RADIOARTICOLO1 – SPAZIO FILCAMS – LA CRISI DELLA CULTURA A NAPOLI

23/09/2010

23 settembre 2010

RadioArticolo1 – Spazio Filcams – La crisi della cultura a Napoli

Riprende oggi su RadioArticolo1, la web radio della Cgil, alle ore 11.30 lo spazio dedicato alla Filcams. A Napoli, il Museo Madre e la Città della Scienza sono in gravi difficoltà economiche a causa della mancata erogazione di una parte dei fondi da parte della Regione Campania. Gravi conseguenze per le lavoratrici ed i lavoratori che sono, in entrambi i casi, in stato di agitazione.

Città della scienza

La città della Scienza è il primo museo scientifico interattivo italiano che si trova a Napoli

Creata dal fisico Vittorio Silvestrini a Bagnoli, in un’area industriale dismessa, è il primo esempio di riconversione perfettamente riuscita, e ospita uno dei più grandi e innovativi musei interattivi d’Europa.
Da oltre quattro mesi alle lavoratrici ed i lavoratori della Fondazione Idis-Città della Scienza di Napoli, circa 80 lavoratori in tutto, non sono state pagate alcune retribuzioni a causa del blocco di una parte dei fondi che la Regione Campania deve al Museo.
Dal 7 luglio i dipendenti sono in stato di agitazione, il 6 settembre sono entrati in sciopero, in segno di protesta, bloccando tutte le attività dell’intero sistema di Città della Scienza ed hanno richiesto un incontro alla amministrazione pubbliche coinvolte per richiedere un impegno concreto per la risoluzione del problema.
Lo sciopero è stato sospeso all’indomani del vertice “tecnico” tra il Presidente di Fondazione IDIS Silvestrini, l’assessore Trombetti e il capo di gabinetto della presidenza regionale Del Gaizo durante il quale è stato istituito un tavolo tecnico tra Fondazione IDIS e regione Campania al fine di trovare una soluzione al problema.
I lavoratori, anche se non pienamente soddisfatti, hanno ripreso le attività, vigilando sulla effettiva realizzazione degli impegni assunti dalla Regione.

Museo Madre

Il Museo madre nasce da un progetto messo in opera a marzo del 2004, che prevedeva la costruzione di un museo rispondente ai più attuali criteri di allestimento, ma anche uno spazio cittadino fruibile anche al di fuori delle mostre.
La proprietà è divisa tra diversi soggetti, quasi fosse un gioco di scatole cinesi difficile da comprendere, e con notevoli ripercussioni a livello di gestione. La Fondazione Donna Regina detiene la gestione economico e finanziaria, mentre la “Pierreci” gestisce il personale, quasi 50 dipendenti in tutto.
L’azienda che fornisce il personale al museo Madre per la biglietteria, le sale espositive, il bar-ristorante, la biblioteca, la mediateca e la didattica, dato il perdurare del blocco dei finanziamenti il 9 settembre scorso ha comunicato che dal 1° ottobre, con l’ulteriore riduzione dell’orario di apertura del museo, sarà necessario dare il via al licenziamento del 67% del personale attualmente in servizio. Tutto ciò è avvento a causa del congelamento dei fondi dovuti alla struttura da parte della Regione Campania.
Il 13 settembre 2010, i dipendenti della Pierreci del museo Madre, si sono riuniti in assemblea sindacale in orario lavorativo e hanno proclamato lo stato di agitazione.