Rapporo Censis: la famiglia-tutor

16/04/2003
         
         
        Pagina 25 – Cronaca
         
         
        Madri e padri sempre più in crisi di ruolo. Più che educare alla solidarietà e alla tolleranza, regalano i risparmi ai figli o gli comprano una casa
        La famiglia-tutor: soldi, non valori

        Per il Censis "oggi offre esclusivamente sicurezza economica"
                La preoccupazione per un futuro senza più certezze, soprattutto nel campo del lavoro
                Tre genitori su quattro sono convinti che ora il loro "mestiere" sia molto più difficile che in passato
                Giuseppe De Rita: "Adesso la prole, più che ideali, eredita polizze assicurative e fondi pensione"
                Eppure il 58 per cento non smette di dichiararsi ancora ottimista

                GIANCARLO MOLA

                ROMA – La famiglia italiana del 2003 fa sempre più fatica a tramandare valori alle nuove generazioni. E allora cerca almeno di trasferire patrimoni. I figli che crescono nel terzo millennio non ereditano ideali ma denari risparmiati con sacrificio, appartamenti, polizze assicurative. Ed è un mestiere in crisi, quello del genitore, incapace di fronteggiare i modelli culturali che arrivano dalla televisione e preoccupato per un futuro che appare senza certezze. Così, almeno, risulta al Censis, che ieri ha presentato i risultati di uno studio commissionato da Zurich Italia e intitolato «Pochi rischi, siamo genitori».
                I numeri della ricerca lasciano scarso spazio all´interpretazione. Tre genitori su quattro pensano che essere padre o madre oggi è più difficile che in passato, 65 su cento credono che i figli avranno serie difficoltà a trovare lavoro. E poi, quattro su dieci ammettono che la famiglia non è più in grado essere cinghia di trasmissione di valori positivi come il rispetto della dignità umana, la solidarietà e la tolleranza. «Sì, la famiglia di un tempo, quella che tramandava norme di vita, è in crisi», spiega Carla Collicelli, curatrice della ricerca del Censis.
                Il paradosso è che gli italiani non pensano affatto che sia tutto perduto. Il 58,2 per cento si dichiara ostinatamente ottimista, e il 64,2 per cento ritiene che – nella latitanza delle istituzioni – sia la famiglia stessa a dover fronteggiare le incognite del futuro. Un impegno che però diventa soprattutto finanziario. «Oggi la famiglia italiana ha cambiato maschera», dice il direttore generale del Censis Giuseppe De Rita: «È una famiglia fortemente responsabilizzata e altamente patrimonializzata: vuole prima di tutto garantire una sicurezza economica».
                Si stringe la cinghia, allora. Per mettere a disposizione dei figli i propri risparmi (come fa il 36,6 per cento delle famiglie), ma anche per aiutarli ad avviare un´attività economica (36,4 per cento), per comprare una casa (33,2 per cento), o per stipulare una polizza assicurativa (24,3 per cento). Non è semplicemente un mutamento di attitudine. Lo è anche di ruolo. E così, per dirla con De Rita, in trenta anni si è passati dalla «famiglia combinatoria» – che viveva accumulando reddito da più lavori per aumentare i risparmi – alla «famiglia tutor» di oggi che «con polizze vita e fondi pensione segue i figli con una logica di accompagnamento nel percorso di avvicinamento a una società sempre più difficile da affrontare».