Referendum: parte una nuova campagna elettorale

31/05/2006
    mercoled� 31 maggio 2006

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    Referendum il 25 giugno, parte una nuova campagna elettorale

      Domani sera fiaccolata con Scalfaro a Firenze per il No.
      Tutto il centrosinistra per il No, molta Udc anche

        di Wanda Marra / Roma

        REFERENDUM Dopo il successo delle amministrative entra nel vivo la campagna referendaria per il no alla devolution, varata dal centrodestra. Si vota il 25 e il 26 giugno, domenica e luned� per respingere una riforma che aumenta moltissimo i poteri del Capo del Governo e d� alle Regioni competenze assoluta in materia di sanit�, istruzione e sicurezza. Trattandosi di un referendum confermativo non c’� quorum, ma per attribuire la vittoria si conteggeranno le schede. Per cancellare la devolution si dovr� sbarrare il no, per mantenere la riforma il s�. Mentre il centrosinistra, Ulivo in testa con ipotesi di apposito opuscolo, inizia la campagna per il no, nella Cdl il sostegno al s� � meno compatto, con l’Udc divisa. Tanto che la Lega organizza degli osservatori per valutare l’impegno degli alleati.

        Prima manifestazione dei sostenitori del no domani sera a Firenze con una fiaccolata in una data dal valore altamente simbolico (il giorno prima della Festa della Repubblica). Ci saranno, tra gli altri, il Presidente emerito Oscar Luigi Scalfaro (che si � impegnato in prima persona gi� nella raccolta delle firme), il ministro per i Rapporti con il Parlamento, Vannino Chiti, il sindaco Leonardo Domenici.

        Intanto, ieri durante un convegno sulle origini della Repubblica a Montecitorio Fausto Bertinotti ha sottolineato che �non ci potrebbe essere testimonianza migliore della forza e della vitalit� della Costituzione e della democrazia che la partecipazione in massa di tutti i cittadini alla prossima consultazione referendaria�. Mentre Casini nella stessa occasione ci ha tenuto a ricordare �nell’imminenza di un referendum che decider� della pi� ampia e incisiva riforma costituzionale dal 1948 ad oggi� che l’esperienza costituente �non � nel patrimonio di questa o di quella forza politica�.

        Per lanciare la campagna della Quercia, oggi si riunisce la direzione Ds. Maurizio Migliavacca, coordinatore della segreteria, spiega che i Ds esprimeranno �un no di merito e non ideologico ad una riforma che � una miscela di centralismo e separatismo, che impedisce di realizzare quello di cui l’Italia ha bisogno: un vero federalismo democratico, con maggiore chiarezza tra le competenze delle regioni e degli enti locali, con una revisione della riforma del 2001�. Quella della Cdl, spiega, �� una riforma che peraltro contiene un vero inganno, quando ad esempio promette una drastica riduzione del numero dei parlamentari, ma a partire dal 2016. Con un vero Senato delle regioni, quale quello che proponiamo noi, sar� invece possibile molto prima�. La Margherita dal canto suo, ieri in una riunione, ha proposto di impostare e gestire la campagna referendaria a nome dell’Ulivo. E effettivamente il gruppo dell’Ulivo alla Camera starebbe pensando a un opuscolo. Il libretto potrebbe avere alcune parole chiave come �confusione� o �pasticcio�. Altro leit motiv potrebbe essere quello della �lottizzazione� della Carta. Rc sta organizzando assemblee ed iniziative pubbliche per spiegare quali sono i pericoli contenuti nella riforma della Costituzione, Mentre la Iervolino ha messo ha disposizione il suo comitato.

        Intanto si � costituito il comitato unitario della Cdl per il s�, con rappresentanti di tutti i partiti, compreso il senatore Giuseppe Naro dell’Udc. Ma tra i centristi la situazione � piuttosto agitata. Follini e Tabacci, tra gli altri, hanno gi� annunciato il loro no, il partito invece, per bocca del segretario Cesa, ha rimandato ogni decisione formale al 7 di giugno. Casini e Cesa comunque, si muovono verso il s�. Sintomatiche le parole del leader dei giovani centristi, Domenico Barbuto: �La linea dell’Udc sul referendum � a dir poco altalenante�. La Lega, invece ha addirittura varato una sorta di task force composta dai dirigenti locali che, oltre a fare campagna referendaria a tappeto dovranno valutare l’impegno dei partiti alleati nella promozione del s�. FI ha dato il via alla mobilitazione online con il sito www.sivotasi.it. E il 6 giugno si terr� l’esecutivo di An, con all’odg le iniziative per il referendum.

        Da sottolineare che anche Giulio Andreotti ha invitato l’Unione a fare attenzione alla propaganda della Cdl. Mentre Franco Marini ha invitato tutte le forze politiche a �mettersi attorno ad un tavolo per le riforme istituzionali� dopo il voto del referendum, �a prescindere da quale sar� il suo esito�.

        La scheda

          Tutti i poteri al premier e alle Regioni

          Ecco i principali punti della legge di riforma costituzionale.

          Viene ridotto il numero dei parlamentari: da 950 a 773.
          Ma solo a partire dal 2016.

          Si istituisce un premierato forte, che si fonda sulla insostituibilit� del Primo ministro durante la legislatura e sui suoi enormi poteri (nomina e revoca dei Ministri, scioglimento della Camera dei deputati e questione di fiducia che, in caso di rifiuto della stessa Camera, provoca nuove elezioni).

          Alle Regioni viene attribuita la competenza esclusiva sull’organizzazione della Sanit�, l’organizzazione scolastica (compresa la parte riguardante i programmi scolastici di interesse regionale) e la polizia locale.

          Senato federale. L’assemblea dei senatori perde il potere di sfiduciare il premier, che resta , con nuove regole, esclusiva della Camera. Si occupa delle leggi che riguardano le materie su cui Stato e Regioni hanno competenze comuni.

          Cambia l’iter delle leggi. La Camera esamina le leggi riguardanti le materie riservate allo Stato. Il Senato pu� chiedere di riesaminarle (con una richiesta di due quinti dei senatori), quindi il testo torna alla Camera, che decide in maniera definitiva. Il Senato esamina le leggi riguardanti le materie riservate sia allo Stato che alle regioni (materie concorrenti), ma anche le leggi di bilancio e la finanziaria. La Camera pu� chiedere di riesaminarle (su richiesta dei due quinti dei deputati).

          Il Presidente della Repubblica perde il potere di autorizzare la presentazione alle Camere dei disegni di legge del governo, quello di sciogliere le Camere
          e quello di scegliere il Primo ministro.