“Referendum” Anche il Nord dice No alla riforma

27/06/2006
    marted� 4 giugno 2006

    Pagina 2 – Primo Piano

    NON ENTRA IN VIGORE LA NUOVA COSTITUZIONE IL PRESIDENTE NAPOLITANO: BELLA GIORNATA PER L’ITALIA. SI RIFERISCE ALL’AFFLUENZA E AL GOAL DI TOTTI, MA E’ POLEMICA PER UNA TELEFONATA A SCALFARO

      Affluenza record
      Anche il Nord dice No alla riforma

        Da 11 anni un referendum non superava il 50%
        Il �S� vince in Lombardia e Veneto, non a Milano

          Gigi Padovani

            Al di sopra di ogni aspettativa. Sia per l’affluenza ai seggi degli italiani: in 25 milioni su 47.160.264 aventi diritto. Sia per la vittoria dei �No�, pi� ampia di ogni previsione: sono 5 milioni e 842 mila in pi� dei �S�, con un secco 61,3 per cento rispetto al 38,7. Conseguenza: la Costituzione rimane com’era, la Lega ha buttato via cinque anni di permanenza al governo, Prodi tira un sospiro di sollievo, mentre Berlusconi fallisce nell’obiettivo di �dare una �spallata al governo�. E nell’analisi del voto si distinguono i vescovi, che tramite la loro agenzia Sir parlano di �voto di svolta�, ammonendo che �governo e opposizione ora dovranno rispondere ai gravi problemi del Paese�.

              Lo scrutinio dei risultati, complice anche la partita della Nazionale, � stato singolarmente rapido. Una soddisfazione in pi� per il debutto al Viminale di Giuliano Amato, sceso in sala stampa mentre era ancora in corso la partita con l’Australia, che ha parlato di un �moto di partecipazione collettiva� grazie al quale tanti cittadini hanno sentito come un dovere recarsi alle urne, con un’affluenza alta che �accomuna le diverse regioni d’Italia�.

                Al compiacimento del ministro dell’Interno si � aggiunto quella del Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano, che ha detto ai suoi collaboratori: �Una bella giornata per l’Italia�. Il riferimento era all’alta partecipazione al voto e alla vittoria di Totti e compagni. Dunque, un commento bipartisan. Ma quando si � saputo che il Capo dello Stato ha telefonato anche a Oscar Luigi Scalfaro (ex Presidente ma soprattutto protagonista della battaglia in difesa della Costituzione) qualcuno ha sollevato obiezioni al vetriolo, come Calderisi.

                  Al di l� delle polemiche, bisogna ricordare che nel Sud e nelle Isole l’astensionismo � stato ancora piuttosto alto, con percentuali del 55,6 (Sicilia e Sardegna) e del 57,4 (regioni meridionali). Nel complesso per� si � riequilibrata la situazione che era apparsa alle 22 di ieri sera, dopo il primo giorno di votazione: in quel momento l’Italia del Nord doppiava il Sud nel numero delle schede. Alla fine il confronto � tra circa 12 milioni di elettori in �Padania� contro i 7 milioni di meridione e isole. E per la prima volta dopo 11 anni il referendum supera il �quorum� del 50%, anche se non era necessario in quanto si trattava di un voto confermativo.

                    Oltre all’inatteso recupero di votanti, ha stupito che l’alta affluenza nelle regioni settentrionali non abbia portato alla valanga di �S� che l’Unione temeva: il voto favorevole alla riforma prevale soltanto in Lombardia e Veneto, e in 23 province del Nord. Ma nel Settentrione la riforma non passa. In Piemonte hanno accettato la devolution Biella, Novara, Cuneo, Vercelli e il Verbano. In Lombardia quasi tutte le province – ad esclusione di Milano (dove anche in citt� prevalgono i �No�) e Mantova – sorridono a Bossi (con il record di Sondrio al 65,4%), mentre in Veneto prevalgono i sostenitori del patto di Lorenzago a Belluno, Padova, Treviso, Verona e Vicenza. Se il Friuli Venezia Giulia dice �No�, Udine e Pordenone passano al �S�, e in Liguria la provincia di Claudio Scajola, Imperia, non disubbidisce all’ex ministro.

                      I �No� alla riforma dilagano a Sud, con il record della Calabria (la roccaforte � a Crotone, con l’86,2 per cento) e in tutta l’Italia centrale, con un forte apporto numerico: oltre quattro milioni di schede contrarie alla nuova Costituzione tra Emilia-Romagna, Toscana e Lazio annullano l’effetto di Piemonte, Lombardia e Veneto.

                        I sondaggisti in gran parte non avevano previsto la valanga di �No�: pensavano a una vittoria risicata. L’unica che aveva avvertito il Cavaliere di quanto stava per succedere – sostiene oggi – � Alessandra Ghisleri di Euromedia Research, l’analista di flussi che il 9 e 10 aprile scorso indovin� le possibilit� di rimonta per Berlusconi con pi� votanti. Questa volta non � successo. Perch�? Risponde Ghisleri: �Non si poteva pensare che al Nord tutti avrebbero votato “S�. Ma soprattutto si � verificato qualcosa di diverso, che la scorsa settimana avevamo capito: la gente � rimasta influenzata dagli scandali che hanno coinvolto i politici, da calciopoli alla Sanit� al caso dei Savoia…�. Scusi, cosa c’entrano le storie di porcellopoli? �Questa classe politica che voleva cambiare la Costituzione � stata sentita come troppo “vicina” alla mediaticit�, alla quotidianit�, alla normalit�. I “padri della Costituzione” che invece avevano scritto le norme modificate sono percepiti come “intoccabili” e seriamente dediti al bene comune. Con il risultato che quando si tratta di innovare, sono sfiduciati i partiti di oggi, sia di centrodestra sia di centrosinistra�.

                          Insomma, gli italiani vogliono le riforme ma non si fidano di quelli che le applicano? �Esattamente – replica Ghisleri -, ma questo purtroppo porta all’immobilismo. Non � una vittoria per nessuno�. Che sia un’indicazione utile alla Cdl per uscire dall’impasse?