“Referendum” Quesito n° 2

08/06/2005
    mercoledì 8 giugno 2005

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    Referendum
    12 – 13 giugno 2005

    quesito n° 2
    scheda arancione

      Riguarda alcune norme sui limiti all’accesso alla procreazione assistita. I problemi principali sul tappeto sono: (art. 1, comma 1), le tecniche di fecondazione possono essere utilizzate per risolvere i problemi di infertilità; (art. 4, comma 1) vi si può ricorrere solo quando sia accertata l’impossibilità di eliminare altrimenti le cause che impediscono la procreazione e solo se sterilità o infertilità sono documentate dal medico; (art. 6, comma 3) la donna può recedere dal consenso solo fino alla fecondazione dell’ovulo; (art. 13, comma 3, lettera b), la sperimentazione sugli embrioni è limitata esclusivamente alla ricerca clinica per la tutela dell’embrione; (art. 14, comma 2) il divieto di produrre più di tre embrioni per ogni impianto.

        se vince il

          Che cosa succederebbe se vincesse il sì? Facendo riferimento al quesito numero 2, le tecniche di procreazione medicalmente assistita, riservate per legge soltanto a chi ha problemi di infertilità, potrebbero essere utilizzate anche da persone fertili, ma ammalate di malattie genetiche gravi (uno o entrambi nella coppia). Queste coppie, inoltre, potrebbero usufruire della diagnosi preimpianto, quindi sapere in fase molto precoce se l’embrione sia o non affetto dalla malattia di cui uno o entrambi gli aspiranti genitori sono portatori (art.13). Abrogando, poi, il limite a 3 embrioni per impianto, se ne potrebbero produrre quanti il medico ritenesse necessari per ritentare altri impianti, senza sottoporre la donna a ripetute stimolazioni ovariche.

            se vince il no
            o se non verrà raggiunto il quorum

              In caso di vittoria del no, l’accesso alle tecniche di procreazione assistita rimarrebbero riservate alle sole coppie con problemi di infertilità o sterilità, documentati da un atto medico.
              Non sarebbe possibile fare la diagnosi preimpianto, perché la legge stabilisce che non si possa effettuare ricerca sull’embrione se non con l’unico fine di salvaguardare l’embrione stesso. Rimarrebbe inalterato il divieto di produrre più di tre embrioni, che dovrebbero essere trasferiti in un unico impianto nell’utero della donna. Resterebbe anche il divieto di congelare gli embrioni, salvo nell’unico caso in cui si dovesse rinviare, per cause documentate dal medico e non previste al momento della produzione degli embrioni stessi, l’impianto in utero.