Redditi giù del 4 per cento La produzione crolla a -17

11/02/2010

Nel 2009 la produzione industriale è crollata del 17,4% (il dato peggiore dal 1991) dopo essere già scesa del 3,1% nel 2008. Complessivamente nell’ultimo biennio l’Italia ha bruciato un quinto della produzione industriale realizzata nel 2007. Ma quello dell’Istat non è stato il solo pessimo dato diffuso ieri. Da via Nazionale, infatti, la Banca d’Italia ha fatto sapere che nel biennio 2006-2008 «il reddito medio delle famiglie si è contratto in termini reali di circa il 4%». La caduta della produzione industriale trova parziale giustificazione nella caduta dei redditi delle famiglie che consumano meno. E, a sua volta, la caduta della produzione, senza interventi di politica economica di sostegno, provocherà nel 2009 una ulteriore caduta dei redditi e dei consumi. Certo, a guardare superficialmente i dati della produzione industriale, sembra poter leggere un trend meno negativo. A dicembre, infatti, la produzione su base annua è scesa «solo» del 2,3% rispetto al dicembre 2008. Purtroppo è solo una illusione statistica derivante dal fatto che a dicembre della scorso anno il crollo era già iniziato. Unica consolazione è che il fondo del barile è stato toccato a fine primavera e da maggio la produzione è in leggera ripresa (per il Cerm «stiamo strisciando sul fondo) ma con un trend molto esitante soprattutto per quanto riguarda i beni di consumo durevoli la cui produzione è scesa dello 0,5% nell’ultimo trimestre rispetto al terzo trimestre del 2009 e dei beni strumentali che, su base trimestrale presentano un recupero dello 0,5%, ma che nell’intero anno è sotto del 21,2% anche se il dato di dicembre presenta una flessione di «appena » il 10%. Per quanto riguarda il 2010, secondo le stime del Centro studi Confindustria, dovrebbe essersi registrato un piccolo rimbalzino su dicembre e la produzione dovrebbe essersi attestata (in termini destagionalizzati) sui livelli di novembre. Passando ai dati altrettanto preoccupanti diffusi da Bankitalia, emerge che nel 2008 il reddito medio delle famiglie italiane (al netto delle imposte sui redditi e dei contributi sociali) è risultato di 2.679 euro al mese. «Il 20% delle famiglie ha un reddito mensile di circa 1.281 euro, il 10% superiore a 4.860 euro; il reddito mediano (quello che presenta una maggioranza di casi) è pari a 2.174 euro». Secondo via Nazionale «la concentrazione dei redditi è risultata nel 2008 sostanzialmente in linea con quella rilevata negli anni passati». La riduzione dei redditi ha riguardato in misura maggiore i lavoratori autonomi rispetto ai dipendenti e agli individui in condizione non professionale. E la contrazione è stata maggiore per gli individui di età inferiore ai 55 anni e in particolare per quelli con meno di 45 anni. L’indagine fornisce informazioni anche sulla distribuzione della ricchezza. Salta agli occhi che «il 10% delle famiglie più ricche possiede quasi il 45% dell’intera ricchezza netta delle famiglie italiane. «Tale livello di concentrazione è rimasto sostanzialmente invariato negli ultimi 15 anni», scrive palazzo Koch. Dall’altra parte della «classifica », «la quota di individui con reddito al di sotto della soglia di povertà risulta pari al 13,4%, valore sostanzialmente in linea con quello del 2006».
La quota di individui residenti in Italia e nati all’estero è cresciuta fra il 2006 e il 2008 del 2%, portandosi a circa il 7% della popolazione. Di questi, circa il 36% ha cittadinanza italiana. Il 24% di quelli con altra cittadinanza sono cittadini di paesi della Ue. La percentuale di famiglie indebitate è aumentata di quasi due punti, al 27,8%.