“Rapporto Gdo 6″ Gli investitori esteri puntano sul Sud

28/06/2004

      SUPPLEMENTO
      AFFARE E FINANZA di lunedi 28 Giugno 2004

      RAPPORTO / GRANDE DISTRIBUZIONE

      Shopping Center
      Gli investitori esteri puntano ora sul Sud

      ROSA SERRANO

      Cresce l’interesse di investitori internazionali per la grande distribuzione in Italia, soprattutto per le potenzialità che offre il sud. Nel corso del 2004 si sta concentrando una fetta crescente di investimenti sia da parte di fondi immobiliari italiani ed esteri, che di property company estere (l’inglese Grosvenor Group, Pillar Property, Padera Am i più grandi). «L’interesse maggiore — afferma Mario Breglia, presidente di "Scenari Immobiliari" — si concentra sugli shopping center. Si mantiene, inoltre, elevato l’appeal dei factory outlet (si tratta di grandi centri di distribuzione che vendono rimanenze di magazzino di prodotti di marca a prezzi vantaggiosi)». Le operazioni di acquisizioni di centri commerciali da parte di fondi immobiliari italiani, nel 20022003 hanno avuto un valore di circa 300 milioni di euro: di particolare rilevanza quella conclusa a giugno 2003 da parte del fondo Estense Grande Distribuzione di BNL Fondi Immobiliari, che ha acquistato oltre 122mila metri quadrati di centri commerciali da Coop Estense in varie città dell’Emilia.

      Secondo Stefano Stanzani, responsabile Retail Sector di Nomisma, nel 2003 è proseguito per la grande distribuzione organizzata italiana il trend favorevole di mercato evidenziabile da una crescita del numero di nuovi centri commerciali, sia sotto l’incremento dei canoni che hanno offerto, così, yeld più competitivi rispetto a quelli finanziari. Sono in dirittura di arrivo molte strutture che, secondo proiezioni di "Scenari Immobiliari" prevedono per il 2006 l’apertura di almeno 50 centri commerciali, con una presenza più marcata nel sud: dalla Sicilia alla Campania, dalla Puglia alla Calabria.

      Attualmente i centri commerciali operanti in Italia (secondo il Consiglio nazionale dei centri commerciali) sono 504 con una superficie lorda affittabile superiore a 2500 metri quadrati. La concentrazione maggiore è al nord: il 57% delle realizzazioni ed il 58% di superficie lorda affittabile è appannaggio di quattro regioni (Lombardia, Veneto, Piemonte ed Emilia Romagna). Le prossime realizzazioni e gli ampliamenti previsti contribuiranno a cambiare leggermente gli equilibri a favore del sud. Nell’ultimo anno il peso delle regioni del sud è aumentato dell’1,1%. «L’andamento futuro risulta connesso direttamente alle prospettive del mercato immobiliare — rileva Stefano Stanzani — e, conseguentemente, all’andamento macroeconomico generale: i timidi segnali di ripresa dell’industria di questi ultimi due mesi fanno ben sperare per un prosieguo espansivo per il comparto della grande distribuzione. Sembrerebbero, quindi, allontanarsi le ipotesi di peggioramento economico generale che renderebbero meno competitivo l’investimento immobiliare negli shopping center».


      A quel che segnala Breglia, il gruppo Grosvenor è interessato al retail park sector in Italia, con circa 80100 milioni di euro da investire. Questo settore è considerato molto appetibile dagli investitori esteri. Grosvenor si unisce a Hammerson, Pillar Property e Henderson nella sua ricerca per i parchi italiani. L’offerta è ancora scarsa, ma gli operatori ritengono importante iniziare ad entrare nel mercato. Stanno mirando ad acquistare ad un rendimento iniziale del 7% circa. Pillar Property ha già investito nel settore retail park, acquistando il Navile Retail Park, vicino Bologna, per 31,2 milioni di sterline ad ottobre 2003.