“Rapporto Gdo 1″ L’ipermercato cambia volto

28/06/2004

      SUPPLEMENTO
      AFFARE E FINANZA di lunedi 28 Giugno 2004

      RAPPORTO / GRANDE DISTRIBUZIONE

      Le prospettive
      Guanto di sfida a banche e poste,
      l’ipermercato cambia volto

      WALTER GALBIATI

      Prodotti finanziari, spedizioni postali e benzina. L’attacco della grande distribuzione al monopolio di banche, posta e grandi compagnie petrolifere sta per entrare nel vivo. Non solo scatolette e generi alimentari, ma anche prodotti immateriali e a volte sofisticati come polizze, assicurazioni e finanziamenti al consumo stanno per sbarcare in grande stile sugli scaffali dei supermercati. Si moltiplicano infatti le iniziative delle grandi catene di distribuzione per ampliare la propria offerta e per trasformarsi sempre più in punti unici di riferimento per gli acquisti e i servizi della clientela retail. «L’idea di fondo è quella di andare incontro alle aspettative dei clienti, fornendo loro tutti quei servizi che si augurano di trovare nei centri commerciali, o anche nei negozi di medie dimensioni», afferma Camillo De Berardinis, amministratore delegato di Conad.

      Dopo aver sostituito, infatti, il centro del paese con i suoi negozi come meta della passeggiata del fine settimana, ora l’ipermercato mira a trasformarsi sempre più nell’interlocutore unico della spesa e dei servizi per consumatori. Per ogni genere ed esigenza. «Il centro commerciale deve diventare un luogo, dove oltre alle merci si possono trovare servizi utili al vivere collettivo, deve diventare un pezzo di città», sostiene Aldo Soldi, presidente nazionale di Coop. E la strada verso questa meta non può che passare attraverso l’assalto ai veri e propri monopoli, come quello delle banche, delle poste e delle pompe di carburante.


      E nel caso dei prodotti finanziari, quando si parla di spesa, si parla essenzialmente di credito al consumo. Un settore dove lo spazio di crescita è più che garantito e in cui la grande distribuzione non disdegna di cimentarsi in proprio o in partnership con qualche istituto di credito. Secondo uno studio di AssofinCrifPrometeia, nel 2003 in Italia il credito al consumo è cresciuto del 9,6%, con consistenze totali intorno a 55,3 miliardi di euro. Il trend per il prossimo biennio dovrebbe continuare positivamente visto che il tasso di indebitamento degli italiani (misurato in base al rapporto crediti in esserereddito disponibile lordo) è pari solo al 34%, tra i più bassi in Europa se confrontato con quello di Francia (58,6), Spagna (83), Germania (111,8) e Regno Unito (120,2). Le previsioni sono di un incremento delle consistenze del 10,4% per il 2004 e del 13,6% medio annuo per il prossimo biennio.


      Proprio sulla scia di queste aspettative si collocano due iniziative presentate recentemente dai big del commercio: una da Carrefour in collaborazione con Agos Itafinco, società specializzata nei finanziamenti partecipata al 51% da Credit Agricole e al 49% da Banca Intesa, l’altra in proprio da Coop, attraverso SimGest, la conttrollata finanziaria del gruppo. Il primo accordo prevede che Agos acquisti una partecipazione del 40% in Carrefour Servizi Finanziari, società interamente controllata dal colosso francese con il compito di promuovere presso gli oltre 1,1 milioni di clienti dei 40 ipermercati Carrefour carte di credito di pagamento, carte di credito revolving, prestiti personali e altri prodotti di credito al consumo. La seconda iniziativa, invece, mira a offrire ai soci Coop un’ampia gamma di servizi finanziari, che vanno dal mutuo per la casa ai fondi comuni, dalle obbligazioni ai prodotti assicurativi. «Non vogliamo fare del business, ma offrire ai nostri soci prodotti a condizioni vantaggiose», sostiene Soldi. L’offerta è presente in 100 punti Coop.


      D’altronde se appare quasi naturale associare le iniziative di finanziamento al consumo all’offerta di servizi di un centro commerciale, non devono tuttavia destare perplessità nemmeno gli accordi nel campo delle spedizioni postali sottoscritte dai big della grande distribuzione. Dhl, leader mondiale della logistica controllato da Deutsche Post, ha avviato in Italia in collaborazione con il gruppo Conad l’apertura di una serie di punti di raccolta postali presso una trentina dei 3.000 negozi della catena alimentare. «Si tratta di un test mondiale, che si ispira a quanto già avviene in Svezia, dove le poste locali hanno trasferito alla grande distribuzione l’attività di raccolta e di spedizione di lettere e pacchi», afferma De Berardinis. Una iniziativa che mira a competere non solo con la rete di operatori specializzati, ma anche con le stesse Poste Italiane: proprio per «l’abituale frequenza del pubblico nei negozi di grande e piccole dimensioni il progetto dovrebbe ottenere un buon risultato» ha aggiunto l’ad di Conad.


      Un discorso particolare, invece, merita il binomio grande distribuzione e vendita di carburanti, in quanto dopo cinque anni dall’avvio della liberalizzazione del settore, la riforma stenta ancora a decollare. Secondo i dati dell’Unione Petrolifera, in tutta Italia ci sono solo quattro stazioni di servizio gestite con l’insegna dei gruppi della grande distribuzione, mentre in Francia la quota è al 55,8% del mercato. Carrefour, AuchanRinascente, ConadLeclerc e Coop hanno messo in campo diversi progetti ma lo sviluppo è rimasto ancora a uno stato embrionale. Secondo De Berardinis, che tuttavia confida nella validità dell’iniziativa, il vero ostacolo alla riuscita dei programmi «sta nel quadro normativo di riferimento che non facilita certo la liberalizzazione». Sotto accusa vi sono i Piani regionali che vincolano il numero di pompe nei Comuni e gli orari di servizio, non in sintonia con le esigenze dei clienti che si recano nei grandi centri commerciali. «Per la riuscita basta poco, serve solo far conciliare la regolamentazione del settore con le esigenze dei consumatori», afferma De Berardinis.