Referendum, Brunetta sfida Cofferati

24/02/2003




Sabato 22 Febbraio 2003
ITALIA-LAVORO
Referendum, Brunetta sfida Cofferati

Articolo 18 – Al via il comitato del no e giovedì toccherà alle associazioni degli imprenditori


ROMA – «Ti sfido a pronunciarti per il sì. Altrimenti dovrò pensare che sei un ipocrita, che hai raccontato delle bugie non solo agli iscritti Cgil ma a tutti i lavoratori a cui hai parlato di diritti intoccabili e inalienabili». Renato Brunetta si rivolge direttamente a Sergio Cofferati e alle sue battaglie fatte lo scorso anno in difesa dell’articolo 18 quando ancora era il leader della Cgil. La sfida è sul referendum promosso da Rifondazione che punta all’estensione dell’articolo 18 anche alle imprese sotto i 15 dipendenti. Una sfida per la chiarezza, ha tenuto a sottolineare il parlamentare europeo di Forza Italia che ieri, insieme a Giuliano Cazzola, ha presentato il comitato per il no. Primo firmatario, il ministro del Welfare, Roberto Maroni. «La nostra è una battaglia – dice Brunetta – a difesa del tessuto imprenditoriale ma anche sociale italiano fatto in prevalenza di piccola impresa, di commercio, artigianato. La vittoria dei sì sarebbe un disastro economico». Ma dove sono i riformisti della sinistra? Brunetta li cerca, li vorrebbe dalla sua parte. «Mi riferisco ai Debenedetti, Morando, Treu che si sono già pronunciati per il no. Li aspetto al nostro comitato o comunque mi auguro che ne facciano uno loro, autonomamente, per portare avanti insieme una battaglia», dice l’europarlamentare che non è preoccupato dai primi sondaggi sul referendum ma riconosce «la necessità di una campagna di informazione e di promozione per il voto e per il no». Non capisce invece alcuni atteggiamenti sindacali. Aspetta al varco la Cgil che, come Cofferati, non ha ancora dato indicazioni sul voto e, soprattutto, non capisce la Uil. «Hanno appena firmato il Patto per l’Italia che prevede una deroga sperimentale e ora mettono in campo un’altra proposta. Sinceramente non lo capisco». Brunetta si attende invece che la Cisl dica no e ribadisce che non c’è bisogno di nuove leggi sul tema dei licenziamenti dopo l’intesa di luglio: «Lì – spiega – è prevista una sperimentazione di tre anni. Aspettiamo gli effetti prima di rimettere mano sull’argomento». Si farà campagna referendaria nelle piazze ma anche in rete (il sito è: www.articolo18no.it) e in sintonia con gli altri comitati per il no e iniziative delle associazioni d’imprese, da Confcommercio agli artigiani. «Siamo distinti ma non distanti», chiosa Brunetta. E proprio ieri la Confartigianato ha annunciato per giovedì prossimo la costituzione del comitato per il no delle imprese a cui hanno aderito Confagricoltura, Coldiretti, Cia, Confindustria, Confapi, Confcooperative, Cna, Casartigiani, Abi, Confetra, Confcommercio, Confesercenti, Compagnia delle Opere, in rappresentanza di quasi 6 milioni di imprese. Il presidente di Confartigianato, Luciano Petracchi, ha bollato il quesito referendario come «un grave attacco alle potenzialità occupazionali e alle prospettive di sviluppo del Paese. Colpire le piccole imprese vuol dire distruggere posti: solo l’artigianato, nel 2002 ha incrementato i propri addetti di 106mila unità». I rischi e le ripercussioni sul tessuto imprenditoriale italiano sono stati ricordati anche dal sottosegretario al Welfare, Maurizio Sacconi: «La vittoria dei sì – ha detto – sarebbe un disastro: rischiamo la chiusura di tante attività, perdita di posti di lavoro e un aumento del fenomeno del nanismo produttivo». Intanto continuano i lavori parlamentari. Non solo è cominciato l’iter del provvedimento che contiene la riforma dell’articolo 18 e degli ammortizzatori sociali (come scritto nel Patto per l’Italia) ma fervono anche altre iniziative: quella di alcuni Ds (tra cui Nicola Rossi, Giorgio Benevenuto e Giuseppe Caldarola) che punta a unificare la disciplina del licenziamento tra imprese grandi e piccole. E lunedì la Cgil "vara" la sua proposta che punta al rafforzamento del risarcimento, estensione del reintegro ma affida al giudice la scelta tra riassunzione o risarcimento.
LI.P.