Relazione M. Meschieri Direttivi Unitari 24 ottobre 2006

    Marinella Meschieri
    a nome delle segreterie nazionali Filcams Fisascat Uiltucs

    Relazione ai direttivi nazionali unitari
    Filcams Fisascat Uiltucs
    del 24 ottobre 2006

    Rinnovo Ccnl terziario, distribuzione, servizi
    e Ccnl distribuzione cooperativa

    I RINNOVI DEL CCNL TERZIARIO DISTRIBUZIONE SERVIZI E DISTRIBUZIONE COOPERATIVA, si collocano all’interno di un quadro non certamente favorevole. Permane da un lato, una situazione dei conti pubblici negativa, che dovrebbe in parte essere recuperata dalla finanziaria, dall’altro la dinamica dei consumi cresce ma in misura poco apprezzabile, siamo poco sopra l’anno scorso, con una tendenza alla flessione più marcata per i consumi dei generi di largo consumo; per quelli medio alti o di lusso non ci sono segni di rallentamento. I consumi delle famiglie nel 1° trimestre 2006 sono aumentati in termini reali del + 1,8%, mentre nel secondo trimestre del + 1,5% con incrementi più forti nei comparti dei beni durevoli in cui l’auto ha un peso importante.

    Una crescita significativa si è registrata per i beni semidurevoli e per i servizi, mentre continua a flettere il comparto dei beni non durevoli (alimentari) – nel secondo semestre una riduzione dell’1,8%.

    Il tasso di sviluppo della GDO in Italia ovvero il giro d’affari, a parità di rete, nel 2003 segnava un + 2,9%, nel 2004 ad un – 2,3 nel 2005 ad un – 2,1%.
    I consumi alimentari continuano ad essere in calo anche a fronte di una debole ripresa generale, i prezzi tornano a crescere dopo un periodo di deflazione, aumento che è dovuto essenzialmente dalla crescita delle tariffe – petrolio – costi energetici.

    A questa estrema sintesi di quadro generale, si aggiungono le difficoltà che incontriamo tutti i giorni sulle relazioni sindacali.

    Negli ultimi otto anni è’ aumentata fortemente la presenza di catene straniere, d’italiane ne sono rimaste poche, ormai la realtà significativa italiana è rappresentata dalla distribuzione cooperativa che detiene il 18% del mercato.

    In questi anni sono intervenuti notevoli cambiamenti: dal 1998 in poi, a fronte di nuovi modelli di consumo si è accentuata la diversificazione delle formule distributive in tutti i comparti (ipermercati, supermercati, superettes, casch&carry, grandi magazzini, centri commerciali, outlett, catene specializzate). E’ aumentato il livello di concorrenza tra le imprese commerciali siano esse di piccole, medie e grandi dimensioni. Questa concorrenza si è sviluppata da un lato in funzione dei servizi offerti, dalla localizzazione, dalle caratteristiche dell’assortimento, del mix qualità/prezzo e dall’altro ha teso a scaricare sul personale i costi della competitività.

    Gli andamenti della rete distributiva evidenziano che il settore è ancora in piena trasformazione con diversi problemi ancora non risolti: le imprese minori hanno un basso livello d’innovazione e una scarsa diffusione di forme associative (unioni volontarie- catene locali da un lato e sviluppo del franchising dall’altro), tanto è che la distribuzione di tipo tradizionali (piccoli) rappresenta ancora il 65% dell’offerta, dall’altro le imprese a dimensione nazionale/regionale non sono riuscite ad operare su scala europea. Ci ha provato la COIN ma…

    Anche in futuro ci troveremo di fronte a fusioni, concentrazioni, acquisizioni, scorpori societari es. immobili.

    In questi anni siamo passati dagli orari spezzati a quelli continuati, ad ampliamenti degli orari d’apertura, a modifiche organizzative che hanno prodotto in diversi casi lo scorporo della logistica, turni d’allestimento mattutini o serali/notturni, a maggiori aperture domenicali/festive.

