Relazione D.Cateni al convegno Autogrill su Sicurezza, Firenze 27 maggio 2002

“Il caso Autogrill”

Sicurezza e dignità
delle lavoratrici e dei lavoratori
27 maggio 2002

Comunicazione di Daniele Cateni

Filcams CGIL Firenze

Sala Pontevecchio

Holiday Inn Firenze Nord Area di Servizio
Casello Autostradale Firenze Nord (A1)

Firenze, 27 maggio 2002
Parlare oggi di diritti, sicurezza e dignità del lavoro e quindi della sua qualità vuol dire toccare temi complessi di grandissima attualità.

Per molto, troppo tempo, ci siamo limitati a pensare ad un lavoro “purché sia”, ma l’evolversi della nostra società, l’ingresso del nostro Paese in Europa e la sfida globale con cui le imprese si stanno cimentando, deve indurci ad un passaggio successivo: quella della buona occupazione, della qualità del lavoro, della sicurezza, di un sistema di regole, di diritti e tutele condiviso.

Oggi, purtroppo in modo strumentale, quello della sicurezza è uno dei temi centrali dei programmi elettorali di alcune forze politiche, non solo nel nostro paese, ma in gran parte dell’Unione europea: funzionale prevalentemente a scaricare tensioni soggettive e/o collettive nel razzismo, nell’emarginazione del “diverso”, ad alimentare ansie e insicurezze, ad essere, nel peggiore dei casi, puro strumento di distrazione rispetto alla mancata risoluzione di problemi.

Anche il tema della sicurezza, sia essa sicurezza sul lavoro o sicurezza nella società, si colloca, al contrario, a mio avviso, fra quell’insieme di problemi che possono e debbono essere affrontati, e quindi risolti, in un contesto i cui soggetti sono, non solo le Forze dell’Ordine, ma l’insieme delle Istituzioni, le Organizzazioni Sindacali, i cittadini come soggetto attivo e, come nel caso che stiamo affrontando oggi, le stesse imprese.

Giudico estremamente pericolose le ormai frequenti espressioni di discredito, da parte di autorevoli esponenti di governo nei confronti di diversi soggetti istituzionali: è ovvio come alimentare un clima di sfiducia nei confronti delle Istituzioni non possa che favorire il dilagare della criminalità a tutti i livelli. Esperienze di altri paesi ci dimostrano come la lotta alla criminalità abbia come soggetto cardine le Istituzioni e come sia controproducente, affidare la sicurezza e la lotta alla criminalità al singolo cittadino.

Quanto ho appena detto è avvalorato dal fatto che mentre in accordo con Autogrill abbiamo chiesto, da oltre un anno, al Ministero degli Interni, di attivare un tavolo permanente che, partendo dai problemi che sto per esporre, metta in essere quei provvedimenti che sono necessari a garantire un maggior livello di sicurezza all’interno dei punti di ristoro, sia per i lavoratori che per la stessa clientela, ad oggi non abbiamo avuto alcuna risposta.

Anche decretare la fine della concertazione, come governo e Confindustria si ostinano a fare, non giova sicuramente né alle aziende né ad un moderno sviluppo del nostro Paese.

Forze dell’Ordine, Azienda e OO.SS. hanno, in questi anni, perseguito l’obiettivo della sicurezza negli Autogrill, ognuno per il proprio ruolo ed apportando il proprio contributo che deriva da competenze specifiche.

Concertazione (penso per esempio alla costituzione di un tavolo paritetico per il monitoraggio e per la ricerca di soluzioni idonee a garantire un livello di sicurezza) e un confronto di merito hanno consentito di fare, in questa Azienda, considerevoli passi in avanti con reciproca soddisfazione: questo è, a mio avviso, il presupposto indispensabile su cui continuare a lavorare ed in questa direzione chiediamo ai rappresentanti delle Istituzioni, che hanno dato la propria disponibilità a partecipare ai nostri lavori, di farsi promotori delle iniziative necessarie per conseguire un obiettivo di grande civiltà come è quello della sicurezza e della dignità del lavoro.

Credo sia utile ricordare che oggi ci apprestiamo ad affrontare un problema estremamente delicato in un’azienda che è leader nella ristorazione in movimento a livello mondiale: presente in 15 paesi su 4 continenti, 44.000 dipendenti, di cui 10.000 nel nostro Paese, 4.300 punti di ristoro in aeroporti, stazioni, centri commerciali, autostrade e città.

Il problema della sicurezza continua ad essere al centro della nostra attenzione in quanto non tutti i problemi sono stati risolti e, non solo il 50% della manodopera occupata da Autogrill è rappresentato da manodopera femminile, e quindi più esposta, ma l’orario di lavoro è articolato spesso sulle 24 ore.

