Referendum e articolo 18 la Cgil marcia verso il Sì

24/04/2003
        GIOVEDÌ, 24 APRILE 2003
         
        Pagina 20 – Interni
         
        Riunione della segreteria, Epifani sottopone l´ipotesi alla Confederazione
         
        Referendum e articolo 18 la Cgil marcia verso il Sì
         
         
         
         
        RICCARDO DE GENNARO

        ROMA – La Cgil fa un passo verso il «sì». Al referendum per l´estensione dell´art.18 dello Statuto dei lavoratori alle imprese con meno di 16 dipendenti, in programma il 15 giugno, il sindacato guidato da Guglielmo Epifani potrebbe invitare i suoi iscritti a votare favorevolmente. Ieri Epifani avrebbe infatti sottoposto alla valutazione della sua segreteria l´ipotesi di schierare la confederazione sul fronte del comitato promotore. La discussione interna proseguirà, comunque, nella riunione di segreteria fissata per il 5 giugno e la parola decisiva spetterà al direttivo del 6 e 7 maggio, fanno osservare a corso Italia.
        Nella riunione di segreteria di ieri i vertici della Cgil hanno valutato che votare «sì» è coerente con l´obiettivo di rafforzare e sostenere le iniziative di legge predisposte dalla Cgil proprio per l´allargamento dei diritti e delle tutele a tutti i lavoratori. La presa di posizione del maggiore sindacato a sostegno del referendum promosso da Rifondazione comunista, Verdi e Socialismo 2000 di Cesare Salvi era tutt´altro che scontata. Sull´orientamento dell´intera confederazione non poteva, tuttavia, non pesare la scelta già ufficiale a favore del «sì» da parte delle due più importanti categorie della Cgil, la Fiom e il pubblico impiego. Qualunque altra decisione avrebbe poi prodotto una frattura con la minoranza sindacale, con la quale negli ultimi tempi c´è stata una sostanziale unità: «La decisione di Epifani è positiva e non poteva essere altrimenti – commenta il segretario nazionale in quota alla minoranza Giampaolo Patta – dopo le mobilitazioni contro le modifiche all´art.18 e visti l´impegno e la coerenza della Cgil per la difesa e l´estensione dei diritti».
        Schierarsi per il quorum e per il sì rischia, viceversa, di aggravare i rapporti con la Cisl, che – come ha più volte sottolineato il numero uno Savino Pezzotta – punta a fare fallire il referendum e ha, al suo interno, l´anima che fa capo a Raffaele Bonanni apertamente schierata con il «no». Più «fluida», invece, la posizione della Uil, che non ha mai escluso neppure un voto per il sì: «Il nostro orientamento emergerà nella direzione fissata per il 9 maggio», dice il segretario generale Luigi Angeletti.
        La mossa della Cgil – accolta naturalmente con estremo favore dai promotori del referendum («positiva e coerente», la definisce Alfonso Pecoraro Scanio dei Verdi, «ora si può vincere», aggiunge Paolo Ferrero di Rifondazione) – avrà pesanti ripercussioni nell´Ulivo e, soprattutto, tra i Ds, che a questo punto – scese drasticamente le probabilità che non si raggiunga il quorum – dovranno ridefinire la linea. «Vorrei aspettare di vedere come si sviluppa la vicenda, per ora preferisco non commentare un orientamento sul quale, finora, non mi sembra vi sia un´indicazione univoca di tutta la segreteria Cgil», prende tempo il responsabile Lavoro dei Ds, Cesare Damiano, a dimostrazione che la Cgil ha messo sul piatto un imbarazzante carico da novanta e in considerazione del fatto che a questo punto potrebbe cambiare anche la posizione di Sergio Cofferati, fino a ieri assolutamente contrario al referendum lanciato, tra gli altri, da Fausto Bertinotti. Il referendum potrebbe, infatti, essere per il Cinese l´occasione per una nuova «conta» all´interno della Quercia.