REGOLAMENTO CGIL – DELIBERA N.3 DEMOCRAZIA DI ORGANIZZAZIONE – COMITATO DIRETTIVO DEL 6 E 7/7/1999

DELIBERA REGOLAMENTARE N. 3 – DEMOCRAZIA DI ORGANIZZAZIONE

3.1.Le basi sulle quali la Cgil regola la sua democrazia di organizzazione poggiano sulla partecipazione di tutti gli organismi dirigenti ai vari livelli e delle iscritte e degli iscritti, alla vita dell’organizzazione stessa. La democrazia di organizzazione deve intendersi come normale prassi per la costruzione e la verifica delle proposte e delle decisioni dell’organizzazione. In tutti i casi, ciò si rende obbligatorio in riferimento ad appuntamenti contrattuali, confronti con le istituzioni ai vari livelli e/o associazioni imprenditoriali – qualora si sia verificata impraticabile l’attivazione di forme di consultazione unitarie e dell’insieme dei lavoratori – nonchè in particolari momenti della vita della Cgil o di singole sue strutture.

3.2. I luoghi e gli strumenti fondamentali della partecipazione sono rappresentati dall’assemblea degli iscritti; dai comitati degli iscritti (aziendali o territoriali); dalle leghe dei pensionati e dalle loro permanenti relazioni con il dibattito e le decisioni degli organismi dirigenti; dai comitati direttivi, che costituiscono la sede più ravvicinata e rappresentativa, in quanto espressione della democrazia delegata.

3.3.1. Le scelte più significative di indirizzo e di orientamento degli organismi dirigenti, di categoria, dello spi e confederali, ai vari livelli, possono essere sottoposte a una "consultazione ordinaria" degli organismi dirigenti di livello inferiore a quello titolare della materia, fino ai comitati degli iscritti e alle leghe dei pensionati.
3.3.2. L’attivazione di questa procedura è decisa dall’organismo dirigente interessato o da 1/3 dei propri componenti; allo stesso organismo compete di esplicitare con chiarezza i contenuti della consultazione stessa ed indicare le strutture coinvolte.

3.4.1. Il comitato direttivo titolare della materia o un 1/3 dei propri componenti può decidere la "consultazione straordinaria", in presenza di temi di grande rilevanza, o in particolari momenti della vita della struttura interessata; lo stesso organismo fissa le modalità e i tempi di svolgimento della consultazione stessa che deve coinvolgere anche gli iscritti.
3.4.2. Tale consultazione può, altresì, essere attivata da una pluralità di organismi dirigenti diversi da quello titolare della materia – se confederale, ci si riferisce a Comitati direttivi confederali di livello inferiore e di categoria di pari livello; se di categoria, si intendono i Comitati direttivi di livello inferiore – rappresentativi di 1/3 degli iscritti. Il voto dei Comitati direttivi, che richiedano l’attivazione della consultazione straordinaria, è a maggioranza semplice. Analoghe modalità e dimensione quantitativa valgono per l’attivazione della consultazione straordinaria comprensoriale, confederale o di categoria che può, altresì, essere richiesta dai comitati degli iscritti o leghe dei pensionati rappresentativi di 1/3 degli iscritti. Tale procedura deve essere espletata entro 20 giorni dalla seduta nella quale il Comitato direttivo di riferimento delibera sul tema in questione.
3.4.3. La consultazione straordinaria può essere attivata anche dal 20% degli iscritti. Tale procedura deve essere espletata entro 40 giorni dalla seduta nella quale il Comitato direttivo di riferimento delibera sul tema in questione.
3.4.4. Il Comitato direttivo interessato, preso atto della positiva conclusione della procedura per l’attivazione della "consultazione straordinaria", deve esplicitare il contenuto della consultazione stessa, evidenziando le posizioni contrapposte, utilizzando le modalità previste dal Regolamento congressuale in tema di illustrazione delle mozioni. Il Comitato direttivo deve avviare – entro venti giorni dalla notifica della Commissione di verifica interessata o del Csn – la consultazione e valutarne le conclusioni.
3.5. L’organismo preposto all’accertamento delle condizioni per l’attivazione della procedura e la garanzia della sua realizzazione, è il Collegio di verifica di riferimento o il Csn per la Cgil nazionale; tali organismi svolgono anche funzioni di garanzia sullo svolgimento della consultazione stessa.

Roma, 6-7 luglio 1999