“Rapp.Acri” Gli italiani non guadagnano abbastanza

31/10/2006
    marted� 31 ottobre 2006

    Pagina 15 – Economia & Lavoro

    Gli italiani non guadagnano abbastanza

      Rapporto Acri: una famiglia su quattro intacca i risparmi o s’indebita. Fiducia nella ripresa

        di Bianca Di Giovanni/ Roma

        RISPARMIO Gli italiani continuano ad amare il risparmio, sono pi� fiduciosi sul futuro, ma sono sempre di pi� quelli costretti ad intaccare le quote accantonate per tirare avanti. Rispetto all’anno scorso questa �categoria� � aumentata di 2 punti, dal 16 al 18%. Se si aggiungono quelli che ricorrono a prestiti (cio� che non hanno neanche uno stock di riserva), ovvero il 7%, le famiglie in deficit toccano quota 25%: una su 4. L’anno scorso si era al 22%.

        � uno dei dati riportati dalla ricerca Ipsos su un campione di mille intervistati, tutti contattati nello scorso mese di settembre. La ricerca � stata realizzata per l’Acri in occasione della 82esima giornata mondiale del risparmio che si celebra oggi, alla presenza del presidente della Repubblica Giorgio Napolitano. Il presidente Acri Giuseppe Guzzetti e il direttore Ipsos Ferdinando Pagnoncelli. Particolare attenzione � stata riservata alla nuova legge sul risparmio e all’impressione dei cittadini riguardo le nuove regole. Al di l� delle leggi, tuttavia, �� necessario che chi guida l’istituzione bancaria – ha dichiarato Guzzetti – o finanziaria elabori indicazioni opportune e dia i giusti stimoli�. Le famiglie chiedono pi� trasparenza e pi� conoscenza. Anche perch� rispetto a 5 anni fa (cio� al mirabolante mondo della net economy che ha gonfiato e poi fatto crollare i valori di borsa) i risparmiatori si sentono molto meno esperti e chiedono (48%) di essere guidati da addetti ai lavori. Vero � che il 47% sceglie la strada del �fai-da-te�, ma in ogni caso punta alla sicurezza. Per il 56% le regole attuali di tutela dei risparmiatori non sono sufficienti, mentre quasi un quarto considera inutili nuove regole, tanto possono essere aggirate. Solo il 9% considera soddisfacenti le garanzie attuali. Il 55% chiede pi� severit� per chi truffa i cittadini. Si attende oggi la replica di Mario Draghi e di Tommaso Padoa-Schioppa su questi orientamenti.

        Negli ultimi 5 anni le preferenze degli italiani in fatto di investimenti sono rimaste sostanzialmente immutate: nessuna inclinazione ad investire sulla previdenza (nonostante gli allarmi sulel pensioni), nessun arretramento sui Bot e Cct (nonostante l’allerta lanciato da molti organi di stampa sui futuri aumeti di aliquota. I titoli di Stato si mantengono intorno al 3%, le polizze pensioni attorno al 5%, la liquidit� al 6%, i fondi comuni al 4% mentre le azioni non si spostano dall’1%. � tutta un’altra Italia rispetto al 2001, quando le azioni erano preferite dal 4% del campione, i fondi comuni dal 7%, le polizze vita dal 9% e i titoli di Stato dal 15%. La vera costante del risparmio italiano resta la preferenza per il mattone, che quest’anno tocca il �picco� del 70% (come nel 2004), quasi il doppio del 39% del 2001. I dati sul risparmio previdenziale rischiano di tagliare le ali al decollo della previdenza integrativa. �Di fatto gli italiani non considerano il Tfr come un investimento – spiegano i tecnici dell’Ipsos – La maggior parte desidera mantenere le liquidazioni in azienda�.

        Quanto al futuro, l’italiano vede rosa. Dopo la sensazione di rapido e progressivo peggioramento avvertita nei primi anni Duemila e una sorta di stabilit� registrata nel 2005, l’indagine 2006 mette in evidenza l’attesa degli italiani di un possibile miglioramento futuro della propria condizione economica: un terzo � fiducioso nel miglioramento, meno di un quinto � sfiduciato.