Reggio Emilia. «Sindacalista isolata»

16/10/2003




      Reggio Emilia, giovedì 16 ottobre 2003



      «Sindacalista isolata»

      «Appena diventata rappresentante sindacale interna, mi sono ritrovata a passare dalla centrale operativa al Villaggio Crostolo, che è la sede della mia azienda, il Corpo Guardie Giurate, a fare piantonamento in un’azienda dove non c’è nessuno, a Mancasale».
      E’ per questo che Giovanna Digitalini, 54 anni, guardia giurata, a Reggio dal ’68, un passato a Max Mara, tessera Cgil in tasca, si è rivolta al tribunale, sostenendo di aver subito un comportamento antisindacale. La prima udienza si terrà domani, ha annunciato ieri – in una conferenza stampa alla Camera del lavoro – Teresa Debbi, segretaria della Filcams, il sindacato di categoria Cgil che si occupa di commercio, servizi, badanti, guardie giurate. Erano presenti, oltre alla Debbi, la signora Digitalini e Fabio Camellini, funzionario Filcams che segue il settore vigilanza.
      Nessuna replica dall’azienda, nè dal suo legale che pure abbiamo interpellato nel corso della giornata. E così ci dobbiamo attenere al racconto della sindacalista interna. Giovanna Digitalini dice di avere sempre avuto ottimi rapporti con la proprietà dell’azienda, dove lavora da cinque anni, gli ultimi quattro dei quali alla Camera di commercio e, quando c’era necessità, alla centrale operativa del Corpo Guardie Giurate, un settore nevralgico, di responsabilità, in cui si ha naturalmente continui contatti con i colleghi, un’ottantina il 30% dei quali sindacalizzati.
      Poi la signora Digitalini è diventata rappresentante sindacale interna e «al primo week end, la sorpresa: mandata non più in centrale operativa per i turni diurni di prima ma in un’azienda dove non c’è nessuno e non si può vedere nessuno, a Mancasale: da sola a fare il piantonamento». Servizi, assicura il sindacalista Fabio Camellini, raramente affidati a donne: «Evidentemente – osserva Camellini – non gradiscono i delegati Cgil. Alla Digitalini viene applicato il minimo contrattuale degli orari di lavoro: sette ore al giorno per cinque giorni su sei. Tra l’altro non c’è conflittualità, con gli istituti di vigilanza abbiamo fatto un contratto provinciale l’anno scorso».