La prima verifica che abbiamo fatto nella Commissione Paritetica Nazionale per la Sicurezza, relativa al periodo compreso da fine luglio 2001 a gennaio 2002, su circa il 50% dei punti di ristoro collocati sulle autostrade, ci fa purtroppo ancora registrare 63 episodi di violenza nelle aree di servizio, 43 casi di molestie a dipendenti, 5 atti di vandalismo verso auto di proprietà dei dipendenti, 117 casi di borseggio all’interno dei locali, 244 casi di furto e ben 463 segnalazioni di presenze giudicate pericolose all’interno dei locali stessi.

Dati decisamente preoccupanti soprattutto se collocati in un contesto che, a nostro avviso, registra ancora una frequenza non adeguata di pattuglie di Pubblica Sicurezza.

Lo stesso impegno economico dell’Azienda sulla sorveglianza privata, pur avendo dato sicuramente risultati positivi, non è a nostro avviso, ancora sufficiente: è necessario investire maggiormente sia in risorse umane che in tecnologie: telecamere collegate con la Polizia, pulsanti antirapina, ecc.

Uno dei problemi più immediatamente visibili è dato dalle cosiddette “tifoserie”.

Anche su questo tema sono state prese alcune iniziative che hanno dato risultati: penso alla preventiva individuazione dei punti di ristoro in cui far fermare i pullman delle tifoserie organizzate, reso possibile dall’impiego di un maggior numero di pattuglie, all’aumento della sicurezza privata, al rafforzamento dei turni dei dipendenti . Altri interventi si rendono però indispensabili per affrontare al meglio le situazioni di emergenza in cui, troppo spesso, si vengono a trovare i lavoratori.

Proponiamo al confronto di questa giornata alcuni provvedimenti concreti che ci sembrano possibili e che potrebbero dare un ulteriore contributo al miglioramento delle condizioni di lavoro.

Le forze di Polizia che sono in grado di individuare le “tifoserie” più violente possono impedirne l’accesso alle aree di ristoro ed indirizzarle esclusivamente verso le aree attrezzate con i soli servizi? Autogrill può dotare i punti di ristoro di una segnalazione di “completo” come avviene per i parcheggi e, contemporaneamente, impiegare la sicurezza per regolamentare gli accessi all’interno dei punti di ristoro?

Altra questione di gravità particolare: i locali posti in prossimità delle grandi città sono frequentati non solo dagli automobilisti di passaggio, ma anche dai residenti nell’area. Questi punti di ristoro, che molto spesso occupano un solo lavoratore o una sola lavoratrice, durante il turno dalle 22 alle 6, sono frequentati da una clientela costituita in parte da ubriachi, tossicodipendenti, spacciatori, piccoli delinquenti, persone che, vedendo una cassiera da sola, ne approfittano per molestarla. E’ purtroppo frequentissimo che le lavoratrici vengano minacciate, che vi siano risse all’interno dei locali, che vengano scagliate bottiglie o altri oggetti.

Il ritrovarsi da soli in simili circostanze, oltre ad essere destabilizzante a livello emotivo, rende molte volte rischioso addirittura contattare le forze dell’ordine per richiedere un tempestivo intervento e garantisce quindi un ampio margine di impunità a questi atti.

Altra significativa situazione di rischio: il lavoratore o la lavoratrice che si ritrovano da soli e impossibilitati a chiudere il locale anche per periodi di tempo brevissimi non possono allontanarsi dal banco neppure per recarsi ai servizi igienici e, ancor peggio, cosa potrebbe accadere in caso di un malore improvviso di una qualche importanza?

Problemi molto seri e fondati, che richiedono soluzioni rapide.

Proponiamo allora di sperimentare la chiusura notturna di alcuni punti di ristoro in prossimità delle aree metropolitane, dove generalmente, c’è una maggiore concentrazione di locali, e, contemporaneamente, di potenziare l’organico negli altri.

Come noto, Edizioni Holding (della famiglia Benetton) oltre ad essere anche socio di maggioranza relativa della Società Autostrade, è socio di riferimento di Autogrill S.p.a ed è quindi in grado di poter intervenire direttamente sugli orari effettuati nei diversi punti di ristoro.

Con questa comunicazione, oltre a tracciare una brevissima sintesi del lavoro fino ad oggi realizzato e dei problemi ancora aperti, ho provato ad individuare alcuni interventi concreti che possono essere sperimentati, senza la presunzione di essere stato esaustivo; ma ho la certezza che l’insieme degli interventi che seguiranno, contribuiranno a costruire un percorso che dia dignità piena al lavoro di centinaia di lavoratrici e lavoratori che quotidianamente si trovano ad affrontare situazioni in cui non solo la stessa incolumità personale viene esposta a rischi considerevoli, ma che sono soggetti forti stress che si ripercuotono anche nella vita privata e nei rapporti familiari. Una questione quindi che, partendo dal lavoro, ha ricadute sociali.