“Rating” Padoa-Schioppa striglia i ministri

20/10/2006
    venerd� 20 ottobre 2006

    Pagina 3 – Economia

    IL RETROSCENA

      La notizia del declassamento dell�Italia arriva durante la riunione del governo. Prodi: andiamo avanti per la nostra strada

        E Padoa-Schioppa striglia i ministri

          Lo sfogo a Palazzo Chigi: ve lo avevo detto che serviva il rigore

            Solo Rifondazione
            tiene duro: "Non
            dobbiamo farci
            condizionare"

              CLAUDIO TITO

                ROMA – �Avete visto? Ve l�avevo detto io…�. Neanche citava l�oggetto del contendere. Non diceva mai esplicitamente a cosa si stesse riferendo. Non serviva. Quando, sul finire del consiglio dei ministri, Tommaso Padoa-Schioppa ha iniziato a sventolare un bigliettino con l�annuncio di Standard and Poor�s e di Fitch sul declassamento del nostro debito pubblico, tutti hanno capito. �Vi avevo detto che dovevamo essere rigorosi�, incalzava il ministro dell�Economia. Nessuno ribatteva. Nella sala che ospita le riunioni di governo al primo piano di Palazzo Chigi il brusio si � improvvisamente fermato. �Ve l�avevo detto io�, ripeteva il ministro. E gi�, perch� la decisione delle due agenzie di rating in parte era stata messa nel conto. Ma per il Tesoro � stata la prova che il vessillo della severit� contabile era indispensabile. �Ci tengono sotto controllo – ha proseguito il titolare del Tesoro – era evidente. E io vi avevo detto che bisognava fare dei tagli�. La breve relazione di Padoa-Schioppa � stata ascoltata nel silenzio generale. Qualche smorfia, qualche volto tirato. Ma nessuno ha osato interromperlo, come nei momenti pi� gravi. �Io me lo aspettavo, sapevo che c�era questo rischio. Ma abbiamo la possibilit� di invertire la situazione. A volte, queste agenzie arrivano in ritardo. Danno brutti voti quando la situazione � in miglioramento e magari buoni voti quando sta peggiorando�.

                L�unico che riusciva a rompere il ghiaccio interloquendo con il "supertecnico" era Romano Prodi. Scandiva ogni pausa del suo ministro con un �� ovvio� che ne rafforzava l�analisi. Ma nonostante la tranquillit� mostrata davanti alla squadra di governo, sia a Palazzo Chigi sia a Via XX Settembre, il taglio del rating � stato accolto con apprensione. In primo luogo per gli effetti che da subito sortir� sui tassi di interessi del debito pubblico. Ma soprattutto per i riflessi politici che a partire da gennaio potr� avere nei rapporti con l�ala radicale della coalizione, Rifondazione in testa. Perch� l�invito di Fitch e Standard and Poor�s ad affondare il bisturi nella spesa strutturale, mette a rischio il delicato equilibrio raggiunto con gli alleati su questo terreno. Un pericolo che il premier ha ben presente e che non ha nascosto con i fedelissimi. �Non dobbiamo farci intimidire, era scontato che ci fosse una cosa del genere dopo 5 anni di Berlusconi – ha quasi esortato i suoi -, ma dobbiamo andare avanti per la nostra strada. Sapendo quali sono le compatibilit� del Paese e della coalizione�.

                Che il declassamento abbia colpito l�esecutivo, comunque, lo ha confermato ancora il ministro dell�Economia nel corso dell�incontro di ieri sera con le delegazioni dei commercianti e degli artigiani saliti a Palazzo Chigi per discutere sul trasferimento del Tfr all�Inps. �La manovra – ha ammonito – si muove in un ambito di rigidit�: la situazione � quella che �. Adesso c�� anche questo declassamento che per me � ingiustificato perch� con la Finanziaria abbiamo pienamente rispettato i parametri europei. Siamo rammaricati, lo siamo soprattutto perch� questo annuncio � arrivato oggi mentre stiamo per chiudere un�intesa sul Tfr�. Un accordo che a Palazzo Chigi considerano fondamentale per instaurare un �nuovo clima di fiducia� e per dare visibilit� anche alle misure sul cuneo fiscale. E che in una certa misura esce cos� mediaticamente appannato. �Nel giro di qualche mese per� – ha rassicurato il sottosegretario alla presidenza del consiglio, Enrico Letta, davanti a Confcommercio, Confartigianato e alle altre confederazioni – siamo sicuri che la manovra porter� dei frutti tangibili, anche sul giudizio delle agenzie di rating�.

                  Ma l�eventualit� che i tassi di interesse si alzino resta. Al Tesoro, per il momento, sono sicuri di poter circoscrivere gli effetti sul debito pubblico. Nel breve periodo l�impatto non sar� elevato e comunque �non ci saranno ripercussioni sulla Finanziaria�. Altra cosa, invece, � il capitolo "politico" connesso agli interventi strutturali. A cominciare dalla partita delle pensioni che partir� a gennaio. In questi cinque mesi, il Professore e l�ex Banchiere europeo si sono mossi lungo una direttrice che riusciva a mediare le esigenze della sinistra e quelle dei mercati internazionali. Una strada che ora potrebbe presentarsi pi� dissestata. Non � un caso che Franco Giordano, il segretario del Prc, abbia gi� iniziato a mettere le mani avanti. Va gi� duro contro le agenzie di rating e mette in guardia il presidente del consiglio. �Non dobbiamo farci condizionare da queste cose. La linea deve rimanere quella seguita in questi mesi, bisogna avere la forza di tenere la barra dritta l� dove si trova ora�. Anche perch�, � il suo avvertimento, �se qualcuno pensa di tagliare pesantemente le pensioni o altro del genere, allora sappia che si deve trovare un altro governo. Noi non ci stiamo�. Eppure, nell�agenda 2007 dell�Unione � gi� sottolineata con la matita rossa l�avvio della discussione sulla riforma previdenziale. Uno dei passi reclamati da Fitch e Standard and Poor�s.