“Referendum” Il Cavaliere: «Ora proveranno a farmi fuori»

27/06/2006
    marted� 4 giugno 2006

    Pagina 9 – Interni

    il Cavaliere

      �Ora proveranno a farmi fuori�

        Berlusconi: ma se la Lega resiste, An e Udc non ce la faranno

          CLAUDIO TITO

            ROMA – �Ora proveranno a farmi fuori. Gi� li sento quelli dell�Udc e quelli di An. Ma se l�intesa tra noi e la Lega rimane salda, cosa possono fare? Niente. Senza di noi, dove vanno?�. I sondaggi che aveva commissionato negli ultimi giorni lo avevano messo in guardia. Sapeva che i "no" avrebbero vinto. Ma non aveva previsto che la distanza potesse essere cos� marcata. Ecco, Silvio Berlusconi non si aspettava un boato popolare tanto forte contro la devolution. Sperava di arrivare almeno al 40%. �� la conferma che i nostri elettori non si mobilitano per queste cose. Solo io, quando ci sono le elezioni, riesco a portarli alle urne�. Adesso, per�, per lui si apre un altro fronte: la rivolta interna. �Per questo bisogna parlare con Umberto�.

            Lo schema non cambia. Per il Cavaliere, l�asse con il Senatur � una sorta di assicurazione sulla vita. � sicuro che fino a quando il patto di ferro con il Carroccio resister�, gli equilibri nella Cdl non potranno cambiare. Ma sa anche che a questo punto �gli altri proveranno a farmi fuori�. L�analisi del voto fatta con i suoi � preoccupata. Teme che la stretta tentata da Pier Ferdinando Casini e Gianfranco Fini possa associarsi ad una "esplosione" della Lega. Che sar� anche tentata dalla sirena prodiana: �Vedrete, da quella parte proveranno a chiamare i leghisti e offrirgli il dialogo sul federalismo in cambio di una sorta di appoggio esterno, magari solo al Senato�. Per questo ha convocato subito un incontro con Bossi ad Arcore. Chiedendo al suo alleato prediletto una "prova di lealt�". Per ora concessa. �Berlusconi � il capo della Cdl e ha delle idee – ha detto Bossi al termine dell�incontro – Gli alleati sono stati leali con noi e noi lo saremo con loro�. �L�alleanza � salda�, ha sintetizzato Roberto Calderoli al termine dell�incontro. Il senatur dunque per il momento ha chiuso la porta a �stravolgimenti�. Ma sa anche che non tutto dipende da lui. La base leghista � in fermento.

            Tanti timori, dunque, che stanno spingendo il leader forzista verso la scelta di confermare il quadro con cui ha governato negli ultimi cinque anni. E soprattutto di scansare l�offerta di dialogo avanzata da Prodi sulle riforme. �� chiaro che � una trappola�, ha ripetuto per tutta la cena di ieri sera a Villa San Martino. �Se fosse un tentativo di dialogo serio, allora lo si potrebbe pure accettare. Ma non c�� niente di vero. Vogliono solo dividerci�. Anzi, l�ex presidente del consiglio ad una sola condizione sembra disposto a intavolare la discussione: �Un governo di larghe intese�. �Vogliono le riforme? Vogliono la Bicamerale? Bene, allora si discuta tutto, anche l�esecutivo�. Altrimenti, � il suo ragionamento, �diventa solo il modo per cercare di tirare dalla loro parte la Lega e magari una parte dei centristi�.

            Insomma, la Casa delle libert� sta diventando una polveriera. �Qualcuno – � il sospetto di Berlusconi – vorr� trasformare questo voto in una sconfitta da usare contro di me�. E in qualche modo sia An, sia l�Udc hanno gi� lanciato delle avvisaglie. Che si concentrano appunto sulla leadership del centrodestra. �Dobbiamo tornare in sintonia con i nostri elettori�, � il refrain di Casini. Non a caso, oltre a blindare il Carroccio, ad Arcore hanno iniziato ad adottare tutte le possibili contromisure contro i transfughi. Il "rischio-esodo" � alto. Al Senato, ad esempio, � gi� scattato l�allarme. Un plotone di 6-7 senatori potrebbe trasferirsi armi e bagagli nel gruppo misto per poi contrattare con Prodi il sostegno al governo. Senatori provenienti dalle fila centriste, ma anche forziste.

            Tanti scricchiolii, dunque, che stanno provocando scompiglio nella Cdl. E l�unico, vero appiglio del Cavaliere resta la Lega. �Dobbiamo aiutarli – va ripetendo – perch� se li perdiamo, allora s� che si complica tutto�. Del resto, anche la battaglia referendaria � stata giocata in quest�ottica. �Abbiamo pagato una cambiale alla Lega�. E ora Forza Italia si aspetta qualcosa in cambio. L�idea di dar vita ad una �federazione� tra i due partiti resta l�ipotesi principale dell�ex premier: �Un modo per evitare fughe anche tra i leghisti�. La sua idea � quella di porre le condizioni per far nascere una sorta di "Partito del nord" con i leghisti e alcuni soggetti locali da federare poi con Forza Italia e magari con il futuro partito unico. In questo senso, l�affermazione del s� in Lombardia e in Veneto viene considerata un viatico.

              Ma nelle riflessioni berlusconiane c�� anche autocritica. �Abbiamo pagato un pegno alla Lega – ha ammesso con i fedelissimi – ma non avevamo capito che quella riforma non era proprio nelle corde del Paese. Anche se abbiamo avuto dalla nostra le regioni pi� produttive�. Il Cavaliere vuole allora tornare all�antico: �Aspettiamo la manovrina e la finanziaria. Se metteranno altre tasse, come credo, noi porteremo in piazza un milione di persone�.