Rapina in banca, ucciso vigilante

27/10/2010

Casoria, la rapina alla filiale Unicredit
Una guardia giurata è rimasta uccisa ieri durante una rapina in banca nella filiale Unicredit di Casoria. I banditi sono entrati, armati di kalashnikov, all’interno della banca, ferendo anche un altro metronotte e un cliente in fila agli sportelli. Il vigilantes è in gravi condizioni. NAPOLI — Spietati, fulminei, disposti a tutto: anche ad uccidere una persona e ferirne due, pur di portare via la borsa col denaro. Il commando che ieri mattina intorno alle 10,3o ha fatto irruzione nella filiale Unicredit di Casoria, all’angolo fra via Guglielmo Marconi e via Pio XII, era composto da cinque o sei persone.
Due guardie giurate all’interno della banca, dopo aver raccolto il denaro erano in procinto di caricarlo sul portavalori. All’esterno c’erano altri due vigilantes: l’autista del mezzo blindato, e quello di guardia, posizionato stabilmente all’ingresso. Quest’ultimo è stato immobilizzato, costretto a stendersi a terra con un mitra puntato alla testa, mentre uno dei rapinatori, all’interno della banca a volto scoperto, faceva fuoco alle gambe di un cliente in coda allo sportello — Antonio Caputo, 43 anni, commerciante di vini locale— e ai due poliziotti privati. Giuseppe Lotta, 32enne di Torre Annunziata, e Gerardo Citarella, 43 anni, residente a Nocera Inferiore e padre di due figli. Citarella non ce l’ha fatta: il suo cadavere è rimasto per diverse ore coperto da un telo bianco sul pavimento della filiale Unicredit. Pare che abbia esploso qualche colpo prima di perdere definitivamente conoscenza. Lotta, invece, è stato colpito diverse volte alla gamba destra e al torace. Insieme con Caputo, è stato portato all’ospedale San Giovanni Bosco di Napoli. Lì il metronotte è stato ricoverato in rianimazione per poi essere operato. Ha riportato lo spappolamento dell’arto inferiore, fori di entrata e uscita alla regione destra della gabbia toracica, con un coinvolgimento dell’apice polmonare e la lesione di una vertebra lombare. Imedici non lo ritengono in immediato pericolo di vita, ma la sue condizioni sono gravi e la prognosi è riservata. Caputo, invece, anch’egli operato in ospedale, è rimasto ferito a una gamba. «Sono vivo per miracolo— spiega ai cronisti Bruno, il vigilantes immobilizzato all’ingresso della filiale, in caserma per essere ascoltato dai carabinieri — Da quella posizione, con la testa a terra, ho sentito gli spari all’interno della banca. Non potevo fare assolutamente nulla, è stato tremendo». Sul caso indagano i carabinieri della compagnia di Casoria, guidati dal capitano Gianluca Migliozzi.
L’assalto alla Unicredit di Casoria presenta diverse analogie con la rapina perpetrata due giorni fa ad Afragola. In quell’occasione, ad essere depredata, una filiale del Banco di Napoli ad Afragola. I banditi hanno agito con simili modalità, ingagiando due conflitti a fuoco— prima con i vigili, poi con la polizia— e usando armi dello stesso tipo. Imilitari indagano per stabilire eventuali collegamenti tra i due fatti.