Referendum in Fiera, Cgil a valanga: 73%

11/04/2011


Passa il nuovo contratto. Gruppi. «Serva da esempio». La Gisl: «Abile regia per spargere veleni»

A Bologna Fiere vince il sì. I referendum tra i dipendenti dell`Expò ha dato il via libera al passaggio al contratto dei terziario. Gongolano Cgil e Usb mentre la Cisl, che si era schierata per il no, si lecca le ferite. Titoli di coda su una vicenda estenuante che si trascina da mesi. Nei prossimi giorni l`azienda convocherà i sindacati per mettere le firme in calce all`accordo. L`unica incognita riguarda la decisione del sindacato bianco che convocherà il direttivo del commercio per decidere il da farsi. Dalle urne è uscito un risultato tondo. Sulle 288 schede (circa il go per cento degli aventi diritto), i dipendenti che hanno barrato il sì sono stati il 73%. I no, invece, si sono fermati a quota 25%. Nel
gruppo dei vincitori (Cgil e Usb) non perde l`occasione per assestare secche stilettate alla Cisl. Il referendum non riporta il sereno in via Michelino. «E stato un grande risulta- to – ha mandato a dire il segretario della Camera del Lavoro, Danilo Gruppi – che conferma ancora una volta che il rapporto democratico con i lavoratori è una cosa fondamentale». Un pepato riferimento agli accordi separati a livello nazionale (tute blu e commercio) che non sono stati votati dai lavoratori. «Credo che da questa vicenda occorra trarre un insegnamento che dovrebbe valere per tutti i sindacati – ha continuato Gruppi -. La saggezza dei lavoratori è decisiva per dipanare i contenziosi e dissensi tra le organizzazioni dei lavoratori». «Alla Cisl – ha rincarato Fabio Fois della Filcams-Cgil diciamo che siamo sempre più convinti che debbano essere i lavoratori a decidere sui loro contratti». Soddisfatto anche il sindacato di base: «La posizione della Cisl è stata paradossale ha picchiato dure Luigi Marinelli delle Usb -. A livello nazionale firma un accordo ammazza-tutti mentre a Bologna prima firma una pre-intesa in solitudine, poi rompe il tavolo, poi si schiera contro un accordo che conserva i diritti acquisiti. Viene da pensare che vi siano delle ragioni esterne». Dopo lo scambio di accuse di questi mesi, insomma, i toni che rimangono assai tesi. C`è stata un`abile regia che ha caricato la vicenda di altri significati – ha contrattaccato Fabrizio Ungarelli della Cisl -. Prima il contratto nazionale, poi il Primo Maggio separato, le offese e le intimidazioni nei nostri confronti». Il sindacato bianco valuterà la legittimità della trattativa e dell`accordo. «Il risultato è abbastanza chiaro – ha affermato il segretario della Cisl, Alessandro Alberani -. A caldo resta un po` d`amarezza, nei prossimi giorni la categoria convocherà i propri organi e deciderà il da farsi».
Parole distensive, invece, dall`azienda. «Esprimiamo soddisfazione per la grande partecipazione al voto di tutto il personale di BolognaFiere – ha esordito il consigliere, Duccio Campagnoli -. Una partecipazione che obiettivamente riconosce la trasparenza e lealtà di un percorso di confronto lungo, approfondito e anche non facile a fronte di una scelta impegnativa e innovativa come quella di un riassetto contrattuale». I dipendenti «si rendono protagonisti di un impegno comune di innovazione per il consolidamento e lo sviluppo di una realtà così importante per il territorio bolognese – ha continuato Campagnoli -. La società da parte sua, quindi, sa di dover mettere in campo tutte le risorse necessarie per corrispondere a questo impegno e auspica che già nell`immediato futuro si possa lavorare con il contributo di tutti».