“Rapporto Gdo 5″ La «spesa tecnologica» cancellerà file e contanti

28/06/2004


      SUPPLEMENTO
      AFFARE E FINANZA di lunedi 28 Giugno 2004

      RAPPORTO / GRANDE DISTRIBUZIONE

      La "spesa tecnologica" cancellerà file e contanti

      AMALIA CAROSI

      Carrelli computerizzati, etichette interattive e sempre meno cassiere. Il futuro è già tra noi, almeno al supermercato. Grazie alle nuove tecnologie, un modo diverso di fare acquisti si sta facendo largo tra Sms con le offerte sui prodotti e chip che segnalano l’esaurirsi di una merce sullo scaffale. Con l’informatizzazione dell’intero processo distributivo, infatti, le grandi catene riducono costi e giacenze e risparmiano agli acquirenti lunghe code alle casse.

      Nell’era digitale, la spesa comincia da casa. Il telefonino segnala le offerte dell’ipermercato che utilizza anche la posta elettronica per far conoscere sconti o promozioni. Entrando, si prende uno scanner delle dimensioni di un cellulare che oltre al prezzo fornisce una serie di informazioni supplementari come la scadenza dei prodotti o l’importo degli acquisti fino a quel momento. Riempito il cestino, ci si dirige alle casse dove il conto è pronto evitando file e il deposito della merce sul nastro.


      Ma la rivoluzione che verrà ha il nome di Rfid (Radio frequency identification) e permetterà, in un futuro prossimo, la spesa senza incontrare il sorriso di una cassiera e evitando di tirare fuori il portafogli. Non che la merce non si paghi, ma il cliente che entra in un negozio potrà prendere un carrello con un pc incorporato, passare al lettore ottico la carta fedeltà, prendere gli articoli necessari e poi uscire senza passare per il controllo delle casse, trovandosi l’importo direttamente addebitato sulla propria carta di credito.


      La rete mobile wifi sulla quale poggia lo shopping tecnologico è già entrata nella grande distribuzione, ma, per adesso, resta confinata nel "retrobottega". La cablatura dei magazzini di stoccaggio merci consente già oggi il trattamento automatizzato dei colli con ottimizzazione delle scorte e redistribuzioni tra i diversi punti vendita, ma restano da risolvere alcuni problemi prima che la tecnologia wireless Ip approdi sugli scaffali.


      Primo fra tutti quello della privacy. Le etichette di nuova generazione non hanno bisogno di uno scanner, ma vengono lette a distanza passando attraverso porte speciali. L’invio di informazioni, però, non si esaurisce all’uscita del centro commerciale: il chip continua a segnalare la propria presenza anche dalle case dei clienti.


      Il secondo problema è di ordine economico. Attualmente il costo di queste etichette si aggira sui cinquanta centesimi di euro e potrebbe scendere fino a 20, ma questa cifra resta, comunque, una soglia troppo alta per i prodotti di largo consumo.


      I tempi non saranno brevissimi, secondo Guido Mannella di RinascenteUpim: «La sperimentazione è già partita negli Stati Uniti, ma, in Italia, il consumatore finale non le vedrà prima di 4/5 anni».
      Con la tecnologia in tasca, servono investimenti — l’installazione di una rete senza fili si aggira sui diecimila euro — e regole. «Meglio concentraci su altre forme di tecnologia — afferma Aldo Soldi, presidente di Coop Italia — come quelle che ci consentono di ridurre l’impatto ambientale utilizzando impianti fotovoltaici in grado di rendere autosufficiente un ipermercato».


      Le Information and Communication Technologies, infatti, oltre a migliorare la circolazione e stoccaggio delle merci nel processo distributivo, consentono anche di razionalizzare l’uso della catena del freddo, dell’elettricità necessaria ad alimentare un centro commerciale e aiutano a "leggere" la merce.


      In attesa dell’etichetta elettronica, alcune catene distributive sperimentano, in Italia, altre forme di informatizzazione come il carrello dotato di computer e il clientecassiere. Digitando, ad esempio, la parola «biscotti» il personal shop assistant — così si chiama il basket con pc — guiderà il cliente tra gli scaffali e gli illustrerà le offerte e la filiera produttiva dell’articolo cercato, mentre per chi vuol fare tutto da solo ci sono "casse amiche" dove il conto si fa autonomamente e si paga attraverso una macchina.