“Rating” «L’Italia è un debitore meno affidabile»

20/10/2006
    venerd� 20 ottobre 2006

    Pagina 2- Economia

      LA SENTENZA SUI CONTI PUBBLICI PADOA-SCHIOPPA: �QUESTI GIUDIZI SONO SPESSO TARDIVI. RISPETTEREMO PIENAMENTE GLI IMPEGNI PRESI CON L’UNIONE EUROPEA�

        �L’Italia � un debitore meno affidabile�

          Standard & Poor’s e Fitch bocciano la manovra e abbassano il rating. Il premier: non � colpa nostra

            Stefano Lepri

            ROMA
            Declassati. Sotto il peso del suo debito pubblico, l’Italia � ora il debitore meno affidabile dell’area euro, Grecia esclusa. In sincronia, due delle tre maggiori agenzie di �rating� (classificazione dei debiti), Standard & Poor e Fitch, hanno spostato i nostri titoli di Stato gi� di un gradino nelle loro due scale, rispettivamente da AA- (il quarto) ad A+ (il quinto) e da AA (il terzo) ad AA- (il quarto). I mercati se lo aspettavano e i titoli di Stato italiani hanno perso appena 1,5 centesimi rispetto a quelli tedeschi.

              Quello che non era atteso era un giudizio cos� esplicito sulla manovra economica 2007, come l’ha formulato Moritz Kraemer, il responsabile per l’Italia di Standard & Poor’s: tradite le attese suscitate dal Dpef, dubbio il gettito dalla lotta all’evasione, indebitamento mascherato la misura sul Tfr, insufficiente il freno alle spese, insomma �risposta inadeguata del nuovo governo� che ha anzi compromesso le possibilit� di riforma per tutta la legislatura. Mentre Brian Coulton di Fitch, pur apprezzando l’impegno del governo, vede il deficit pubblico 2007 sopra e non sotto la soglia europea del 3% rispetto al prodotto lordo.

              Finora, faceva testo il giudizio della Banca d’Italia, per cui la manovra � discutibile nella qualit�, ma probabilmente appropriata nella quantit�. La Commissione europea ha ripetuto ieri di ritenerla sufficiente nella quantit�. Ma Standard & Poor e Fitch portano alla luce un dibattito che gi� era in corso, tra gli analisti finanziari italiani ed esteri, se il 3% di deficit possa essere raggiunto nel 2007 o no. Ad esempio Vincenzo Guzzo di Morgan Stanley ritiene di s�. L’incertezza � reale, perch� diversi capitoli della manovra, come la lotta all’evasione e il Tfr, sono calcolati sulla base di ipotesi e non di certezze (potrebbe andare peggio come meglio).

              Il ministro dell’Economia Tommaso Padoa-Schioppa, che pure era preparato al colpo (vi aveva accennato dieci giorni fa, alla riunione Ecofin di Lussemburgo) resta amareggiato dal giudizio di Standard & Poor sull’inadeguatezza e sulle �troppe concessioni alla sinistra e ai sindacati�, che gli pare �politico�, per ora non sostanziato da analisi tecniche. Conferma che secondo lui la manovra 2007 �permette di rispettare pienamente gli impegni assunti con l’Unione europea� ossia di ricondurre il deficit al 2,8% (e ha seguitato a confermarlo anche pi� tardi, dopo le revisioni concordate ieri nell’incontro con Confindustria e sindacati). Per� ha avvertito i colleghi di governo che d’ora in poi, con gli occhi della finanza internazionale puntati sull’Italia, ogni cedimento rispetto alla linea del rigore avrebbe conseguenze gravi.

              Per valutare bene i due declassamenti, Padoa-Schioppa invita a studiare bene l’andamento delle quotazioni dei titoli di Stato italiani nei mesi scorsi, �visto che le agenzie di rating quasi sempre seguono i mercati invece di precederli. Spiegano gli esperti che l’interesse aggiuntivo che i titoli di Stato italiani devono pagare rispetto a quelli tedeschi, per compensare il maggior rischio percepito da i mercati (in termini tecnici lo spread fra Btp e �Bund� tedesco), si era gi� molto accresciuto prima delle elezioni, fino a 32 centesimi o �punti base�, ovvero al livello della Grecia; con il governo Prodi all’inizio era sceso, per tornare a risalire ora a 28.

                Romano Prodi, per l’appunto, addossa la colpa al governo Berlusconi: �siamo certi che i prossimi giudizi, quelli cio� che terranno conto delle politiche economiche di questo governo e non di come il paese � stato lasciato dal precedente, vedranno registrare un segno positivo�. Dalle agenzie di rating, al contrario, si capisce che non sar� facile risalire la china: in mancanza di pi� forti misure strutturali che pieghino verso il basso la dinamica della spesa pubblica, la dinamica del debito italiano continuer� ad essere considerata preoccupante.