«Regia unica nazionale per il turismo»

11/10/2004


            lunedì 11 ottobre 2004

            AL SALONE DELLA NAUTICA DI GENOVA A CONFRONTO MINISTRI, OPERATORI ECONOMICI ED ESPERTI DEL SETTORE
            «Regia unica nazionale per il turismo»
            Sviluppo Italia: potenziare i porti. Marzano: favorire la cantieristica

            Marco Raffa

            GENOVAInvestire nel turismo e nella portualità da diporto rispettando l’ambiente e valorizzando il «sistema Italia» anche con l’utilizzo delle tecnologie legate a Internet che in questo campo ci vedono in ritardo rispetto ai principali concorrenti europei (Francia e Spagna) e statunitensi. Scegliere se puntare sul «turismo da spiaggia», in concorrenza con Paesi dove i costi sono decisamente inferiori ai nostri, oppure orientarsi sulla qualità facendo leva sul «made in Italy» più prestigioso (e più apprezzato all’estero): città d’arte, ambiente naturale, gastronomia, qualità della vita. Fare degli ottomila chilometri di coste italiane un ulteriore elemento di sviluppo della nautica e del turismo nautico. Coordinare la promozione turistica all’estero attivando una «cabina di regia» nazionale che concentri gli sforzi delle autonomie locali e dei soggetti privati. Sono soltanto alcune delle priorità che l’Italia si deve dare se vuole rilanciare uno dei settori strategici della sua economia, il turismo.

            Ne sono convinti i ministri Antonio Marzano, Altero Matteoli e Lucio Stanca, l’amministratore delegato di Sviluppo Italia, Massimo Caputi, i viceministri dell’economia Gianfranco Miccichè e delle Infrastrutture Mario Tassone, l’ambientalista e deputato Ermete Realacci, il coordinatore degli assessori regionali al Turismo, il ligure Gianni Plinio, e la collega toscana Susanna Cenni. Chiamati a discuterne ieri al Salone Nautico di Genova su iniziativa di Sviluppo Italia, insieme al presidente di Ucina (Unione delle industrie nautiche), Paolo Vitelli, al presidente della commissione Lavori Pubblici, Luigi Grillo, al diessino Claudio Burlando (ex ministro dei Trasporti), tutti hanno ribadito la necessità di creare un sistema di porti che ponga l’Italia almeno sullo stesso piano dei paesi vicini.


            E’ stato proprio Vitelli a gettare il primo sasso nello stagno portando l’esempio di un Paese vicinissimo come la Croazia «che su un territorio ben più piccolo di quello italiano, ha costruito un sistema di 51 moderni «marina» con 16 mila posti barca e ha assegnato 3 mila posti alle flotte di charter che garantiscono un forte prolungamento della stagione». Nel 2004 – ha aggiunto Vitelli – «questo sistema ha generato 70 mila accessi di barche, un quarto dei quali proveniente dall’Italia. Nel corso della stagione appena trascorsa la piccola Croazia, grazie al suo sistema integrato, è stata visitata da circa 2 milioni di diportisti».


            Un tema, quello della «concorrenza», sottolineato con forza da Massimo Caputi che ha ricordato come la Francia, a parità di barche, circa 850 mila, ha oltre 223 mila posti barca mentre l’Italia si ferma a 124 mila. «La crescita del settore nautico – ha detto – va sostenuta potenziando i servizi e la rete dei porti ma anche le infrastrutture e i sistemi avanzati di comunicazione e di vendita». Ad esempio – tema ripreso anche dal ministro delle Stanca – con strategie nazionali basate sui portali Internet che in Francia, con Maison de France, si sono rivelati vincenti per catalizzare l’offerta turistica e per “catturare” le richieste del pubblico, creando profili personalizzati a cui proporre “pacchetti” mirati. «Sviluppo Italia, società pubblica, – ha concluso Caputi – sta mettendo in campo tutte le risorse proprio per colmare le lacune: dalla creazione del portale telematico Italia al progetto di recupero di sei poli turistico-portuali del Meridione».


            Il tema della portualità nei suoi vari aspetti è stato al centro di altri interventi. «La nautica è un comparto di eccellenza dell’industria italiana – ha detto Marzano – che ha un punto di criticità: quello delle scarse infrastrutture portuali. Il riordino degli approdi può incrementare la produzione di barche ma anche favorire il turismo, perchè la nautica da diporto è un altro modo di accedere ai siti turistici, ai parchi naturali, alle città d’arte».


            A sua volta Altero Matteoli ha evidenziato come sia necessario «conciliare la creazione di nuovi porti con la tutela dell’ambiente senza però creare nei parchi e nelle riserve marine delle bolle di vetro da chiudere come fossero degli acquari ma valorizzando le prerogative del territorio, che non deve essere ingessato». Matteoli ha anche sposato la tesi, emersa alla recente Conferenza del Turismo di Genova e richiamata ieri da Caputi di Sviluppo Italia, di avere in Italia una cabina di regia unica per il turismo. «Non voglio fare polemiche con le Regioni – ha detto il ministro – ma spesso ci accorgiamo che l’Italia all’estero è presentata come se fosse più brutta di quella che è perchè manca una promozione di livello nazionale».