    Come sapete la legge Bersani ha cercato di dare imput, indirizzi, regole, ma la sua applicazione nelle varie regioni, ha prodotto risultati differenziati. Da chi ha negato alla radice la legge nazionale, a chi ha liberalizzato al massimo. Spesso sono mancate analisi rispetto al fabbisogno di distribuzione moderna, non sono stati individuati i criteri relativi alle città d“arte e zone turistiche.

    Molti comuni hanno concesso nuove aperture non tanto perché c’era la necessità di fornire servizi ai cittadini, ma perché pensavano così di recuperare i costi d’urbanizzazione considerati anche i tagli ai finanziamenti degli enti locali prodotti dal Governo centrale.

    In diverse regioni abbiamo sviluppato unitariamente confronti che hanno prodotto anche buoni risultati, pensiamo all’Abruzzo, alla Sardegna, mentre in altre regioni i risultati sono stati pessimi.

    E’ necessario continuare a sviluppare confronti con le Istituzioni nazionali e locali, coinvolgendo le confederazioni, e a tale scopo le segreterie nazionali elaboreranno nelle prossime settimane un documento d’indirizzo generale.

    Per queste motivazioni abbiamo deciso di allegare alla piattaforma nazionale la lettera che abbiamo inviato al presidente della conferenza stato – regioni, quali linee d’indirizzo sulla materia.
    E sempre per queste ragioni abbiamo deciso di chiedere che si sviluppino anche a livello regionale tavoli di confronto finalizzati alle intese con le nostre controparti relativi allo sviluppo delle grandi e medie superfici di vendita, per definire criteri che stabiliscano cosa è turistico piuttosto che d’arte. Questi confronti dovranno essere propedeutici ad accordi da sottoporre alle Istituzioni regionali e locali.

    Le relazioni sindacali con le imprese straniere non sono mai state fantastiche ma negli ultimi due anni i rapporti sono ulteriormente peggiorati.
    Le imprese straniere hanno avuto sempre nel loro DNA il rapporto individuale con il lavoratore, il sindacato è vissuto spesso come un fastidio o fai quello che dico io o se posso ti elimino. Questa cultura, favorita anche dalla legislazione sul mercato del lavoro, ha fatto presa anche nelle imprese italiane.

    Fino a 7/8 anni fa la contrattazione aziendale faceva da traino a quella nazionale oggi non è più così, spesso giochiamo in difesa

      In questi anni nella contrattazione nazionale dei grandi gruppi abbiamo cercato di avvicinare i trattamenti, tra chi ad esempio ha il salario fisso ante 93 e chi no. I risultati sono stati differenziati e non sempre ci siamo riusciti.

    Questo è un problema tutt’ora presente e di non facile soluzione.

    L’organizzazione del lavoro oggi è principalmente in mano alle imprese ciò avviene perché in questi anni non siamo riusciti a controllare il mercato del lavoro e la distribuzione degli orari di lavoro, per tante e svariate ragioni e le aziende per ridurre i costi hanno aumentato i carichi di lavoro, assunto persone con le domeniche nei contratti siano essi p-t che f-t (che spesso non hanno la maggiorazione), interinali collocati nei lavori più disagiati, in altri casi hanno esternalizzato turni serali/notturni, ecc.. In alcuni casi anche per nostre responsabilità.

    Tutto ciò ha prodotto conflitti generazionali, da una parte abbiamo le lavoratrici e i lavoratori storici che, in tanti anni di battaglie sono riusciti a ottenere conquiste importanti anche in relazione a orari/turni, dall’altra i mutamenti intervenuti di cui parlavo prima hanno fatto si che spesso abbiamo scaricato sui nuovi assunti le nostre contraddizioni.

    Oggi le aziende stanno studiando nuove riduzioni di costi e la soluzione che hanno, in larga parte deciso di adottare, si chiama esternalzzazioni/appalti, tanto è che ne hanno discusso in federdistribuzione e la maggioranza delle imprese pare sia intenzionata ad adottare questa strategia.

    Vi sono catene nazionali ad es. Eurospin/discount che sin dall’inizio hanno terziarizzato la macelleria e la gastronomia, altre catene di piccole dimensioni che affittano reparti, ecc.

