Reggio, tre proiettili al segretario Fiom

06/07/2010

Una busta con tre proiettili calibro 9. E una frase pesante, scritta con ritagli di giornale: «La resa dei conti». Il pacco è stato recapitato venerdì scorso al segretario della Fiom Cgil di Reggio Calabria, Enrigo Germoleo. La zona è di quelle caldissime, ad alta densità mafiosa: nella lettera minatoria non ci sono riferimenti a una vertenza specifica, ma la Fiom nazionale segnala la situazione della Ansaldo Breda, fabbrica del gruppo Finmeccanica. Uno stabilimento storico del reggino (un tempo si chiamava «Omeca»), molto sindacalizzato, ma che di recente ha vissuto un processo di «riorganizzazione » che ha creato fortissimi malumori nel territorio. All’Ansaldo Breda di Reggio si costruiscono metropolitane. Il portafoglio ordini del gruppo è sempre stato tradizionalmente ricco, avendo pescato non solo in Italia ma anche all’estero. Cinquecento dipendenti interni, ma anche una serie di subappalti che davano lavoro a circa un centinaio di persone. Ecco, è proprio su questi appalti e subappalti, giudicati dalla Fiom Cgil nazionale «poco trasparenti», che si è concentrata nell’ultimo anno l’azione di «riorganizzazione » e «ripulitura» dell’azienda,grazie all’accordo siglato con Fim, Fiom e Uilm lo scorso aprile. Spiega Massimo Masat, coordinatore nazionale Fiom di Ansaldo Breda: «La Fiom ha insistito molto per l’allontanamento di aziende poco chiare dall’orbita Omeca, e così, grazie all’intesa siglata da tutti i sindacati, tutti gli appalti poco chiari sono stati rescissi. Ovviamente abbiamo fatto in modo che tutti i lavoratori impiegati in quelle ditte vengano riassorbiti in Omeca, e questo avverrà anche in concomitanza della mobilità scelta dagli interni, solo su base volontaria. Non volevamo che una battaglia di democrazia e di legalità, si trasformasse in "macelleria sociale" ai danni di chi in quelle aziende fornitrici era impiegato da anni». Quegli appalti avevano fatto esplodere i debiti della Ansaldo, che ha potuto sopravvivere solo grazie al fatto di essere parte del gruppo Finmeccanica, e dunque statale: «Perché altrimenti – spiega Masat – con le commesse fuori mercato e dalle clausole capestro accettate negli ultimi anni, e con le spese lievitate di quelle ditte fornitrici, a cui corrispondevano spesso lavori in ritardo e di pessima qualità, sarebbe morta da tempo». Dunque l’accordo in aprile, e la settimana prossima le elezioni delle Rsu dentro la fabbrica (proprio oggi saranno presentate le liste). La tempistica della lettera minatoria potrebbe non essere per nulla casuale. Ieri, tra l’altro, i lavoratori dello stabilimento Omeca hanno deciso la fermata spontanea per un’ora in solidarietà e sostegno a Enrigo Germoleo, ma solo quelli aderenti alla Fiom. «Quello che è successo è gravissimo – riprende Masat – Fiom e Cgil presenteranno un esposto alla magistratura. E poi vogliamo organizzare al più presto un’iniziativa pubblica, coinvolgendo la Cgil ai suoi massimi livelli». Solidarietà a Germoleo è stata espressa da Giuseppe Farina, segretario generale della Fim Cisl.