“Referendum” Il partito della trattativa fa storcere il naso al Cavaliere

06/06/2006
    marted� 6 giugno 2006-06-06

    Pagina 6 – Primo Piano

      BERLUSCONI PREOCCUPATO DALLE ULTIME DICHIARAZIONI DEL SENATUR

        Ma il partito della trattativa
        fa storcere il naso al Cavaliere

          retroscena
          UGO MAGRI

            �Non capisco certe uscite. Ma come si fa a proporre fin da ora il dialogo nel caso in cui vincessero i no? I nostri elettori penseranno che noi siamo gi� rassegnati a perdere il referendum, e ci stiamo preparando a trattare la resa. Esattamente il rovescio del messaggio di mobilitazione che vogliamo trasmettere loro…�. Sono ragionamenti che Silvio Berlusconi svolgeva ieri mattina al telefono, dopo aver letto sulle prime pagine dei quotidiani le dichiarazioni di Bossi il giorno prima. Definirlo sorpreso, � un eufemismo. Con tutto l’affetto per l’amico Umberto, al Cavaliere � venuto perfino un dubbio sulle reali intenzioni della Lega.

              Lo ha cacciato dalla mente qualche ora pi� tardi, quando gli ambasciatori del Senat�r gli hanno riferito che a Bossi avevano un po’ forzato la mano, quelle cose al Tg3 le aveva realmente dette, per� era stato preso alla sprovvista. E dunque guai a considerarlo un cambiamento di linea, tantomeno l’annuncio di un �ribaltone� politico: la Lega resta nella Casa delle libert�, e in fondo � un bene che Bossi non voglia fare un dramma dell’eventuale sconfitta il 25 e 26 giugno, quando l’Italia sar� chiamata a pronunciarsi sulla devolution… A quel punto, l’allarme del Cavaliere � rientrato. Non c’� stato nemmeno bisogno di chiarirsi con lo stato maggiore del Carroccio nella solita cena di Villa San Martino: ieri era luned�, ma il cuoco Michele � rimasto inoperoso.

                Resta peraltro il fastidio di Berlusconi per questa fioritura di �buonismo� a tre settimane dallo scontro referendario, quando invece vorrebbe udire i pifferi della propaganda. Nemmeno l’apertura di Giulio Tremonti a un’intesa bipartisan (in un paese civile, ha detto al Corriere il vicepresidente della Camera, ci si accorderebbe in anticipo sui punti condivisi della riforma costituzionale) ha soddisfatto pienamente il palato del Cavaliere. Raccontano che in privato abbia espresso pi� di una riserva. E l’abbia tenuta per s� solo in segno di rispetto nei confronti del Professore, il quale gode di un’autonomia politica a nessun altro concessa nella Casa delle libert�.

                  In questo momento, Berlusconi vuole solo vincere il referendum. Altro che �sottigliezze politiche�, come qualcuno dell’entourage definisce, perfido, la linea di Tremonti: per il leader dell’opposizione, semmai, � il momento di mettere le ali alla macchina organizzativa. Stamane ha convocato ad Arcore Mario Mantovani e i responsabili del �motore azzurro� per sincerarsi che stia marciando a pieni giri. �Siamo partiti ventre a terra�, assicura il portavoce, Paolo Bonaiuti.

                    La tempra del Cavaliere, per quanto provato dalla sconfitta elettorale, resta quella del combattente. E’ vero: ha rinunciato allo slogan �Vota s� per far cadere Prodi�, in pratica una �spallata� al governo, seguendo il suggerimento che Pier Ferdinando Casini gli ha dato nel vertice della settimana scorsa. Per� quanta fatica per convincerlo che l’assalto frontale non � la tecnica adatta, anzi rischia di essere un boomerang poich� il primo a non potersi permettere una terza sconfitta � proprio Berlusconi… C’� voluta tutta la pazienza degli alleati, insieme con l’insistenza di amici come Fedele Confalonieri e Marcello Dell’Utri, i quali da un mese premono perch� sia lui ad aprire il dialogo con l’altra sponda spiazzando tutti, riaprendo i giochi con la �mossa del cavallo�.

                      Berlusconi ascolta, qualcosa recepisce, non molto per la verit�. Il suo vero stato d’animo lo esprimono fedelissimi come Sandro Bondi (che ieri enunciava l’impossibilit� del confronto con questa maggioranza) o come Fabrizio Cicchitto (teorico della �lotta dura senza paura�). E’ la tesi ripetuta agli interlocutori per l’intera giornata: �Non � il momento di dire che siamo disposti a sederci intorno a un tavolo. Intanto pensiamo a vincere, e poi si vedr�.