Regole Ue, Ordini in pressing

10/09/2002


      10 settembre 2002



      LIBERE PROFESSIONI
      Regole Ue, Ordini in pressing

      Albi e mercato – Nel fine settimana vertice delle professioni regolamentate sulla direttiva unica

      Gianluca Di Donfrancesco


      ROMA – «Le professioni non possono essere trattate come i manufatti». Pierangelo Sardi, presidente dell’Ordine degli psicologi e coordinatore del gruppo di lavoro italiano sulla proposta di direttiva unica europea per le professioni, sintetizza il malumore degli ordini verso la bozza formulata il 12 marzo dalla Commissione. E proprio «Il riordino delle professioni in Europa» è il tema del workshop del 14 e 15 settembre all’Hotel Selene di Pomezia. L’incontro è organizzato da Adepp (Associazione degli enti di previdenza dei professionisti), Cup (Comitato unitario permanente degli ordini e dei collegi professionali), Consilp (Confederazione italiana dei sindacati dei liberi professionisti), Confedertecnica (Confederazione delle professioni tecniche), Alp (Associazione dei liberi professionisti), in collaborazione con il Comune di Pomezia. Interverrano i rappresentanti delle professioni regolamentate (quelle per le quali l’ordinamento nazionale del Paese di destinazione prevede norme specifiche per l’accesso e l’esercizio della professione e alle quali si rivolge la direttiva) italiane e straniere, l’eurodeputato Stefano Zappalà, relatore della proposta di direttiva in seno alla commissione giuridica e per il mercato interno del Parlamento europeo (e sindaco di Pomezia) e il ministro della Politiche comunitarie Rocco Buttiglione. La proposta della Commissione mira a rendere effettiva la mobilità dei professionisti in tutta la Ue. «Ma – spiega Sardi – così com’è favorisce la vendita di titoli professionali in quei Paesi dove sono più facili da ottenere, ai danni dei sistemi più rigidi ed esigenti. In particolare, temiamo lo scardinamento del sistema ordinistico italiano, più esposto a tali rischi, ma non per questo meno serio». Secondo Sardi, nel mercato dei titoli professionali la concorrenza «peggiora il prodotto, anziché migliorarlo. Contiamo di far recepire al relatore Zappalà le nostre preoccupazioni». Proprio l’eurodeputato aveva chiesto a ordini e collegi nazionali di arrivare a una posizione il più possibile unitaria sulla proposta elaborata dalla Commissione Ue. «Questa posizione – dice Zappalà – mi sarà illustrata appunto a Pomezia, in vista dell’audizione che come relatore avrò a Bruxelles il 1° ottobre, per arrivare al voto in commissione a novembre e in Parlamento a dicembre». Poi toccherà al Consiglio europeo, che dovrebbe pronunciarsi – secondo Sardi – nel secondo semestre del 2003, durante la Presidenza italiana. La proposta della Commissione, spiega Zappalà, ha l’obiettivo «encomiabile» di rendere sempre più universale il riconoscimento reciproco. «Ma è molto burocratica e poco politica. C’è il rischio che restino delle difficoltà. Tocca al Parlamento e al Consiglio europeo superarle». Trovando un compromesso fra due principi antitetici: la libera circolazione delle professioni e l’autonomia degli Stati in materia di formazione e qualifiche. «Questo – conclude Zappalà – sarà il compito del Parlamento: immagino che la proposta della Commissione uscirà modificata dall’esame dell’aula». L’intervento dell’Esecutivo comunitario non preoccupa Giuseppe Lupoi, presidente del Colap (coordinamento libere associazioni professionali): «Il provvedimento cambia poco rispetto alle vecchie direttive in materia, che vengono semplicemente omogeneizzate e calate meglio nelle realtà delle singole professioni». Il Colap non è stato invitato al workshop di Pomezia. «Un errore politico perché – commenta Lupoi – la direttiva interessa anche le professioni non regolamentate».