Reggio Emilia. Donna, tu non ci comanderai

17/10/2003






      Reggio Emilia, venerdì 17 ottobre 2003


      Dopo il caso esploso al Corpo Guardie Giurate del villaggio Crostolo, che ha visto una sindacalista interna della Filcams Cgil rivolgersi al giudice del lavoro sostenendo di aver subito un comportamento antisindacale (oggi prima udienza), ecco un’altra vicenda nel mondo degli istituti di vigilanza salire alla ribalta. Stavolta coinvolge la Coopservice.
      Una dipendente, R.M., tutelata dall’avv. Amedeo Rivi, ha fatto una causa di lavoro nei confronti dell’azienda per «demansionamento»: in sostanza, ha detto la donna, lei svolgeva la funzione di vettore capomacchina di un furgone di trasporto valori e coordinava il lavoro di altre guardie giurate (uomini). Dopo una lettera di colleghi che contestavano il suo operato, al rientro da un periodo di malattia la dipendente è stata spostata a lavorare alla portineria Agac. Il giudice del lavoro Strozzi, esaminato il caso, ha ordinato di reintegrarla in mansioni equivalenti rispettando il suo ruolo di responsabilità, ma a tutt’oggi, spiega l’avv. Rivi parlando di «fatto grave», la cosa non è ancora successa, al punto che tornerà dal giudice a chiedergli di «determinare il modo di esecuzione della sua ordinanza».
      La Coopservice, tutelata dall’avv. Giancarlo Sutich, ribatte che a sua volta presenterà ricorso contro la decisione del giudice. Nega che ci sia stata discriminazione nei confronti di una donna visto che vi sono altri casi di donne coordinatrici in quel ruolo, e spiega che l’incarico di portineria le è stato affidato a fine luglio per esigenze contingenti (ferie). E da lunedì la dipendente sarà assegnata alla sala radio, in affiancamento. Un ruolo di responsabilità, affermano alla Coopservice.
      Ma la dipendente, replica il suo legale, non è d’accordo: quella mansione la vedrà nella parte di sottoposta ad altre persone, non più di coordinatrice.