    Nella cooperazione anche se non ovunque si avvertono questi segnali.

    Per questi motivi NOI PENSIAMO CHE TUTTO CIO’ SI DEBBA CONTENERE E CONTRASTARE e siamo convinti che la piattaforma debba agire su obiettivi precisi:

    Lotta alla precarietà, maggiori diritti individuali e collettivi che ci permettano di controllare il mercato del lavoro per riappropriarci della organizzazione del lavoro e lotta la lavoro grigio/nero. Per raggiungere questi obiettivi occorre mettere mani a:

    Esternalizzazioni, terziarizzazioni, appalti, affitti di rami, concessioni, ecc.:

    Pensiamo che il confronto preventivo oggi previsto debba essere più incisivo ai fini di un controllo dei processi e delle modificazioni in atto nei settori per garantire regole e diritti ai lavoratori e per questo pensiamo di chiedere che si definisca una procedura per il confronto sulla falsa riga di quanto previsto per le cessioni di ramo d’azienda e l’applicazione del CCNL e della contrattazione aziendale in essere.

    Sugli appalti, concessioni ecc. l’intenzione è quella di richiedere una norma e relativa procedura sui cambi d’appalto che garantiscano i livelli occupazionali e che questi lavoratori possano usufruire dei locali appositi per lo svolgimento delle assemblee. Pensiamo di chiedere inoltre che le imprese appaltanti inseriscano nel capitolato d’appalto oltre all’applicazione della contrattazione collettiva stipulata da FILCAMS, FISASCAT, UILTuCS (es. pulimento, vigilanza – contratti pirata) anche il DURC che deve essere rilasciato dagli organi amministrativi preposti dallo Stato che attesti gli avvenuti versamenti.Chiediamo poi che le imprese che acquisiscono l’appalto autocertifichino l’applicazione dei ccnl e gli enti bilaterali di riferimento dovranno certificare che dette imprese hanno versato le quote a loro spettanti.

    Ovviamente a questo si lega la contrattazione di secondo livello, ED è NECESSARIO AI FINI DEL RAGGIUNGIMENTO DEGLI OBIETTIVI PRIMA ENUNCIATI CHE a livello aziendale/territoriale si introduca tra le materie il calendario annuo delle aperture domenicali e festive al fine di realizzare intese sull’organizzazione del lavoro attraverso una equa distribuzione dei turni/carichi di lavoro.

    Questo è un primo passo per cercare di rimettere mano all’organizzazione del lavoro, da solo non basta ecco perché chiediamo di chiarire quanto previsto all’art. 138 del ccnl, precisando che le giornate ordinarie di lavoro sono da considerarsi dal lunedì al sabato e le ore di lavoro prestate nel giorno di riposo settimanale ovvero la domenica devono essere retribuite con la maggiorazione del 30% da corrispondersi a tutte le tipologie d’impiego (il che significa che chi ha la domenica nel contratto percepirà la maggiorazione), chiediamo poi l’elevazione della percentuale di maggiorazione per lavoro notturno, (disagio) al 25%. Ovviamente per la cooperazione i riferimenti contrattuali sono diversi, loro hanno il 35% di maggiorazione e il notturno è già al 25%. Conservando ovviamente le condizioni di miglior favore.

    Sempre al secondo livello chiediamo d’inserire una norma specifica in materia di accordi d’avvio che preveda lo sviluppo di un confronto che si deve esaurire un mese prima dell’apertura o dell’ampliamento in relazione a: organizzazione del lavoro, turni, orari, ecc.

    Lotta alla precarietà, maggiore stabilità dei rapporti di lavoro, lotta al lavoro grigio/nero per noi si realizzano attraverso una serie di richieste:

    Contratti a tempo determinato: riprendere il controllo significa superare la media annua del calcolo percentuale sugli organici a tempo indeterminato. Significa reintrodurre il diritto di precedenza rispetto a nuove assunzioni a tempo determinato e definire criteri di priorità rispetto alle assunzioni a tempo indeterminato nonché il superamento del periodo di prova, qualora i suddetti tornino a prestare la loro opera nell’ambito della stessa impresa e per la stessa mansione.

