“Referendum” Milano, ecco il popolo degli indegni

23/06/2006
    venerd� 23 giugno 2006

    Pagina 3 – Politica

      Milano, ecco il popolo degli indegni

        Scalfaro: non c’� bisogno di un altro dittatore. Epifani: la devolution indebolisce i contratti di lavoro

          di Susanna Ripamonti / Milano

          AL VOTO Timorosi, ancora delusi per la recente sconfitta elettorale alle amministrative, i milanesi si ritrovano numerosi e fiduciosi nell’ultima battaglia elettorale d’estate. Ieri a Milano manifestazione conclusiva della campagna elettorale del gruppo promotore per il No al referendum sulla seconda parte della Costituzione.

          In piazza della Scala la folla ha iniziato ad arrivare alle 4 del pomeriggio: gli impavidi che malgrado il tempo si sono visti sotto il sole, sul maxi schermo, la partita Italia-Repubblica Ceca. E ringalluzziti dalla vittoria azzurra sperano che l’Italia sappia tenacemente difendere anche la sua Costituzione: �la migliore di tutte le democrazie occidentali – dice Allegra Stracuzzi, avvocato – non si vede perch� modificarla. Il pericolo maggiore � la modifica strutturale dell’assetto dello Stato, che ci porterebbe ad essere non pi� una democrazia parlamentare, ma una dittatura del premier�.

          Poi arrivano i big. Il Presidente emerito della Repubblica Oscar Luigi Scalfaro, il leader della Cgil Guglielmo Epifani, l’ex europarlamentare diessina Elena Paciotti. Scalfaro avverte subito la platea: �L’Italia 63 anni fa ha gi� avuto uno che una dittatura ha fatto diventare onnipotente. Abbiamo bisogno di un altro dittatore fatto, stavolta, dalla democrazia?�. Nel mirino di Scalfaro c’� soprattutto quello che ha definito il �meschino� tentativo dello schieramento a favore del S� di puntare tutto sulla riduzione dei parlamentari. �Ho visto migliaia di manifesti in cui si invita ad andare a votare S� – ha affermato – con una sola motivazione: il fatto che ci saranno 170 parlamentari in meno. Trovo tutto ci� meschino, volgare, populista e non rispettoso degli italiani. Francamente, mi ha dato un senso di desolazione�. Tanto pi� ha aggiunto il senatore a vita, �dal momento che ogni volta che si � discusso su questo tema non una volta mi pare di ricordare ci siano state posizioni ferme che il numero dei parlamentari non andava toccato�. Per Scalfaro gli italiani vanno a votare senza aver avuto un’informazione corretta sulla riforma e �in pi� li si mette in bal�a di una falsa propaganda, irrispettosa dell’intelligenza dei cittadini�. E, infine, un commento alle ultime dichiarazioni di Umberto Bossi: �Le sue frasi possono costituire reato, ma non amo polemizzare con Bossi che ha sofferto ed � in condizioni di pena�.

          La Cgil, in prima fila in questa battaglia per il No, avverte i rischi di un ulteriore sfaldamento del Paese. Epifani sostiene che l’Italia �sar� pi� sfasciata e meno governabile� se passa la devolution del centrodestra: �Se si sar� il s�, ci saranno non solo problemi di valori, ma anche pratici: sar� pi� difficile il rapporto tra centro e periferia e con la devolution si indebolir� anche il contratto collettivo di lavoro�.

          Mentre prosegue la manifestazione in piazza si parla del referendum e di politica. Qualcuno punta gli occhi su Palazzo Marino e sulle stanze della sua inquilina, Letizia Moratti. Il consigliere diessino Pierfrancesco Majorino risponde a distanza a Berlusconi che oggi presieder� il consiglio comunale in occasione dell’insediamento della Giunta. �Ci auguriamo che Berlusconi non approfitti di questa occasione per fare un comizio elettorale da una postazione che deve rispettare�.

          Il popolo degli �indegni� che al referendum voter� No, si augura che Berlusconi trovi nell’urna la risposta a quest’ennesimo insulto. �Prima delle elezioni politiche – dice una signora con un grande fiore di carta tra le mani dai colori della bandiera della pace – eravamo i “coglioni” adesso siamo anche “indegni”. Speriamo che Berlusconi ad urne chiuse possa constatare che forse non gli conviene pi� vivere in un paese che gli piace cos� poco�.

          Una ragazza, che domenica non voter� perch� non ha ancora 18 anni, gira per la piazza distribuendo coccarde con scritto �Io voto No�. �Il problema vero – dice – � la disinformazione. A scuola si dovrebbe studiare la Costituzione, ma di questi argomenti non si parla�. Antonio, impiegato, � d’accordo: �Forse si doveva fare pi� informazione. Si parla solo dei 170 deputati in meno e l’idea di un uomo solo al comando piace tantissimo. Milano e la Lombardia non sono un buon osservatorio per capire come andr� ma evitiamo il pessimismo�. Antonella e Chiara sembrano giovanissime ma hanno gi� l’et� per votare: �Ci siamo impegnate in questa campagna referendaria perch� siamo convinte che questa Costituzione non debba essere toccata. Anche con questa Costituzione si pu� fare un buon federalismo, Non c’� bisogno di modificarla�.