Relazione D. Banchieri Comitato Direttivo FILCAMS CGIL, 13-14/10/2015

Come anticipato dalla relazione di Mariagrazia siamo oggi nelle condizioni di entrare più nel merito delle conseguenze che le conclusioni della conferenza di organizzazione ci impongono nell’immediato.
Purtroppo non è ancora possibile avere la versione finale del documento Cgil della Conferenza d’Organizzazione che è ancora in fase di rivisitazione alla luce degli emendamenti e delle riformulazioni votate nella Conferenza stessa.
Ciò che è certo è che il comitato direttivo della Cgil, tenutosi a conclusione della Conferenza d’Organizzazione ha approvato le modifiche statutarie dando così immediata attuazione a quanto deciso nella Conferenza stessa.
Possiamo ritenere l’immediata efficacia di tale percorso già di per se una novità, un segno di cambiamento.

Venendo al merito delle scelte operative che verranno messe in campo, ripercorrendo l’ordine degli argomenti, uno dei temi è quello della contrattazione.
A tale proposito, al netto della discussione che la Cgil tutta, a partire dalla nostra categoria sta affrontando, e su cui tornerò successivamente, il Cd del 18 settembre ha deliberato l’istituzione di un GRUPPO DI LAVORO SULL’ATTRIBUZIONE DEI SETTORI MERCEOLOGICI, che avrà in sostanza il compito di avviare quella necessaria analisi della situazione attuale per provare ad arrivare alla riduzione del numero di CCNL, passando per la ricostruzione delle filiere. Nella consapevolezza che tale tema si intreccia con molte dinamiche esterne alla Cgil, come ad esempio il confronto con le associazioni di rappresentanza delle aziende, il rapporto con Cisl e Uil, il tentativo di ricomporre il mondo del lavoro anche dal punto di vista delle coperture contrattuali non può essere un obiettivo rinviato in eterno. Questo aspetto, assume ancora più’ rilevanza come obiettivo sui contratti alla luce della discussione in corso sul Modello Contrattuale e sugli orientamenti del governo rispetto al salario minimo per legge come attacco alla contrattazione stessa.

In merito al tema del documento Cgil relativo a, Democrazia e partecipazione, il segno del cambiamento lo si legge nella istituzione dell’ASSEMBLEA GENERALE. Dalle modifiche statutarie approvate dal CD del 18 settembre emergono le principali caratteristiche dell’assemblea e i suoi compiti: essa diventerà organismo dirigente al pari dei comitati direttivi, dovrà essere composta a maggioranza di delegati e attivisti di posti di lavoro, non potrà essere numericamente superiore al doppio del direttivo di riferimento, dovrà essere composta con gli stessi criteri di rappresentanza e pluralismo previsti per i comitati direttivi (donne, giovani, migranti, aree). Avrà il compito di eleggere il segretario generale e la segreteria e dovrà essere convocata di norma una volta all’anno per discutere e deliberare in ordine alle linee programmatiche e di indirizzo dell’attività sindacale.
Tali assemblee dovranno essere elette entro il 31 dicembre 2015 e in ogni caso prima di eventuali elezioni di segretari generali o componenti di segreteria.

Detto tutto questo, che rappresenta solo l’ossatura normativa dell’assemblea generale, come Filcams riteniamo che l’assemblea generale debba rappresentare un reale allargamento della rappresentanza, una reale possibilità di coinvolgimento di iscritti e attivisti oggi esclusi dai nostri dibattiti.
Deve essere anche questa una modalità diversa con cui proviamo a misurarci per cambiare le nostre modalità’ nella vita dell’organizzazione.
Se questo è lo spirito e l’opportunità’ che vogliamo cogliere allora, ad esempio, possiamo valutare utile aggiungere ai criteri statutari quelli della presenza di lavoratori precari, di settori ai margini del mondo del lavoro, di esperienze internazionali, e di chiunque riteniamo possa dare valore aggiunto alle nostre discussioni e alla costruzione dei nostri obiettivi sindacali.
Lo sforzo quindi che vogliamo condividere è quello di vedere in questo nuovo organismo non solo un mero adempimento statutario, ma una reale opportunità ed essere conseguenti con tale obiettivo.
In tal senso quindi è necessario eleggere assemblee non costruite solo per rispondere solo ai rapporti numerici minimi previsti ma che nascano dal reale coinvolgimento di lavoratori e lavoratrici.
Per alcuni territori potrà essere complicato individuare altri iscritti da coinvolgere a fronte di una platea ridotta, ma nulla osta al fatto di arrivare gradualmente ad un allargamento sostanzioso, costituendo inizialmente assemblee ridotte ma dandosi fin da subito l’obiettivo di allargarle in una fase successiva.
Se ci diamo questo come obiettivo, le assemblee generali saranno un’opportunità di misurazione delle nostre forze, obbligandoci ad una attenta analisi dei nostri iscritti oltre che ad una messa in discussione dei nostri modelli organizzativi, non solo per il nuovo metodo di elezione dei segretari generali, ma per un inevitabile sforzo di coinvolgimento della base nella vita della nostra categoria.
Invitiamo quindi tutte le strutture ad attivare i percorsi utili alla elezione delle assemblee generali, dando piena disponibilità per chiarire i dubbi tecnici quando possibile.
L’assemblea della Filcams Nazionale, in virtù del percorso sopra indicato, riteniamo opportuno sia eletta una volta ultimate le assemblee degli altri livelli, quindi nel direttivo che verrà fissato nel mese di dicembre.