    Stabilizzazione significa aumentare la percentuale di conferma ai Contratti d’inserimento e prevedere che il periodo lavorativo sia considerato utile ai fini del calcolo degli scatti di anzianità e della progressione di carriera, elemento già presenti nella cooperazione

    Mentre per gli apprendisti chiediamo che sia inviata all’apprendista la comunicazione della conferma anticipata dell’assunzione a tempo indeterminato.
    Chiediamo poi l’aumento dell’indennità economica in caso di malattia per la stessa durata dei lavoratori a tempo indeterminato. (finanziaria)
    Vorremmo poi definire i profili professionali per l’apprendistato professionalizzante relativi a settori specifici oggi non ricompresi nell’accordo ISFOL, fermo restando le competenze in materia delle regioni, al fine di creare un quadro omogeneo sul territorio nazionale.

    Ci pare d’obbligo oltrechè giusto richiedere che anche agli apprendisti sia estesa la previdenza e l’assistenza sanitaria integrative.

    Contratti di collaborazione / lavoro a progetto

    Vorremmo tentare di definire regole anche in questo campo perché qui spesso parliamo di lavoro grigio, troviamo collaboratori con partita iva, collaboratori occasionali, cocopro nei negozi dei centri commerciali, nei call center che in realtà sono lavoratori subordinati.
    Considerata l’evoluzione intervenuta in materia di lavoro parasubordinato, chiediamo la definizione di normative specifiche per la garanzia dei diritti e delle tutele e un compenso che non sia inferiore a quello del lavoro subordinato.

    Part-time dobbiamo continuare nella logica dello scorso contratto, riconfermando le norme esistenti e ampliandole

    Chiediamo di elevare il minimo delle ore previste dal vigente CCNL, nonché un consolidamento delle ore di supplementare da concordare nel secondo livello e di rendere effettivamente applicabile il diritto di precedenza del passaggio da part-time a full time.
    Che la percentuale di maggiorazione del 35% di lavoro supplementare si aggiunga a tutte le percentuali di maggiorazione previste a qualsiasi titolo dal vigente CCNL.
    Che le RSA/RSU possano prendere visione del registro di ore supplementari nelle singole unità produttive.

    Diritti individuali, collettivi, pari opportunità

    Se da un lato dobbiamo migliorare le condizioni di chi non ha scelto di lavorare a p-t dall’altro dobbiamo cercare di aumentare i diritti per chi da f-t vuole passare a p-t considerato che il commercio non è solo grande distribuzione. Ecco perché chiediamo che il passaggio da f-t a p-t sia riconosciuto anche nelle unità produttive al di sotto dei 20 dipendenti e sia fruibile altresì dalle donne con funzioni di responsabilità, incrementando inoltre, la percentuale degli aventi diritto (perché un diritto lo deve essere per tutte).

    Chiediamo inoltre che le aziende concedano permessi al fine di agevolare l’inserimento dei bambini al nido, scuole materne e elementari nonché permessi retribuiti in occasione della nascita di un figlio x il papà.
    Per quanto riguarda la malattia chiediamo che la conservazione del posto sia fino a guarigione clinica e che sia previsto il raggiungimento del 100% dell’integrazione da parte delle aziende, dal 4° al 20° giorno della retribuzione.
    Chiediamo poi che i dati riferiti alla legge n. 125 vengano inviate anche alla strutture territoriali e agli enti bilaterali al fine di monitorare le problematiche.

