Rai, match in Vigilanza Annunziata-Cattaneo

24/10/2003


24 Ottobre 2003

PER LE MANIFESTAZIONI SINDACALI SULLE PENSIONI
Rai, match in Vigilanza Annunziata-Cattaneo
La presidente: non rispettare le regole è ormai una consuetudine
E minaccia di non convocare il cda martedì prossimo. Il direttore
generale: ma io non ho potere di intervento sui direttori di testata

Maria Grazia Bruzzone
ROMA
Lo scontro, durissimo, tra presidente e direttore generale Rai sugli spazi di replica da concedere ai sindacati, si è riprodotto ieri davanti lla commissione di Vigilanza. Tanto che alla fine Lucia Annunziata ha commentato sarcastica: «Ecco, le sedute del cda Rai sono esattamente così. Il dg col suo charme assicura di recepire le delibere della commissione, di rispettare le regole, di auspicare e promuovere il pluralismo. Dopo di che tutti se ne vanno a casa, e i sindacati per replicare al premier a reti unificate e a Tremonti su Rai Uno avranno 40 minuti di manifestazioni su Rai Tre e un quinto di Porta a Porta lunedì, a quattro giorni dallo sciopero generale. Questo è il motivo per cui il cda non funziona».
In effetti quello che si è svolto ieri in Vigilanza è apparso un dialogo fra sordi, coi parlamentari dell’opposizione a enfatizzare e quelli della maggioranza a sminuire. Dopo di che, la presidente Rai è comunque soddisfatta perché la sua minaccia di non convocare il cda martedì prossimo è servita almeno a questo, «a trasferire in Parlamento, in perfetta trasparenza, un tema fondamentale come quello delle regole». Col seguente, paradossale, risultato: che non solo è emersa una diversa interpretazione da parte di dg e presidente Rai sulle norme che regolano la presenza dei politici nei programmmi di intrattenimento, sulla necessità del contraddittorio, e sulle «dirette» di eventi. Ma è venuto fuori che il cda della Rai a suo tempo ha recepito le direttive della Vigilanza in modo non conforme alle delibere stesse («Io comunque non c’ero» si è schermito Cattaneo) e che alcuni degli stessi parlamentari non sanno bene di cosa si parla. Tanto che Ignazio La Russa ha candidamento ringraziato, «perché questo dibattito mi ha dato modo di intendere più a fondo il senso della nostra delibera sul pluralismo». Concludendo, d’accordo con il leghista Davide Caparini, che «la delibera a questo punto andrà riscritta». E però il ds Antonello Falomi e il dl Paolo Gentiloni hanno invitato la Rai a riequilibrare la situazione minacciando di rivolgersi all’Authorithy, «perché le direttive della Vigilanza – quelle in vigore – la Rai ha il dovere di rispettarle». Il fatto è che Cattaneo ha giustificato le «finestre informative» della sola Rai Tre sulle manifestazioni di oggi in quanto le dirette – ha spiegato – sono riservate alle manifestazioni ufficiali, gli altri eventi ricadono sotto la responsabilità giornalistica. E a chiedere di coprire l’evento è stato solo il Tg3: «Direttori di testata e rete sono autonomi, io non ho potere di intervenire». Il presidente della Vigilanza Petruccioli ha contraddetto: «Nessun divieto. La commissione ha detto che gli eventi non ufficiali non possono essere oggetto di una ripresa “integrale” – non necessariamente in diretta – ma devono avere un “trattamento giornalistico” con equilibrio delle parti». Quanto all’autonomia dei direttori: «Perché allora il dg ha contattato Vespa per il Porta a Porta?» ha chiesto Annunziata. «I direttori di Tg1 e Rai Uno, Tg2 e Rai Due, interpellati, hanno opposto un rifiuto?» ha incalzato Falomi. «Risulta che il dg ha inviato una circolare a tutti i direttori caldeggiando una copertura ampia del Consiglio dei ministri europei sul digitale e ottenendo ampie assicurazioni in merito», ha insistito Gentiloni: «Forse il tema del digitale è più urgente e importante delle pensioni?». E il dg della Rai è stato accusato di «doppiopesismo».
Peraltro i sindacati non avevano posto problemi di «diretta», ma di riequilibrio su Rai Uno – ha precisato la presidente Rai – dopo l’uscita di Tremonti in un programma «leggero» di grande ascolto. E senza contraddittorio, come prescrive invece la Vigilanza, che invita a limitare al massimo la presenza dei politici in quelle trasmissioni. «Ma non i ministri. E ho detto al cda che ci adopereremo per riequilibrare. Il tema delle pensioni sarà d’attualità per molto tempo» ha replicato Cattaneo, citando dati di presenze di esponenti non solo del governo(27) e della Cdl (29) ma dell’opposizione(35). Obiezione: «Veramente la Vigilanza, nel caso, prevede finestre informative col contraddittorio». Cattaneo: «Riequilibreremo». L’Ulivo:«… o ci rivolgeremo all’Authority».