Sugli altri temi della Conferenza di organizzazione avremo modo di tornare, ma abbiamo ritenuto utile dare priorità al tema dell’assemblea generale per ovvi motivi.

In coerenza con il percorso fatto, si apre ora il momento per fare il punto anche sul documento organizzativo che la Filcams ha aggiornato in occasione dell’inizio della Conferenza Nazionale della Cgil e che, se vi ricordate presentammo in un direttivo alla presenza del segretario organizzativo della Cgil nazionale, Baseotto, proprio per consegnarlo alla discussione che si stava avviando.

Già allora avevamo individuato diversi argomenti che si intrecciavano tra i due documenti, a partire da quello della contrattazione, che nel nostro documento è prevalentemente incentrato sulle sperimentazioni di CONTRATTAZIONE DI SITO. Vogliamo oggi ribadire, alla luce anche della discussione fatta nel corso della conferenza di organizzazione, l’importanza che per la nostra categoria rappresentano i progetti sperimentali su questo ambito.
Dobbiamo essere sempre più propositivi all’interno delle Camere del Lavoro per creare l’opportunità di rendere strutturale la contrattazione inclusiva, proprio a partire dalle sperimentazioni che vanno a buon fine.
Per agevolare il reale raggiungimento di questo obiettivo, come Filcams Nazionale stanzieremo ulteriori risorse e le metteremo a disposizione per i progetti che andranno in questa direzione, coprendo le spese sia del personale impiegato che dei costi connessi alle necessità di presidio dei siti individuati. Una linea di finanziamento dedicata che sarebbe utile anche finalizzare ad una specifica formazione, su come è con quali strumenti si costruisce una contrattazione di sito.

Un secondo tema su cui dobbiamo necessariamente accendere nuovamente i riflettori, ammesso che si fossero mai spenti, è quello della RAPPRESENTANZA.
Nel documento ci davamo come obiettivo la campagna di rinnovo delle Rsu, il superamento dove possibile delle Rsa e l’estensione di Rls e Rlst. A questo aggiungevamo la necessità di una anagrafe del tesseramento sempre più diffusa e puntuale oltre che sistematizzata.
Oggi, a fronte di un accordo sulla rappresentanza già sottoscritto con Confindustria, la sottoscrizione di quello con la Cooperazione e l’avvicinarsi di una chiusura anche del tavolo con Confcommercio, quegli obiettivi non sono più rinviabili.
Dovremo fare uno sforzo per rimuovere gli ostacoli che ad oggi ci impediscono, a causa delle contrapposizioni con Fisascat e Uiltucs, di estendere le Rsu.
Ma dovremo anche lavorare su noi stessi per superare il modello su cui ci siamo attestati per anni al fine di segnare la nostra presenza nelle aziende, superando anche qualche resistenza.
Dobbiamo costruire anche intorno a questi accordi una maggiore attenzione e spirito di partecipazione democratica magari provando a lanciare delle election day, oggi limitate in pochi territori o aziende.
Sugli accordi sulla rappresentanza riteniamo sarà necessaria molta formazione e informazione a partire dai delegati. Come veniva indicato, l’accordo modifica le modalità’ di partecipazione, di titolarità’ alla trattativa, di voto dei lavoratori, come fa emergere, per la misurazione delle singole OOSS un diverso peso alla RSU piuttosto che alla RSA.
Per questo la Filcams Nazionale metterà a disposizione un modulo formativo ad hoc su ogni singolo accordo utile per le delegate/i che sarà preceduto da un momento seminariale di approfondimento per le strutture territoriali.
Punto di partenza del percorso: ricostruzione delle anagrafe degli iscritti e delle RSA/RSU/RLS esistenti

Sul tema dei livelli delle strutture, su cui chiudo, nel condividere pienamente la centralità del territorio emersa chiaramente dalla Conferenza di Organizzazione, la Filcams Nazionale conferma le sperimentazioni fatte su modelli organizzativi che, nel rispetto delle peculiarità locali, hanno puntato e ottenuto una maggiore efficienza funzionale oltre che economica.
Proseguiremo quindi in questa direzione, continuando a finalizzare tutte le risorse possibili verso il territorio, utilizzando sempre più un metodo di lavoro per progetti, che ci vincola alla condivisione degli obiettivi, alle verifiche in itinere e ad una valutazione finale, attraverso una reale assunzione di responsabilità di tutti noi.

Questi sono i primi input e spunti operativi che riteniamo utile avviare ed assumere immediatamente ma che non esauriscono i temi presenti nel nostro documento Filcams oppure in quello della Confederazione.
Per questo, in un ottica di verifica e aggiornamento continuo del lavoro che dobbiamo intraprendere, riteniamo utile proporre un ulteriore momento di approfondimento entro la fine del 2015 anche per comprendere quali orientamenti e decisioni si stanno sviluppando nei singoli territori/regioni.

Questo è il modo che la Filcams ha scelto per avviare un vero cambiamento culturale della nostra organizzazione.