    Sui diritti sindacali

    Chiediamo la riconferma delle norme attuali in materia di RSU/RSA, che le assemblee sindacali possano essere convocate dalle OO.SS. Territoriali, in assenza di RSA o RSU.
    Che ai fini del computo dei diritti sindacali vengano conteggiati anche gli apprendisti, i contratti a termine e i contratti di inserimento.
    Si richiede di recepire il lodo, tra Confcommercio e Filcams, Fisascat e Uiltucs, sull’indizione delle elezioni sulle R.S.U.
    Che per le piccole imprese sotto i 30 dipendenti, sia possibile la mutualizzazione del monte ore permessi sindacali, da usufruire a livello decentrato. Nelle coop chiediamo la mutualizzazione per le piccole cooperative ove non sono presenti RSA-RSU

    Welfare contrattuale

    I fondi di previdenza integrativa fanno fatica a decollare, occorre quindi individuare norme che favoriscano l’adesione ecco perché chiediamo che le OO.SS. e le Imprese effettuino assemblee congiunte, chiediamo inoltre di allegare alle buste paga il modulo per l’iscrizione ai fondi e le documentazioni ed informazioni prodotte dai rispettivi Fondi.
    Considerato che i costi relativi ad esempio ai tiket sanitari sono identici indipendentemente che lavori a tempo pieno piuttosto che a part-time, riteniamo giusto chiedere di equiparare i 10 euro di costo anche per i part time, agli apprendisti e i contratti a tempo determinato.

    Sul diritto allo studio , formazione professionale, professionalità

    Considerato che riteniamo la formazione un elemento importante per la qualificazione delle lavoratrici e lavoratori del settore e per il loro futuro, crediamo sia necessario chiedere un aumento della percentuali per i congedi legati alla formazione individuale , è necessario inoltre prevedere un maggior coinvolgimento delle rsu/rsa, enti bilaterali, oo.ss. ai vari livelli al fine di monitorare l’andamento dei percorsi formativi e il recepimento dei criteri definiti per la presentazione dei progetti.

    Parlare di professionalità significa parlare anche di inquadramenti professionali, di classificazione. La nostra classificazione è ferma da decenni, avrebbe bisogno di manutenzione ma riteniamo che non sia il caso di metterci le mani perché questo tema da solo equivarrebbe ad un rinnovo contrattuale e pensiamo che oggi i costi contrattuali debbano essere spesi sul salario e sulle altre richieste. Nel corso della trattativa intendiamo sviluppare con le controparti un confronto ad hoc per quanto attiene la classificazione del settore auto.
    E’ nostra intenzione poi, nel corso della vigenza contrattuale sviluppare approfondimenti, così come abbiamo fatto per il terziario avanzato, sulla classificazione in generale.

    Un argomento che vorremmo approfondire con le controparti è legato ai capi reparto spesso inquadrati ai 3 e 2° livelli per i quali le aziende applicano il non limite d’orario e nel migliore dei casi danno un forfait. Vi è un forte malessere tra queste figure professionali, sta a noi coglierlo …..

    Farmacisti al 1° livello

    Bilateralità

    Nell’ultimo CCNL abbiamo introdotto tra le materie della bilateralità il fondo di sostegno al reddito. Occorre oggi andare oltre e rendere la norma applicabile.
    Il CCNL non sempre è applicato in tutte le sue parti, lo abbiamo verificato analizzando una serie di progetti di formazione continua ecco perché occorre far si che il CCNL sia applicato in tutte le sue parti. Per questo chiediamo che le banche dati presenti nella bilateralità (forte, fonter, ebinter, est, quas, quadrifor) incrocino i propri dati al fine di evitare l’evasione delle norme contrattuali e contributive. Chiediamo che le imprese inviino agli enti bilaterali il D.U.R.C. (Documento Unico di Regolarità Contributiva), e la dichiarazione d’applicazione della contrattazione collettiva.

    Responsabilità sociale delle imprese

    Chiediamo di inserire un capitolo su questo tema perché riteniamo che la competitività tra le stesse debba mettere al centro, nelle politiche di sviluppo, la qualità dei processi produttivi nel rispetto dei diritti. Il nesso sviluppo, qualità, diritti rappresenta la possibilità di costruire lo sviluppo sostenibile.
    All’interno di questo contesto – alternativo alla politica dei processi di internazionalizzazione delle imprese basati sullo sfruttamento dei bambini, dei lavoratori e dell’ambiente – assume per noi una rilevanza strategica il rispetto del diritto alla libertà di associazione sindacale in tutti i luoghi di lavoro e la libertà effettiva di contrattazione per il miglioramento delle condizioni di lavoro e di vita .

