“Referendum” L’Unione teme la rimonta del Sì

21/06/2006
    mercoled� 21 giugno 2006

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    REFERENDUM 1 IL NO � IN VANTAGGIO MA IL DIVARIO SI � RIDOTTO

    L’Unione ora teme la rimonta del S�
    e torna a vivere gli incubi del 10 aprile

      La Cdl avr� l’ok di Lombardia, Sicilia e Veneto. Piemonte in bilico

        Un allarme rosso ancora non c’�. Ma all’interno del centrosinistra (apparentemente) concentrato nel dibattito sul dopo voto, sta montando una sincera preoccupazione in vista dell’appuntamento referendario di domenica e luned�. Preoccupazione che � arrivata anche ai piani alti di palazzo Chigi visto che all’interno dell’entourage prodiano pi� d’uno rileva che �all’interno della maggioranza si � commesso l’errore di dare troppo presto per acquisita la vittoria del No�. Una lettura che nelle stanze del comitato referendario guidato da Scalfaro&Bassanini sottoscrivono in pieno. �Ma se teniamo presenti i risultati del voto di aprile, come si fa a dire che il S� ha perso in partenza?�, va ripetendo da giorni Maurizio Chiocchetti, cerniera organizzativa tra il comitato e l’Ulivo.

        I sondaggi che circolano tra le segretarie di partito fotografano una competizione dall’esito molto incerto che – spiegano dal comitato – �potrebbe finire al fotofinish�. Stando agli ultimi dati, �entrambe le opzioni sono attorno al cinquanta per cento, con il No leggermente in vantaggio�. I margini di incertezza sono legati alle difficolt� dei sondaggisti, nelle cui �fotografie� il particolare meno nitido � quello che potrebbe rivelarsi decisivo: l’affluenza alle urne. Da questo dato dipender� l’attribuzione di un 3 per cento da cui dipenderanno le sorti della riforma costituzionale made in Lorenzago. Entrambi gli schieramenti hanno applaudito alle parole del presidente della Repubblica che ieri ha auspicato �una intensa e attenta partecipazione dei cittadini al voto� di domenica. In particolare al centrosinistra, l’appello di Giorgio Napolitano � piaciuto soprattutto perch� �� stato formulato di fronte ai cittadini napoletani�. Gli sherpa unionisti, infatti, sanno che nel mezzogiorno la prevalenza del No � scontata; ma temono un dato di affluenza che potrebbe risultare troppo basso e quindi insufficiente a bilanciare quello delle regioni del Nord. Non � dato sapere quanto c’entri la questione settentrionale ma nell’Unione danno per scontata la vittoria del S� in Lombardia, Veneto e Friuli. Oltre che nella Sicilia che poche settimane fa ha riconfermato Tot� Cuffaro alla presidenza della Regione. Diverso il discorso Trentino (l’attivismo della Svp ha messo in cassaforte la vittoria del No), in Piemonte (c’� un testa a testa che potrebbe premiare l’Unione) e Lazio.

        Su un punto sono tutti d’accordo: gli ultimi giorni prima del voto sono decisivi. Nel centrosinistra circola il divieto assoluto di cantar vittoria prima del tempo (come ha fatto giorni fa Massimo Cacciari in diretta televisiva, beccandosi i rimproveri dei referendari) e l’obbligo di una campagna �ventre a terra�. Sia in televisione che sul territorio. Nell’uno e nell’altro versante le convocazioni sono state gi� diramate. Toccher� a Piero Fassino e Franco Giordano sfidare gioved�, nel salotto di Porta a porta, la coppia Berlusconi-Casini. Mentre tutti i leader di partiti e sindacati che sostengono il No saranno presenti, venerd� alle 18, alla manifestazione di chiusura in programma a Roma in piazza Farnese. Intanto, ieri, il dibattito sul �dopo voto� si � arricchito di un nuovo spunto. Dal comitato riformista per il �No dialogante�, Enrico Morando Stefano Ceccanti e Mario Segni hanno lanciato la proposta della convenzione e, soprattutto, il sostegno al referendum parzialmente abrogativo dell’attuale legge elettorale. Su questo e altro, comunque, si continuer� a ragionare dalle 15,01 di luned� pomeriggio. Sempre che l’incertezza del voto non regali le stesse ore di passione della lunghissima notte tra il 10 e l’11 aprile.