Ragusa. Occhi aperti sul pianeta lavoro

12/11/2004

    Ragusa
    giovedì 11 novembre 2004

    Pagina 70
    Occhi aperti sul pianeta lavoro
    Tidona.
    «Il quadro emerso non è positivo. Servono interventi per consentire una maggiore legalità»


    «Ad occhi aperti nel mondo del lavoro». Questo il significativo titolo del convegno organizzato dalla Filcams Cgil e tenutosi ieri mattina presso la sala Avis di via della Solidarietà. Erano presenti il segretario generale di Ragusa, Tommaso Fonte, il segretario provinciale della Filcams, Angelo Tidona, assieme al segretario regionale di categoria Cono Minnì, al segretario regionale Cgil, Carmelo Diliberto e a Ivano Corraini, segretario nazionale della Filcams.
    Grande attezione è stata rivolta alla relazione presentata da Tidona che ha illustrato i contenuti della campagna di informazione sui diritti, tutele e salario avviata nei mesi scorsi principalmente a Modica ma più in generale su tutto il territorio provinciale. A Modica è stato allestito un camper con il quale il sindacato ha cercato di passare al setaccio le principali zone di concentrazione di esercizi commerciali. Nei mesi di settembre e ottobre, inoltre, l’iniziativa è stata estesa a Ragusa ed in altre Camere del lavoro dell’area iblea.

    Quali i dati statistici registrati? «Su 1000 questionari distribuiti – ha spiegato ieri Tidona – ne abbiamo ritirati 637. Le donne sono in netta maggioranza rispetto ai maschi. Grandissima parte si colloca in una fascia dai 16 ai 35 anni di età ed ha un’alta scolarizzazione. Ha un contratto di lavoro a tempo indeterminato full time e lavora in aziende da 1 a 5 dipendenti e da 6 a 14, mentre una netta minoranza lavora in aziende con più di 15 dipendenti. La metà circa percepisce una retribuzione in busta da 500 a mille euro mensili; il 25% da 250 a 500 euro; il 15% da 1000 a 1500 euro. La retribuzione netta realmente percepita è invece di 250/500 euro per più della metà dei lavoratori, mentre il 30% circa riceve un salario che oscilla tra i 500 ed i 1000 euro mensili. I livelli di inquadramento sono per la quasi totalità il quinto ed il sesto del contratto del commercio. Il 90% percepisce la tredicesima ed il 90% non percepisce la quattordicesima mensilità. Il lavoro nero è un fenomeno conosciuto dalla maggioranza. Il 60% nono percepisce lo stipendio puntualmente e viene pagato in contanti». Quali altri dati emersi dalla ricerca della Filcams? «Il lavoro – ha detto ancora Tidona – si svolge su 6 giorni a settimana e non si è d’accordo con le aperture domenicali che non portano lavoro aggiuntivo ed anche perchè viene generalmente decisa ed imposta dall’azienda. Quasi la totalità dei lavoratori contattati non gode di tutte le ferie contrattuali e non conosce i permessi per riduzione d’orario. Quasi la totalità non ha mai partecipato ad una assemblea sindacale nel posto di lavoro. Non ha mai fatto uno sciopero e non conosce il proprio contratto nazionale di lavoro».


    Le conseguenze? «Il quadro che emerge – ha chiarito il segretario della Filcams – non è positivo e si presta alla urgenza ed alla necessità di approfondimenti e valutazioni sul campo da parte di istituzioni, organi di vigilanza, di controllo e repressione, parti sociali con l’obiettivo di fare ognuno la propria parte per agevolare la crescita e lo sviluppo e consentire condizioni di maggiore legalità».


    Giorgio Liuzzo