Ragusa. A «La Vigile» ora s’intravede qualche spiraglio

31/05/2002



31 maggio 2002


Vigilantes licenziati a «La Vigile» Ora s’intravede qualche spiraglio

Giuseppe Calabrese


«La Vigile» deve ritirare i 20 licenziamenti e sedersi attorno a un tavolo per una trattativa con il sindacato sulle unità lavorative interessate al provvedimento. La richiesta è stata avanzata, ieri mattina, in Prefettura dai dirigenti di Filcams-Cgil, Fisascat-Cisl e Uiltucs-Uil (Angelo Tidona, Marco Agosta e Salvatore Mililli, Carmelo Distefano) nell’incontro con il viceprefetto Claudio Sammartino, al quale è stato chiesto di convocare pure la dirigenza della Banca agricola popolare per confrontarsi sulla questione dei vigilantes. Le organizzazioni sindacali di categoria hanno chiesto l’avvio di un osservatorio permanente sul settore, anche per evitare che l’ingresso nel mercato di ditte esterne al territorio ibleo conduca a forme di deregulation, dannose sia per la tenuta economica delle stesse aziende locali che per i livelli occupazionali dei lavoratori della provincia che operano nella vigilanza, con l’ingresso di manodopera a più basso costo e quindi meno onerosa, a tutto danno delle unità in loco che vi operano da diversi anni. I dirigenti sindacali hanno intanto suggerito una soluzione per ridurre, quanto meno, il numero dei licenziati. Filcams, Fisascat e Uiltucs hanno proposto di eliminare le 30-40 ore di straordinario che maturano ogni mese per ogni singolo lavoratore, a fronte di un monte ore pari a circa 100-110. Se la proposta venisse accettata dai responsabili de «La Vigile», l’iniziativa consentirebbe di sottrarre qualche unità alla misura di licenziamento e di alleggerire il peso della misura adottata dall’istituto di vigilanza. Ma a stemperare la tensione palpabile tra i lavoratori in delegazione all’incontro in Prefettura ha contribuito la notizia, telefonata dalla Cgil nazionale a Tidona, sul fatto che il governo ha già approvato un altro decreto di finanziamento della mobilità, prevista dalla legge n. 223/91, (dopo quello già disposto sul commercio), che interessa altri settori e che è in via di pubblicazione. Una via d’uscita per i lavoratori de «La Vigile» e un elemento in più per avviare una trattativa tra l’istituto di vigilanza e il sindacato.