“RegioniRosse” Tre milioni per comprare giornali (8)

16/09/2005
    mercoledì 14 settembre 2005

    "RegioniRosse"

    LE INCHIESTE DEL GIORNALE

      È quanto la Regione Toscana ha speso nel 2005 in quotidiani, acquisto di spazi pubblicitari su televisioni e radio, contratti con agenzie di stampa

    Pierangelo Maurizio
    da Firenze

    Rete Toscana Classica, la radio dove il governatore Claudio Martini, grande melomane, si diletta a condurre un programma di musica classica, riceve dalla Regione 120mila euro di finanziamenti l’anno. Chissà se Gramsci se lo sarebbe mai immaginato, che per conquistare e conservare l’egemonia l’arma vincente è il marketing politico. La domanda viene spontanea dando un’occhiata alle cifre che la Regione Toscana, regione rossa da 60 anni – dove secondo alcuni calcoli una famiglia su 3 campa su soldi che hanno a che fare con il potere regionale – travasa ai media. Un capitolo a sé dunque spetta ai «controllori», alle sentinelle della pubblica opinione.

    Nel 2004 e nei primi quattro mesi di quest’anno la giunta Martini ha versato al Manifesto 80mila euro alla voce «pubblicità e abbonamenti». Poca cosa rispetto ai 554mila euro – di cui il Giornale si è occupato – dati al Sole 24 Ore per confezionare un supplemento dedicato alla Sanità in 45 numeri e che l’opposizione dice sia un’apologia della giunta. Però, se una Regione paga il «quotidiano comunista» e il giornale della Confindustria, è chiaro che siamo di fronte alla quadratura del cerchio, all’uovo di Colombo, all’elisir di lunga vita per un sistema che da 60 anni non conosce alternanze.

    Quanto al Sole 24 Ore Sanità Toscana (così si chiama il «supplemento sanitario»), dopo il caso reso pubblico dal Giornale, bisogna dare conto di alcune reazioni. All’opposizione hanno avuto un’idea. «Chiederò che Il Sole 24 Ore realizzi – dice convinto Marco Carraresi, capogruppo dell’Udc – un altro supplemento sulla sanità toscana, ma i testi questa volta saranno a cura dell’opposizione».

    Ma quanto spende la Regione Toscana per l’informazione? La «mazzetta» – come in gergo si chiama il fagotto di testate che ogni giorno arriva sulle scrivanie che contano e qui inteso in senso lato – è corposa. In margine alle polemiche nate intorno a questa storia di media e denari, Daniele Pugliese, il capufficio stampa della giunta, ha fornito le cifre dei primi sei mesi di quest’anno. Da gennaio a giugno l’Area informazione multimediale, diretta appunto da Pugliese, alla voce «abbonamenti» ha versato 110mila euro all’Ansa (20mila all’Agi, 18 mila all’Asca e 8mila all’AdnKronos). Pare che la cifra dell’Ansa sia appesantita anche dagli abbonamenti delle Asl: che cosa debbano fare gli impiegati delle Aziende sanitarie con il notiziario Ansa resta un mistero. 160mila euro sono andati a tutte le radio (c’è anche quella della Curia) per l’acquisto degli spazi per «il format di approfondimento Toscana in Onda». Altri 100mila euro alle Tv locali per il programma Noi Toscana. E certo non finisce qui.

    Sempre da gennaio a giugno 2005 dal Settore comunicazione istituzionale sono usciti 614mila euro così suddivisi: 159mila alle radio, 30mila alle tv e ben 424mila ai giornali. Il dirigente, il dottor Aiazzi, fa sapere che in buona parte «sono stati spesi nella campagna istituzionale per le elezioni regionali della scorsa primavera». In tutto fa un milione 339 euro per i primi sei mesi, 3 milioni 200mila nell’anno intero con Iva.
    Che è una bella cifra. Ma largamente sottostimata. Prima di andare in ferie la giunta ha messo mano al bilancio di previsione – che il Giornale è in grado di anticipare – per il prossimo anno in cui si svolgeranno le elezioni politiche e ha allargato ulteriormente i cordoni della borsa: nel 2006 la spesa dovrebbe superare abbondantemente i 4 milioni di euro. Riconfermati per l’anno che verrà il finanziamento a Toscana Classica e il contratto con Il Sole 24 Ore Spa, l’impegno più gravoso è il milione 500mila euro destinati alla Fondazione Sistema Toscana che si deve occupare del Portale su internet.

    Questa è un’altra storia da raccontare. Nel 2001 si pensò di fare le cose come si deve per affacciarsi sulla rete, istituendo una Fondazione: 5 milioni di euro dalla Regione e 5 milioni dal Monte dei Paschi di Siena. Dopo 4 anni siamo sempre al progetto ma qualcosa si muove e il milione e mezzo è la prima tranche della quota che spetta alla Regione.
    Secondo le indiscrezioni, la giunta vorrebbe spendere 148mila euro per piazzare il bollettino Toscana radio news e il programma Toscana in onda,

    il verbo irradiato sui teleschermi (tre volte alla settimana). 450mila euro sono previsti per lo «speciale» del Presidente, opuscolo da tirare in un milione 200mila copie. Ecco, per una pura coincidenza con le elezioni politiche che vedranno per la prima volta alle urne anche i nostri connazionali emigrati, cresce l’attenzione oltre i confini: 36mila euro a Toscani nel mondo, una pubblicazione in quattro uscite, nonché 50mila euro dovrebbero andare all’Ansa, per le notizie relative alla «Toscana all’estero».
    Piuttosto irrobustita appare anche la cifra riservata alle agenzie di stampa: 21mila euro per l’Agi e 25mila per l’Agi Sanità; 37mila all’Asca; l’AdnKronos è sempre la cenerentola (solo 16mila euro). Sale in particolare la spesa, oltre al capitolo «Toscana all’estero», per l’Ansa: 185mila euro, più 36mila euro per l’Ansa Sanità (un vero pallino).
    Ma siamo ancora lontani dall’avere un panorama complessivo. I bene informati parlano di 7-8 milioni annui. Senza contare gli avvisi e le inserzioni della Regione,

    Asl, aziende ospedaliere, eccetera. Poi, per avere aggiornato il concetto gramsciano di egemonia ai tempi del marketing politico, si dovrebbe conoscere quanto elargiscono Province e Comuni rossi. Certamente la giunta di Claudio Martini – è la sola ad aver messo su internet i compensi di assessori e consiglieri regionali – risponderà alla domanda. Quanto spende la Regione Toscana alla voce «buona stampa»?

      8. continua
      pierangelo.maurizio@fastwebenet.it