“RegioniRosse” Le battaglie perse del sindaco (3)

01/09/2005
    mercoledì 31 agosto 2005

    "RegioniRosse"

    LE INCHIESTE DEL GIORNALE

      Lontano dalla gente, criticato dagli alleati
      Le battaglie perse del sindaco Cofferati

        Pierangelo Maurizio
        da Bologna

          Il segno del destino forse era già in quel piccolo incidente, il giorno dell’insediamento della giunta Cofferati. L’assessora Silvana Mura, fresca di nomina, era arrivata a Palazzo d’Accursio, la sede del Comune in piena isola pedonale, piombando con la macchina da Piazza Maggiore fin dentro il cortile, dove nemmeno gli sposi possono arrivare se non appiedati. Colmo della sfortuna s’era imbattuta in Claudio Merighi, capogruppo dei Ds in Comune, bolognese doc naturalmente, ex vigile urbano: «Colpa del navigatore, del computer di bordo…», ha bofonchiato la poveretta.

          Silvana Mura, come il sindaco, non è di Bologna. E l’aneddoto serve a marcare la distanza tra la città e l’amministrazione. Organizzare «la festa della liberazione» il giorno della sconfitta del «Guazza l’Usurpatore» – Giorgio Guazzaloca, primo e unico sindaco di centrodestra – è stato uno scherzo. Più difficile governare. Non che il compito affidato a Sergio Cofferati sia facile: deve rimettere insieme i cocci del «modello emiliano», fondamento da sempre di ogni pretesa del Pci-Pds-Ds di essere forza di governo. Un modello di egemonia lunga sessant’anni, che prima ancora di essere un modello è un imprinting del Dna: loro e solo loro sanno garantire buona amministrazione, zero criminalità, benessere e pace sociale.

          Una parola. Prendete il calcio. Cofferati si è accodato alla protesta dei sindaci che hanno avuto l’onta della squadra cittadina degradata in B. Per impedire che le partite si disputino di sabato, secondo il diktat della Lega calcio, si è prima appellato a Questore e Prefetto. Invano. Quindi per questo sabato ha annunciato un’ordinanza che vieterà l’uso dello stadio, spalleggiato nella Curia (qui spiegano che il sabato è giorno dedicato all’insegnamento del catechismo). Grazie all’incenso di Enzo Biagi e ai giornali a metà giugno il sindaco di Bologna ha recuperato terreno con la cosiddetta «svolta della legalità» in margine al caso della ragazzina stuprata in pieno giorno da due immigrati: un’operazione mediatica che ha fatto passare quelli di Rifondazione come fiancheggiatori degli stupratori e lui come il paladino della legge. Poi si è messo a parlare di ordine e patria, principi che la sinistra deve riprendersi.

          «Vuole proporsi come leader nazionale» dice Carlo Monaco, leader del centrodestra, capogruppo della lista La tua Bologna in Comune e che ha sfidato in una partita impossibile Vasco Errani alle ultime Regionali: «Si è scrollato un po’ di zavorra girotondina. Dopo essere stato incoronato da Nanni Moretti, dopo lo scontro con D’Alema, adesso vuole dettare la linea alla sinistra». E che lo dica Carlo Monaco, passi. Il fatto è che le stesse cose le dicono anche nel partito di Fausto Bertinotti. «In un anno questa giunta ha fatto un terzo delle delibere che nel suo primo anno di attività aveva fatto Guazzaloca» storce il naso un consigliere della maggioranza: «Non scriva il mio nome – prega – ho già abbastanza problemi».

          Il segretario cittadino dei Ds, Salvatore Caronna, che è anche segretario regionale nonché consigliere alla Regione, dove il partito lo ha issato con ben 30mila voti tanto per bilanciare il peso di Cofferati, ufficialmente è schierato con il sindaco. Ma i malumori aumentano tra la pletora di associazioni, per non parlare dei comitati dei cittadini, e cinque dei 20 consiglieri comunali diessini danno segni di inquietudine senza far nulla per nasconderli.

          Nella guerra del centrosinistra chi ci rimette è la città. Anche qui non mancano inefficienze e sprechi. Un esempio. Sirio il «vigile elettronico» è il progetto per il controllo a distanza del traffico, otto telecamere puntate sugli accessi delle auto private al centro storico. Concepito dalla giunta di Walter Vitali, Sirio è costata dal ’95 al 2000 dieci miliardi di lire senza aver mai funzionato; accantonato dall’amministrazione Guazzaloca, la giunta Cofferati lo ha rianimato e a metà luglio ha annunciato che funzionerà a pieno regime ora, a settembre. Non si conoscono i costi aggiuntivi.

          Provincia e Regione hanno fatto la guerra al metrò del Guazza, che aveva già una dote di 360 milioni di euro e i cantieri pronti ad aprire nel 2004. Morale, la metropolitana è stata affossata e quel finanziamento è andato definitivamente perduto. La nuova giunta ha presentato un suo progetto. La verità è che ci vorranno ancora anni prima che i lavori comincino, se mai cominceranno.

          Bologna non ha ancora una stazione per l’Alta velocità. Prima, negli Anni ’90, la giunta Vitali ha fatto fallire con il progetto faraonico dell’architetto spagnolo Ricardo Boffil (voleva torri e grattacieli ovunque sopra la stazione attuale, poi bocciato dalla Ue perché fuori da ogni crisma comunitario. «Adesso quando chiediamo al sindaco – racconta Carlo Monaco – quale sia il loro progetto ci risponde: “Meno grandioso di quello di Boffil, più del vostro”. E su questo enunciato aristotelico siamo fermi».

          Soprattutto Bologna è decisamente sporca, l’opposizione stima che i servizi di pulizia siano stati ridotti del 20 per cento.

          Intendiamoci. Qui c’è sempre uno dei redditi pro capite più alti d’Italia. Le ragazze continuano a sfrecciare in bicicletta, danzando sui pedali sudate e abbronzate nell’afa per il piacere dell’occhio. «Qui si vive ancora bene – dice padre Alessandro Caspoli, direttore dell’Antoniano (quello dello Zecchino d’oro) -, si trova lavoro e c’è una rete di associazioni, di volontariato, che è unica».

          Ma se gratti un po’, scopri che è come se un cancro corrodesse da almeno 15 anni il mito del «buongoverno» emiliano. La metastasi più evidente è la cosiddetta «vertenza legalità». Che non ha niente a che fare con gli stupri. Ma è un mix di problemi – mai affrontati – legati all’immigrazione, al dilagare degli spacci alimentari dei pakistani, alla microcriminalità, alla droga, all’invasione di punkabbestia e varia umanità ogni notte nel cuore medievale di Bologna, da piazza Verdi a via del Pratello. Con la rabbia degli abitanti che monta di giorno in giorno. La giunta Cofferati finora ha risposto con promesse, silenzi. E con la nomina di un consulente «alla sicurezza – come ha denunciato Lorenzo Tomassini, giovane e agguerrito consigliere comunale di Forza Italia – che inizialmente prevedeva un costo di 1.450 euro al giorno».

          E se si scoprisse che i Migliori non sono così migliori?

          3. continua
          pierangelo.maurizio@fastwebenet.it