“Referendum” Berlusconi: mi batterò fino in fondo

07/06/2006
    mercoled� 7 giugno 2006

      Pagina 7 – Politica

        L’EX PREMIER PROVA A VINCERE I SEGNI DI SCOLLAMENTO NELLA COALIZIONE, MA � DELUSO DALLE TIMIDEZZE DEGLI ALLEATI: �COMUNQUE, ASPETTO PRODI SULLA RIVA DEL FIUME�

          Berlusconi: mi batter� fino
          in fondo sul referendum,
          ma la gente pensa al mare

            retroscena
            AUGUSTO MINZOLINI

              ROMA
              Qualche giorno fa, in un angolo di Montecitorio, Antonio Di Pietro, neo-ministro delle Infrastrutture, ha confessato con il solito linguaggio diretto ad un esponente di rilievo dell’Udc che la sua pazienza nei confronti dell’ala massimalista sta per finire: �Te lo dico francamente, questa sinistra che ce l’ha con i militari e con la parata del 2 giugno mi ha rotto il cazzo�. Lo stesso ragionamento sia pure con parole meno esplicite lo fa Lamberto Dini in ogni angolo di Palazzo Madama. E il dibattito di ieri a Montecitorio ha dimostrato quanta fatica costi a Romano Prodi tenere insieme sulla questione irachena le due anime della sua maggioranza.
              Quindi, a ben vedere, l’opposizione avrebbe modo di giocare una sua partita per intervenire su quegli argomenti – e non sono pochi – dove il comune sentire della coalizione del Professore � molto ridotto. E, in parte, ci prova. Ieri Gianfranco Fini, Pier Ferdinando Casini e Antonio Martino hanno inchiodato il presidente del Consiglio sull’inopportuna definizione che aveva fatto del nostro contingente in Iraq – �truppe occupanti� – in ossequio a Rifondazione nelle dichiarazioni programmatiche del suo governo. Come pure nella battaglia per le presidenze delle Commissioni al Senato il centro-destra si � difeso: ha perso la presidenza della commissione Finanze per colpa di un franco tiratore; ma ha conquistato quella della commissione Industria portando dalla sua parte uno dei senatori �ballerini� eletti all’estero, l’ormai mitico tanguero argentino Luigi Pallaro.
              Scarsa convinzione
              Per�, appunto, ci prova ma con scarsa convinzione. Soprattutto, c’� il rischio che si instauri nuovamente nel centro-destra quell’atmosfera di pessimismo, di fatalismo negativo, che � stata alla base della sconfitta nelle ultime politiche. La delusione per aver perso per poche migliaia di voti il 9 aprile e il mancato successo alle amministrative hanno creato un fenomeno che, se Berlusconi e i suoi alleati non vi porranno rimedio, potrebbe avere gravi conseguenze sulla tenuta dell’opposizione. E il problema – e le responsabilit� – non riguardano tanto il Cavaliere quanto i suoi alleati. Basta guardare all’atteggiamento che i partiti del centro-destra hanno assunto sul referendum del 25 giugno. Berlusconi � l’unico che, malgrado la stanchezza per una campagna elettorale che va avanti da tre mesi, continua a suonare le trombe di una possibile riscossa. Ieri il leader di Forza Italia � tornato alla carica su pi� fronti: �Ormai – � stato il suo nuovo j’accuse contro la sinistra pigliatutto – hanno gi� deciso l’elezione di Flick, gi� ministro del primo governo Prodi, alla presidenza della Consulta. Cos� si saranno presi tutto. Se la gente reagir�? Ma la gente di questi tempi pensa solo ad andare in campagna o al mare… Invece, quelli non vanno mai in vacanza. Prodi come primo atto di gentilezza ha fatto costituire l’avvocatura dello Stato parte civile contro di me nel processo Mills che � un processo fantasma. Dicono che i conti non sono in ordine, invece sono a postissimo visto che la nostra Finanziaria ha avuto l’ok della Ue. E’ un altro dei loro teoremi, come quello del declino del nostro Paese che subito dopo le elezioni � svanito nel nulla. Comunque noi staremo a guardare quello che riuscir� a combinare questo governo, aspettando sulla riva del fiume…�. Gi�, anche se lo dice quasi sottovoce e in privato, il Cavaliere � ancora convinto che il governo Prodi non durer� pi� di un anno. Ed � proprio questa convinzione che lo spinge a continuare nella battaglia. A cominciare da quella referendaria. �Io – ripete – continuer� a battermi. Anche sul referendum Forza Italia � mobilitata. Con la Lega c’� pieno accordo: Bossi � stato un po’ improvvido a fare quelle dichiarazioni, ma poi ci siamo sentiti e mi ha detto che � stato frainteso. Non ci sar� nessuna sponda con la sinistra. Faremo la nostra campagna. Saremo i pi� leali. Abbiamo cinque milioni di manifesti pronti e manderemo una lettera a tutti gli italiani. Anche perch� sono convinto che un’eventuale vittoria del “s�” non potr� non avere conseguenze sull’attuale quadro politico. Quindi ce la metteremo tutta… poi vedremo che succeder�… anche perch� gli alleati… gi� nella campagna delle politiche non hanno messo lo stesso impegno che ci abbiamo messo noi�.
              Gli alleati
              Sugli �alleati� l’ex premier non dice altro, ma anche nel silenzio la sua delusione � palpabile. I suoi gli hanno consigliato di non esporsi troppo nella campagna elettorale, ma alla fine � sempre lui in prima fila perch� gli alleati sono sempre un passo indietro. Per abitudine. Per calcolo. Perch� Casini � ossessionato da Follini, ha paura che lasci l’Udc, quando invece probabilmente non lo far� mai. O per una sorta di pessimismo di cui non riescono a liberarsi. E’ gi� successo alle politiche e ora questa strana condizione nel centro-destra rischia di ripetersi. �La verit� – confida uno dei consiglieri del premier, Mario Valducci – � che Berlusconi � rimasto deluso da chi ha investito sulla sconfitta. Non c’� pi� feeling�.