Regione Emilia, in Giunta riparte l’anti legge Biagi

14/06/2005
    martedì 14 giugno 2005

      ECONOMIA ITALIANA – pagina 15

        se no
        Regione Emilia, in Giunta riparte l’anti legge Biagi

        SABRINA MANFREDI

        BOLOGNA • La Regione Emilia Romagna ci riprova.
        Dopo la clamorosa rinuncia al varo della legge anti Biagi alla fine della scorsa legislatura, a causa dell’opposizione degli imprenditori e dell’ostruzionismo dell’opposizione in Consiglio regionale, la nuova Giunta — guidata da Vasco Errani — ha deciso ieri di far ripartire l’iter della contestata proposta.

        Il progetto normativo, che comprende 53 articoli e che rischia di introdurre vincoli alla flessibilità del lavoro in regione, ha subìto però alcune modifiche rispetto all’iniziale versione. Modifiche non solo di natura formale, in quanto nel frattempo è entrato in vigore il nuovo statuto, ma anche di carattere sostanziale.

        In particolare, in seguito alla sentenza della Corte Costituzionale che in gran parte ha bocciato i ricorsi presentati da alcune Regioni contro la legge Biagi ed il relativo decreto attuativo 276, l’Emilia Romagna ha dovuto adeguare la proposta, rinunciando ad intervenire su alcune aspetti considerati di competenza statale. Ma non tutto.
        Dopo la recente approvazione a livello nazionale della legge 80 sulla competitività, la Regione ha dovuto fare un passo indietro sia sull’inserimento lavorativo dei soggetti deboli del mercato del lavoro, accettando che venga effettuato attraverso le agenzie di somministrazione ossia le " vecchie" società di lavoro interinale, sia per quanto riguarda l’apprendistato, in quanto spetta all’impresa adempiere all’obbligo formativo. Alla Regione è affidato invece il compito di fornire le indicazioni e le linee guida in materia.

        « La proposta di legge che abbiamo approvato in Giunta afferma l’assessore regionale all’Istruzione, formazione e lavoro Mariangela Bastico non è contraria alla legge Biagi ma ne è l’attuazione. Il testo è frutto di un iter di concertazione che, conclusosi in tempi rapidi, ha dato voce a tutte le parti sociali. Il mio auspicio pertanto è che si arrivi entro luglio all’approvazione della legge perché il sistema economico sociale della nostra regione ne ha fortemente bisogno » .

          Mariagela Bastico non nasconde di essere soprattutto preoccupata per l’instabilità e l’insicurezza che sta cominciando a caratterizzare anche il sistema lavoro dell’Emilia Romagna. Nel 2004— secondo i dati Istat — per la prima volta dopo anni, l’occupazione in Regione è diminuita dell’ 1,2% contro un aumento dello 0,7% a livello nazionale, inoltre il lavoro atipico ha rappresentato il 20% dei contratti di contratti di lavoro. Prudente per ora il giudizio di Annamaria Artoni, neopresidente di Confindustria Emilia Romagna. «Le risorse umane sono la benzina ed il motore delle nostre imprese, quindi questo tema è di grande importanza per noi. Mi auguro e spero che nel nuovo testo presentato in questa legislatura siano state prese in considerazione le osservazioni ed i contributi che negli scorsi mesi abbiamo fatto pervenire alla Regione. Ancora non ho letto le nuove norme e quindi per ora non esprimo una valutazione più analitica» .