“Recedo (4)” «Ho venduto l’automobile per pagare le tasse»

16/05/2005
    domenica 15 maggio 2005

      UN ARTIGIANO: GUADAGNI DIMEZZATI
      «Ho venduto l’automobile
      per poter pagare le tasse»

        ROMA
        Quando passi davanti al loro negozio può capitare di trovare la saracinesca abbassata anche se è un qualsiasi martedì, e sono le dieci di mattina. Tu hai il tuo orologio con la batteria scarica, sei riuscito a trovare cinque minuti di tempo per passare di lì a cambiarla e ti ritrovi a dover continuare a guardare l’ora sul telefonino. Capita, a Roma. Capita nel centro storico dove di giorno in giorno gli antichi affittuari dei negozi vengono sfrattati per lasciar posto ai wine-bar. Non enoteche, wine-bar: vale a dire luoghi in grado di rifilare un rosso in bicchiere di plastica a 4 euro e di pagare affitti dai tremila in su. Per tornare all’orologio, l’artigiano Balzani non è ancora stato sfrattato. Gli capita di essere chiuso quando meno te lo aspetti perché non guadagna più quanto una volta e non può più permettersi un aiuto.

        Le tasse, l’euro, la vita, gli affitti: da quattro-cinque anni tutto sembra aumentare vertiginosamente tranne i soldi nel suo portafoglio. E così, a cinquant’anni suonati, è lì. Fa il piccolo e dimenticato artigiano: aggiusta orologi, cambia cinturini, vende cronografi e simili quando capita. Ma se ha la febbre – e a cinquant’anni si può avere la febbre – resta chiuso. I clienti affezionati aspettano, gli altri trasmigrano. In fondo il suo non è un lavoro esclusivo: a cambiare batterie e cinturini sono buoni in tanti. Il guadagno cala; l’affitto del locale resta, così come quello di casa. I conti sono presto fatti: oltre duemila euro al mese solo ad alzarsi al mattino. Gli amici non lo sanno, il ministro dell’Economia e l’Erario nemmeno: ma la moglie da un po’ di tempo ha trovato lavoro come domestica. E’ italiana, romagnola, lavora sodo. Sei euro e cinquanta l’ora, moltiplicati per trenta ore a settimana fanno circa 600 euro al mese. Possono servire, e infatti hanno il loro peso. Non hanno avuto figli. Da un lato è un bene, meno spese, meno responsabilità. Ma vuol dire anche nessuna possibilità di aiuto.

        Due anni fa Balzani ha venduto l’auto e ha pagato le tasse. L’anno scorso ha eliminato ogni vacanza e di nuovo è riuscito ad essere in regola con il fisco. Non parliamo di vestiti, cene al ristorante o regali: pensieri banditi dalla loro vita. Quest’anno ad aiutarlo a pagare le tasse sono stati soprattutto i guadagni: dimezzati. Per l’anno prossimo si vedrà, l’orologiaio ha imparato a non far correre troppo le lancette dell’orologio della sua vita e affrontare le difficoltà giorno dopo giorno.