Rapporti/Turismo: Terme e beauty farm da record: 5 miliardi € e una crescita del 20%

22/05/2002

Rapporti



Terme e beauty farm da record: 5 miliardi € e una crescita del 20%

Camilla Conti

Il mercato del benessere torna in forma. Le ultime stime sul cosiddetto turismo integrato – terme, agriturismo e beauty farm – parlano di un business di quasi 5 miliardi di euro con un aumento del 20% nei centri termali e una prospettiva di crescita del 10% ogni anno delle presenze nelle beauty farm. Le circa 350 aziende associate a Federterme hanno fatto registrare nel 2001 un giro d’affari complessivo di circa 360 milioni di euro distribuito fra il segmento non termale (33,8%), convenzionato termale (40,3%) e il privato salutistico-termale (25,9%). Non solo: secondo il rapporto del Censis del giugno 2001 un professionista su tre vorrebbe passare una vacanza in una beauty farm, desiderio condiviso dal 27,8% degli operai e dal 25% dei lavoratori autonomi per un totale di 14 milioni di italiani che preferiscono trascorrere le proprie vacanze tra vasche, massaggi, cure estetiche e terme. Una spinta al turismo del benessere è stata data dalla legge quadro sul riordino del sistema termale che ha regolato le relazioni tra terme, sistema sanitario e Regioni. «La legge sta diventando operativa – spiega Costanzo Jannotto Pecci, presidente di Federterme – ma poiché è stata approvata a fine legislatura, si devono ancora riannodare gli ultimi fili con il nuovo governo e con le amministrazioni regionali. Sono stati definiti i percorsi sanitari con un decreto ministeriale sui cicli e le patologie curabili mettendo a punto strumenti di sostegno e assistenza. Abbiamo anche portato avanti iniziative di promozione all’estero come la missione negli Stati Uniti che ha visto apprezzare il termalismo italiano dai tour operator americani con ottime opportunità di sviluppo. Per i centri di benessere – conclude il presidente di Federterme – la legge deve ribadire la caratterizzazione qualificata dei trattamenti con un messaggio fondamentale: il centro termale è il posto giusto se si vogliono ricevere garanzie di qualità e tutela della salute perché solo lì il cliente potrà contare sulla certificazione sanitaria». Dopo una fase di scetticismo iniziale, aumenta il numero degli operatori che scommettono sul turismo del benessere con "pacchetti" specifici rivolti alle diverse fasce di target, un mix di alimentazione naturale, programmi rigeneranti, cure estetiche e talassoterapia. Con una concorrenza più agguerrita anche i pionieri del settore si sono dovuti adeguare: a Saturnia, nella Maremma Toscana, viene offerto un ciclo di trattamenti personalizzati della durata di 10-12 giorni: dalla balanoterapia in piscina per risvegliare le potenzialità del corpo e della mente, all’idrofitness con una serie di percorsi acquatici movimentati da docce, getti e cascate. Più a nord, sui colli Euganei a dieci chilometri da Padova, il beauty thermal center del Relilax hotel Miramonti – la prima beauty farm italiana per storia e per dimensioni – ha articolato la struttura in tre settori: il settore terapie (con vasche per i bagni termali, l’idromassaggio, la grotta sudatoria), il settore servizi (con la palestra, ristorante, bar e gli spazi relax), e il settore benessere e bellezza da poco completamente rinnovato con salette per i massaggi, trattamenti estetici, solarium. Svariate le soluzioni disponibili: dalla classica settimana, al programma per rinascere in un week-end, alla pausa rigenerante dalla domenica al martedì per chi lavora in esercizi pubblici. Per chi invece è attratto da discipline alternative, l’Health Center Marc Mességué situato in un antico maniero tra Todi e Orvieto offre terapie ispirate ad antichi riti taumaturgici dei nativi americani e trattamenti di origine polinesiana a base di oli essenziali, frutti esotici e fiori di tiaré.

Mercoledí 22 Maggio 2002