Regalo di Natale: 6 miliardi di tasse in più

22/12/2004

    mercoledì 22 dicembre 2004
    Pagina 4 – economia

    Il governo si lamenta del ritardo della Finanziaria. Visco: è incostituzionale e senza coperture

      Bianca Di Giovanni

        ROMA Le famiglie lo capiranno con la «prova della tasca» (vuota), ma i numeri lo dicono già: con il 2005 le tasse aumenteranno di almeno 6,3 miliardi di euro. Per di più in modo iniquo, visto che una bella «fetta» di maggiori esborsi deriverà dalle imposte indirette che colpiscono allo stesso modo poveri e ricchi (con effetti diseguali). Il j’accuse sulla «rivoluzione fiscale» osannata da Silvio Berlusconi arriva dai gruppi d’opposizioone alla Camera proprio nel giorno in cui Montecitorio ha votato la fiducia sulla manovra ter. Un tassello importante del puzzle fiscale, visto che assicura 2 miliardi di euro di copertura agli sgravi Ire (ex Irpef) con il rinvio delle due rate del condono edilizio al 2005. Con la conversione in legge (321 sì contro 218 no ieri in Aula) del decreto la partita conti non è ancora finita: resta da completare la manovra bis di luglio (1,6 miliardi da trovare), mentre parecchie incognite si addensano sulle operazioni immobiliari della finanziaria scorsa.
        Insomma, nuova manovra in vista entro fine anno.

          La beffa sulle tasse è scritta nero su bianco in Finanziaria. Dai calcoli risulta infatti che tra aumenti di tasse, imposte e tariffe (bolli, tariffe, pratiche auto, imposte sui tabacchi, giochi, ecc) ci sarà una maggior spesa di 9,3 miliardi. A questi vanno aggiunti 2,6 miliardi di tasse «invisibili» (ovvero la mancata restituzione del drenaggio fiscale e la tassa sulle liquidazioni). Il totale di queste due voci porta l’aggravio per i cittadini a 12 miliardi a fronte di riduzioni di 5,6 miliardi. La differenza tra le due voci dà appunto un aggravio complessivo di 6,3 miliardi nel 2005, 4,4 nel 2006 e 2,6 nel 2007. Un salasso per le famiglie e nessun incentivo per le imprese. Così «la Finanziaria «non risolve, anzi aggrava i due problemi fondamentali dell’economia italiana – osserva Mauro Agostini (ds) – l’esigenza di rafforzare la crescita e quella di una miglior redistribuzione del reddito». «Stiamo tornando indietro di 30 anni – afferma Roberto Pinza della Margherita – e aumentiamo le imposte indirette che sono quelle più ingiuste perché colpiscono tutti indistintamente».

            Nonostante i numeri inquietanti per le famiglie Berlusconi continua la sua propaganda. «È una finanziaria epocale – dichiara – Sarebbe stato meglio approvarla prima di Natale, ma non si andrà all’esercizio provvisorio». Colpa del rinvio? Naturalmente è dell’opposizione, secondo il premier. «Ma quale sgarbo dell’opposizione? – replica Vincenzo Visco – Se la manovra 2005 sarà votata negli ultimi giorni dell’anno è perché, fin dall inizio, è stata costruita su coperture inesistenti. E ora c’è anche da rimediare ai rilievi del presidente della Repubblica sul maxi-emendamento e all’incostituzionalità del blocco del turn-over degli enti locali». In effetti i tecnici sono ancora al lavoro per trovare la via d’uscita allo stop imposto dalla Consulta. Il relatore di maggioranza Guido Crosetto assicura che non esiste un problema di coperture. «La Consulta dice solo che non possiamo ordinare alle Regioni di bloccare le assunzioni – spiega – Ma noi possiamo chiedere alle amministrazioni di operare sugli organici in modo tale da fornire gli stessi risparmi (223 milioni nel 2005, ndr)». Certo in questo modo il problema sarebbe aggirato, ma è indubbio che rientrerebbe dalla finestra quello che la Consulta ha appena cacciato dalla porta: una decisione di questo genere non risponde certo allo spirito di leale collaborazione tra Stato e Regioni invocato dalla Corte. La modifica della norma del turn-over potrebbe arrivare già oggi in commissione Bilancio. Ad assicurarlo è Luigi Casero (FI) secondo il quale la commissione dovrebbe licenziare per l’aula tra stasera e domani mattina il testo modificato. La manovra arriverà in Aula il 27 dicembre, quando il governo imporrà la fiducia che sarà votata il 28. Poi sarà la volta del Senato, dove l’Aula è comunque convocata dal 27 al 30 dicembre.

              Nel decreto convertito ieri con la fiducia si stabilisce lo spostamento al 31 maggio e al 30 settembre 2005 della seconda e terza rata del condono edilizio Le scadenze erano prima fissate al 20 e al 30 dicembre di quest’ anno. La proroga porta al prossimo anno una dote di 2.215 milioni di euro che saranno inseriti in un apposito «fondo interventi strutturali» e saranno utilizzati come copertura per la riduzione dell’ Irpef e dell’ Irap. Anche in questo caso, una manovra al limite della legittimità, visto che la legge di contabilità vieta espressamente di utilizzare incassi in conto capitale per spese in conto corrente. Una anomalia aggirata con la creazione del fondo. Per coprire i 2 miliardi che vengono meno nel 2004 si chiede alle banche un anticipo dell’1,5% dei tributi che incasseranno l’anno prossimo. Inoltre le Poste italiane, le banche, e le società finanziarie dovranno pagare entro il 15 dicembre di ciascun anno l’ imposta di bollo virtuale.