Reggio. «Prestazione a chiamata: lavoro nero legalizzato»

27/11/2007
    martedì 27 novembre 2007

      Pagina 12 – Economia

      «La prestazione a chiamata
      è lavoro nero legalizzato»

      REGGIO. La reintroduzione del lavoro a chiamata nel protocollo della commissione lavoro della Camera dei Deputati ha sollevato la protesta del sindacato reggiano Filcams Cgil, che tutela i lavoratori del commercio, alberghi mense e servizi. «E’ con sconcerto ed incredulità – dice il sindacato – che apprendiamo che nel testo uscito dalla Commissione lavoro del Camera viene reintrodotto il lavoro a chiamata, limitatamente al turismo e spettacolo».

        La Commissione lavoro ha approvato, col voto congiunto di parte della maggioranza e della Casa delle libertà, il testo del decreto legge sul Welfare che dovrebbe tradurre in legge il contenuto del protocollo del 23 luglio 2007.

        Oltre il 73% di lavoratori e pensionati consultati a Reggio e circa l’ 80% delle lavoratrici e lavoratori del settore terziario hanno approvato quel protocollo per i miglioramenti rispetto agli ammortizzatori sociali e per gli interventi sulla tema della precarietà.

        «Sul superamento di questa tipologia lavorativa – sostiene la Filcams Cgil – tutti i firmatari del protocollo erano in accordo sin dall’inizio del confronto. Peraltro non può essere definita neppure una limitazione, in quanto la quasi totalità dei lavoratori a chiamata viene impiegata proprio nel settore turismo (bar, alberghi, ristoranti, mense)».

        «In realtà – conclude il sindacato reggiano – si tratta di lavoratori occupati l’intera settimana in alberghi, ristoranti e negozi, dei quali si finge l’impiego in una sola giornata, corrispondendo in nero la retribuzione eccedente. Ciò accade anche quando si teme una visita ispettiva, giungendo a casi nei quali il lavoratore risulta occupato un giorno al mese per 4 ore, pur prestando la propria opera costantemente nella settimana».