“Referendum” Scandalo quorum, conteggiano anche i morti

08/06/2005
    mercoledì 8 giugno 2005

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    Scandalo quorum, conteggiano anche i morti

      Lo ammette il console italiano a New York: «Ci sono anche 7900 nomi con indirizzi fantasma»
      Violante e Angius scrivono a Pisanu: allarme democratico. Berlusconi per paura tace: «Voto? Boh… »

      di Edoardo Novella / Roma

        TRUCCHI «Nelle liste che ci arrivano dal ministero dell’Interno le persone considerate vive sono spesso morte». Che la battaglia per il quorum sia difficile lo si sapeva da tempo, ma che le liste venissero «gonfiate» conteggiando anche con il caro estinto fino a ieri era solo un sospetto. A mettere il timbro ufficiale sull’«imbroglio» di Stato è però il console di New York Daniele Bosio in una intervista rilasciata a Oggi 7. «Ecco, qui per esempio abbiamo una persona nata nel 1908 – ammette il diplomatico – . La stiamo cancellando, ma il comune ancora non lo sa».

          «Se questo è lo stato di cose al Consolato di New York, è lecito chiedere quale sia la situazione nelle rappresentanze diplomatiche italiane sparse in tutto il mondo», scrivono in una lettera a Pisanu Luciano Violante e Gavino Angius. A dire, vai a sapere cosa accade in Etiopia o in Messico o in Thailandia. I due ds lanciano un vero e proprio allarme democratico, ricordando come «già nel referendum relativo all’abolizione della quota proporzionale nelle elezioni per la Camera si verificarono omissioni ed inesattezze nelle liste elettorali che fecero discutere sull’effettivo raggiungimento del quorum. Occorre evitare che analoghe polemiche si riproducano in occasione del referendum sulla procreazione, sia perchè siamo ammaestrati dall’esperienza, sia per l’obbiettivo rilievo della materia oggetto della nuova consultazione popolare».

          Anche perchè dagli States arrivano anche altri dati: «Nelle stesse liste del Viminale c’erano anche 7900 nomi con indirizzi irraggiungibili – ammette ancora Bosio – . Molte volte il comune scrive “presso il Consolato di New York”, ma noi non li conosciamo e non sappiamo cosa fare». Risultato: «Alcune buste torneranno indietro e queste entrano nel computo generali dei cittadini con diritto di voto». Inoltre una sfumatura non da poco per quanto riguarda il voto astensionistico: «Siamo stati molto attenti e abbiamo detto che esiste anche una terza scelta (oltre al Sì o al No, ndr) con un suo peso». Chiarissimo.

          Mancano 4 giorni, e sul referendum cala dunque sempre più nera la nube dell’irregolarità: voto all’estero impossibile per circa 700mila cittadini «normali» – somma appunto, ma certo per difetto, di coloro che non riceveranno la busta con le schede elettorali – , voto impossibile per gli impiegati dei consolati, che anche se lavorano all’estero sono considerati residenti in Italia, pur non potendo esercitare il diritto di voto. Idem impossibile per i 9mila soldati impegnati nelle missioni all’estero, impossibile per gli oltre 100mila disabili che non si muovono da casa. Tutti conteggiati nel quorum. Per i disabili oltre alla compressione di un diritto costituzionale, anche la beffa di non potersi esprimere su un tema – la libertà di ricerca, staminali in primis – che li riguarda direttamente.

          Alla strategia dell’astensione si affianca quindi quella del boicottaggio scientifico del 12 e 13 giugno: dal black out informativo in tv alle messe ad intimidazione mica tanto velata celebrate in chiesa, passando per le dichiarazioni di voto dei «super partes» davvero poco Pera e Casini e per il silenzio tombale del Viminale alla richiesta di sms informativi partita da tempo dai referendari.

          E mentre prosegue la mobilitazione per il voto – i Ds hanno lanciato la chiamata «all’ultimo sforzo» – , mentre si rincorrono i numeri dei sondaggisti e Capezzone dei Radicali vede «il quorum ad un passo», Berlusconi continua a nascondersi. Prodi s’è schierato da tempo – voterà – , Fini è per 3 Sì e il No all’eterologa, Fassino, D’Alema e i Ds sono per i 4 Sì, Rutelli s’è convinto astensionista, i vari Prestigiacomo, Martino, Giovanardi – ciascuno a suo modo – si sono pronunciati. Ciampi pare sempre più intenzionato ad andare a votare. Insomma, tutti ci hanno messo la faccia. Tutti tranne il premier. «Voto? E chi lo sa?… » ha risposto ieri ai giornalisti. Sempre più insistenti si rincorrono i sospetti che la melina di B. sia sotto dettatura delle gerarchie vaticane, preoccupate che un’uscita a favore dell’astensione del presidente del Consiglio possa innescare una reazione opposta negli indecisi, che andrebbero così a votare. Smontando la ragnatela paziente di sabotaggio-quorum tessuta all’ombra del colonnato di San Pietro.