Rapporto Caritas: lavoratori precari i nuovi poveri

28/06/2005
    martedì 28 giugno 2005

    Pagina 25- Cronaca

    IL CASO

      A Roma il 38 per cento delle persone che si sono rivolte al centro accoglienza di via Marsala ha un reddito: sono "flessibili" e pensionati

        Rapporto Caritas: lavoratori precari i nuovi poveri

          ROMA – La povertà ha una nuova faccia. Forse più inquietante di quella del clochard che pranza alla mensa dei poveri. A Roma il 37,9 per cento delle 4000 persone che si sono rivolte al centro di accoglienza della Caritas a via Marsala, ha un reddito. Di questi 1440 individui costretti a chiedere da mangiare, il 12 per cento sono lavoratori precari, "flessibili"; il 15 per cento, invece, anziani che vivono con la pensione; e il restante 10 è fatto di persone che ricevono sussidi sociali. Lo rivela il Rapporto su Roma 2005. La città presente: povertà, esclusione, disagio, solidarietà e politiche sociali, presentato ieri a quattro anni dal precedente volume. Su 4000 richieste d´aiuto al centro Caritas, il 34,7 arrivano da giovani: hanno un´età compresa tra i 18 e i 35 anni e, quasi tutti, un titolo di studio di medio livello, licenza media o diploma alle superiori.

          Molte, inoltre, sono le famiglie intere che chiedono un pasto o un pacco viveri. «È la classe media che si ritrova inaspettatamente a fare i conti con l´indigenza» spiega la sociologa Fiorenza Deriu, curatrice con Giovanni Sgritta del rapporto. «I dati sono del 2003 – aggiunge – ma la tendenza è confermata dai rilevamenti più recenti». Quindi è vero che le persone prive di reddito (il 62,1 per cento dei 4000) che si sono rivolte alla Caritas, vivono in strada o nei portoni. Ma la casa è un problema anche per quel 37,9 di titolari di un´entrata: «Oltre un terzo di quanti percepiscono un reddito da lavoro non hanno una dimora stabile, vivono in alloggi di fortuna, da soli o con i familiari».

            Eppure, dal 2001 a oggi Roma «è diventata la capitale della solidarietà», ha constatato ieri monsignor Guerino Di Tora, direttore dell´associazione di volontariato cattolico. «E questo grazie al Comune – ha sottolineato – che è riuscito a non abbassare la spesa sociale nonostante i tagli al bilancio subiti». Il sindaco Walter Veltroni ha ricordato gli strumenti attraverso cui il Campidoglio tiene in piedi la rete di protezione: «Il Piano regolatore sociale e la Sala operativa sociale, che riceve 8000 telefonate l´anno». E il presidente della Regione, Piero Marrazzo, ha risposto all´emergenza "nuovi poveri" annunciando una legge sul «reddito di cittadinanza»: un salario sociale con la Finanziaria 2006 della Regione.