    SALARIO

    In applicazione all’accordo di luglio 1994 – per il biennio 2007-2008 la richiesta è pari a 70 euro

    Clausola di salvaguardia: Filcams, Fisascat, Uiltucs, si impegnano a rinnovare il contratto nazionale in tempi brevi, qualora le condizioni di sviluppo del negoziato o di quadro generale di riferimento, ovvero in caso di ridiscussione Confederale del modello contrattuale lo rendessero necessario, a salvaguardia del modello contrattuale vigente e a tutela delle condizioni salariali dei lavoratori, le Organizzazioni Sindacali si riservano di formulare una richiesta salariale per il 2° biennio economico 2009-2010.

    QUADRI

    Si richiede la rivalutazione dell’indennità di funzione e la definizione di regole relative alla reperibilità e la conseguente indennità economica.
    Si richiede un incremento della quota a carico delle aziende per il fondo Q u. A.S. pari a 100 euro annuali.

    OPERATORI ALLA VENDITA vedere richieste

    Leggendo le piattaforme avrete notato che vi sono richieste differenziate poiché il mondo cooperativo richiede di poter evidenziare una filosofia diversa rispetto al lavoro privato, rispetto ai diritti individuali, alla qualità, alla stabilizzazione dei rapporti di lavoro e al concetto di partecipazione, per questo motivo sono stati rafforzate le richieste che vanno in questa direzione, sui contratti a termine, sul part-time, ecc.

    Se è vero che vi sono elementi di distintività la cooperazione dovrà dimostrarlo nell’ambito del rinnovo del ccnl.

    Nonostante su vari temi all’inizio ci fossero sensibilità diverse tra le 3 OO.SS., siamo riusciti a portarle, avendo comuni obiettivi, a sintesi unitaria e questo è un valore indiscutibile. Ciò è ancora più importante perché i rinnovi contrattuali non saranno agevoli come già dimostra il tavolo del turismo.

    Le controparti su quel tavolo stanno alzando il tiro poichè non condividono il quadro generale, legislativo, e della piattaforma e sono preoccupati che possa cambiare la legislazione sul lavoro ecco perché vorrebbero confermare nel contratto la legislazione precedente per superare così le eventuali nuove leggi a noi favorevoli. Esattamente quello che noi abbiamo fatto nei rinnovi scorsi.

    I rinnovi non saranno semplici anche per come sono combinate le nostre controparti.

    CONFCOMMERCIO HA FATTO UN ACCORDO CON FEDERDISTRIBUZIONE SIA SUI SOLDI CHE SULLE CARICHE, SARANNO PRESENTI A TUTTI I TAVOLI SIA POLITICI CHE TECNICI.

    Il punto è che Non c’è una leadersiph, ogni azienda tira l’acqua al proprio mulino

    Si scontrano in sostanza due culture, tra chi come noi ritiene che eventuali esternalizzazioni di reparti o di turni di lavoro non debbano riguardare la missione dell’impresa e che debba esserci un controllo dell’organizzazione del lavoro attraverso un uso condiviso degli strumenti di flessibilità e
    Chi, come molte imprese vogliono mano libera su tutto, starà a noi convincerle del contrario.

    IL PROGRAMMA DEFINITO UNITARIAMENTE CI PERMETTE DI STARE NEI TEMPI PREFISSATI DALLA SCADENZA DEL CCNL

    Oggi il varo dell’ipotesi di piattaforma, a cui seguiranno le assemblee di consultazione nel MESE DI NOVEMBRE.

    GLI EMENDAMENTI ALLA PIATTAFORMA DOVRANNO PERVENIRE ENTRO IL 6 DICEMBRE

11 E 12 DICEMBRE L’ASSEMBLEA NAZIONALE DEI DELEGATI DEL TERZIARIO E IL 13 PER LA DISTRUBUZIONE COOPERATIVA PER IL VARO DELLE PIATTAFORME DEFINITIVE.