turistiche.
Per fare questo necessita trovare una strategia promozionale turistica capace di valorizzare i vari territori per le loro specificità e potenzialità, basandosi su una miscela di aspetti, di tipo paesaggistico, offerte culturali e sportive, prodotti enogastronomici e quant’altro.
Se a potenziali iniziative distribuite, su un periodo che non copra la sola stagione turistica classica, corrispondesse un coerente allungamento del periodo di apertura delle strutture turistiche, si creerebbe un circolo virtuoso in grado di rispondere alle nuove esigenze del turismo moderno.
E’ evidente però che non si può chiedere solo alle imprese di investire sul futuro, primario deve essere l’investimento dello Stato e ciò può e deve essere fatto attraverso un sostegno al settore, magari attraverso fiscalità finalizzate alla riduzione del costo del lavoro e incentivazione agli investimenti, intendendo per investimenti anche la disponibilità al prolungamento del periodo di apertura delle strutture turistiche.
I Distretti turistici, per come sono stati pensati, e per come vengono finanziati, sono sicuramente ambiti funzionali a sperimentazioni di de stagionalità.
Le questioni del mercato del lavoro e dell’occupazione entrano a pieno titolo, e partendo dall’attuale legislazione del lavoro e dei tipi di contratto in essere, necessita ricercare strumenti nuovi in grado di soddisfare le nuove esigenze che vengono a crearsi a fronte delle trasformazioni in atto e quindi adeguarli per affrontare le questioni che vengono poste.
Le forme di lavoro previste dal CCNL vanno applicate correttamente e coerentemente per far fronte al loro effettivo impiego.
Credo che il punto critico sta proprio in tutto questo. Ed è inutile nasconderlo, la forte frammentazione e dimensione delle imprese, rende ancor più difficile intervenire preventivamente per una sua corretta applicazione e in tutte le sue forme.
Se ben guardiamo, questo vale anche per il lavoro extra e di surroga, che con il part-time, il lavoro a tempo determinato, che sono stati introdotti per far fronte alla stagionalità e flessibilità reale, ma non sta scritto che tutto ciò deve tradussi in precarietà e lavoro nero.
Vi è quindi la necessità di intraprendere iniziative mirate, in grado di lavorare per l’applicazione e gestione delle norme di legge e di contratto, facendo leva nei confronti delle Aziende, che a fronte dei benefici normativi e contributivi che ne derivano, devono corrispondere al rispetto degli obiettivi e delle finalità posti dalle Leggi e dai Contratti.
Per questo ritengo che gli Enti Bilaterali, possono e devono svolgere un ruolo importante, strutturandosi maggiormente nei territori, andando a costituire Osservatori permanenti sull’occupazione, quali supporto indispensabile per un sistema di Relazioni Sindacali avanzate e basate su informazioni condivise e in grado di fornire elementi utili a sviluppare e applicare appieno la Contrattazione di 2° Livello, Settoriale, Territoriale e Aziendale, affermandosi così quale strumento indispensabile per lo sviluppo delle imprese, e la valorizzazione del lavoro in tutte le sue forme e specificità.
Certo l’aver rinnovato i Contratti Nazionali per i lavoratori del settore unitariamente, sia con Confcommercio, Confesercenti e Confindustria, è stato, da parte di tutti, un senso di responsabilità, anche in ragione delle difficoltà che già esprime questo settore, ma il vero problema viene ora, in quanto le cose sottoscritte bisogna applicarle e metterle in pratica, in tutte le sue articolazioni e specificità, nel rispetto delle regole e degli impegni unitari presi.
Il primo obiettivo che deve porsi il sindacato e in particolare noi della Filcams, è quello di definire una maggior strategia politica-organizzativa. Penso che necessariamente bisogna dare seguito a quanto prodotto al Convegno organizzato dalla Filcams sul Turismo nel 2009, dove attraverso quella prima ricerca si è potuto analizzare meglio le problematiche del settore.
Per questo bisogna proseguire nel fare degli investimenti mirati a tutti i livelli, investendo maggiormente nei territori mettendoli nella condizione di sviluppare la Contrattazione di 2° livello che tenga conto delle specificità e potenzialità che esprimono.
Capacità nostra deve essere quella di costruire Coordinamenti e Gruppi di lavoro ai vari livelli al fine di elaborare politiche di settore da porre poi ai vari tavoli di trattativa.
Serve quindi prepararci per tempo, affrontando alcuni argomenti sui quali sia possibile stabilire punti comuni qualificanti e individuare come s’intende affrontare nella contrattazione di 2° livello, temi come la de stagionalità, l’esternalizzazione, le concessioni nella ristorazione e in particolare i subappalti nella ristorazione collettiva, il lavoro a chiamata, l’apprendistato, il premio di produttività con parametri reali.
In definitiva, questi sono i nodi cruciali che dobbiamo affrontare, quindi uscendo dai proclami e iniziando a presentare proposte concrete su cui misurarci e aprire il confronto sul come avviare la contrattazione di 2° Livello, propongo di attivarci per costituire Tavoli istituzionali territoriali, aventi come compito, non solo di disciplinare i sistemi turistici locali, ma di definire politiche turistiche di sviluppo, senza le quali diventa difficile applicare una Contrattazione di 2° Livello seria. Per questo si potrebbero utilizzare i Distretti turistici per definire, sulla base di un programma di intervento mirato e non a pioggia, le modalità di accesso ai finanziamenti o contributi di diversa natura per lo sviluppo del turismo nei territori.
Quanto emergerà dai Tavoli Istituzionali sarà la base da cui verranno elaborate le piattaforme per la Contrattazione di 2° livello.
Ciò ci permetterà una progettualità maggiore e soprattutto una capacità rivendicativa che pur partendo dai problemi dell’oggi ci proietti verso il futuro.
Ritengo che questo possa essere un modo concreto di praticare un percorso capace di affrontare seriamente i problemi che abbiamo di fronte.
Sarebbe auspicabile e io me lo auguro, che alla fine di questo convegno, qualche Regione si candidi a sperimentare sul proprio territorio un percorso mirato per realizzare la Contrattazione di 2° livello con le caratteristiche ed il percorso che io ho accennato e che sono sicura il dibattito approfondirà.
Caratteristica del percorso, per passare dalle enunciazioni alle azioni, deve essere quella di definire i tempi per il Tavolo Istituzionale, per la rilevazione da parte dell’Ente Bilaterale e la elaborazione della piattaforma rivendicativa.
Vi ringrazio per l’ascolto e auguro buon lavoro a tutti noi.