“Rapporto Gdo 4″ Dagli Usa all’Italia, boom degli outlet

28/06/2004


      SUPPLEMENTO
      AFFARE E FINANZA di lunedi 28 Giugno 2004

      RAPPORTO / GRANDE DISTRIBUZIONE

      Grandi griffe a buon mercato
      Dagli Usa all’Italia, boom degli outlet

      FRANCA MAGGI

      Concepiti come cittadelle della moda e del design, gli outlet rappresentano uno dei fenomeni emergenti nell’ambito della grande distribuzione, dove i consumatori possono trovare un grande assortimento di prodotti griffati, dall’abbigliamento, agli accessori, fino all’arredamento, con riduzioni dal 30 al 70%.

      In Europa, il mercato con maggior numero di outlet è il Regno Unito con 36 centri, seguito da Francia (12) e Spagna (9). Anche in Italia negli ultimi anni si è assistito a una espansione: attualmente nel nostro paese si contano 7 villaggi, i principali sono il britannico McArthurGlenn, l’italiano Fashion District e l’angloamericano

      Value Retail, e in base ai progetti annunciati dagli operatori nel 2005 ne saranno attivi più di 10. Spiega Luca De Ambrosis, amministratore delegato di McArthurGlen Italia, uno dei brand più importanti d’Europa: "La filosofia arriva dagli States: le società di outlet developer, come la nostra, in base a specifiche indagini di mercato scelgono e acquistano l’area dove edificare il centro, ne curano il progetto edilizio e affittano gli spazi alle case di moda, che pagano alle società un minimo garantito più una percentuale sul fatturato annuo del venduto".

      Costruite in posizioni strategiche rispetto ai grandi centri abitati, queste città dello shopping sono realizzate secondo lo stile della cultura e delle tradizioni tipiche del territorio. Dice De Ambrosis: "McArthurGlen ad esempio, nel suo Designer Outlet di Serravalle Scrivia, al confine con la Liguria ha ricreato le atmosfere tipiche della Riviera dei fiori, mentre a Roma l’outlet di Castel Romano ricorda una città imperiale con tanto di capitelli, archi e piccoli templi". Oltre a Serravalle realizzato con un investimento di 90 milioni di Euro e a Castel Romano il cui progetto è costato 70

      milioni di euro, la società britannica ha in cantiere due nuovi centri.
      A Barberino del Mugello in Toscana e a Napoli. Altro caso di successo è Fashion District che fa capo ai gruppi Sandretto di
      Torino e Draco di Brescia, e ad un partner americano, Prime Retail, con 50 punti vendita negli States, pari al 27% del mercato, tra i leader mondiali. Dal 2003, la società con un investimento globale di 400 milioni di Euro, ha aperto in Italia 4 centri: a Santhià (Piemonte), Bagnolo San Vito (Lombardia), Valmontone (Lazio) e Molfetta (Puglia) per un totale di 700 negozi e 600 milioni di euro di fatturato l’anno.

      Vanta per ora una sola unità in Emilia Romagna a Fidenza, ma con obiettivi di sviluppo a Roma e Firenze, l’outlet Fidenza Village dell’inglese Value Retail: 40 negozi che diventeranno a breve 60. Dice la direttrice per l’Italia Jamie Ligon: "In Italia Value Retail ha investito 60 milioni di Euro per la realizzazione del village di Fidenza che ricrea le atmosfere delle opere di Verdi". Ma cosa ne pensa del fenomeno la grande distribuzione? "Ben venga la competizione, ma ad armi pari" dice Massimo Viviani, direttore generale Faid, Federdistribuzione, che raggruppa 7 mila punti vendita. Il sistema distributivo degli outlet avviene infatti in assenza di un sistema di regole precise. "Sarebbe necessario dare alla grande distribuzione la libertà degli outlet di fare saldi non solo in periodi prestabiliti dell’anno, oppure permettere ai negozi di rimanere aperti anche la domenica. Normative che dipendono dalle regioni, e non tutte hanno liberalizzato il mercato".