Raddoppiato il lavoro sommerso

03/06/2003

ItaliaOggi (Primo Piano)
Numero
128, pag. 3 del 31/5/2003
di Teresa Pittelli


Lo rivelano gli ultimi dati dell’Istituto nazionale di previdenza relativi all’attività di vigilanza.

Raddoppiato il lavoro sommerso

Nei primi tre mesi dell’anno registrato un boom del 101%

Raddoppia il lavoro nero nel 2003. Tra aziende e lavoratori autonomi non iscritti, il sommerso tra gennaio e marzo ha registrato un boom del 101,14% rispetto allo stesso periodo del 2002. Mentre è diminuito il lavoro irregolare, tranne che per i lavoratori autonomi, che in 9 casi su 10 (tra sommersi e irregolari) lavorano in violazione degli obblighi di legge. Sono i dati dell’Istituto nazionale di previdenza relativi all’attività di vigilanza nei primi tre mesi del 2003, dunque, il nero cresce.

Mentre resta alto, ma è in calo, il numero di aziende trovate irregolari rispetto a quelle visitate. Se nel primo trimestre del 2002 rappresentavano il 60%, infatti, a marzo di quest’anno la percentuale si è ridotta dell’8%, passando al 52%. Diminuiti anche i lavoratori impiegati irregolarmente, che erano quasi 33 mila nel 2002, mentre oggi sono poco più di 23 mila, quasi un terzo in meno. In linea con la generale frenata delle occupazioni irregolari, sono calati anche i contributi evasi, che per gennaio-marzo 2003 ammontano a 126 milioni di euro, cioè quasi il 40% in meno dell’evasione scovata nel 2002. Di questi, 67 milioni, cioè il 53% del totale, sono la parte imputabile al lavoro nero, e 59 milioni (47% del totale) ad altre omissioni contributive.

- Boom del nero tra gli autonomi. Tra gennaio e marzo di quest’anno l’istituto guidato dal commissario Paolo Sassi ha effettuato 41.630 ispezioni, non solo nelle aziende dell’area Dm, ma anche tra quelle agricole, tra i lavoratori autonomi e i collaboratori coordinati e continuativi. Proprio il dato sui lavoratori autonomi è uno dei più rilevanti, dal momento che delle 7.975 posizioni fuori legge classificate dall’Inps come ´aziende in nero e lavoratori autonomi non iscritti’, la parte da leone la fanno proprio i secondi con 5.643 soggetti, soprattutto commercianti (4.276), mentre gli artigiani 1.357. Non solo. Ma anche tra gli autonomi iscritti all’Inps la percentuale degli irregolari è del 51%. Le aziende non agricole in nero, invece, sono 1.858, +14% rispetto al 2002.

- Meno irregolarità. Risultano però diminuite le irregolarità, con un calo del 29,18% dei lavoratori impiegati in violazione di qualche norma, e dell’8% della percentuale di aziende non in regola rispetto a quelle visitate. Il loro numero resta però sempre alto, dal momento che una su due, cioè il 52%, non rispetta integralmente le normative sul lavoro.

Al miglioramento, comunque, corrisponde una diminuzione dell’evasione contributiva, che in un anno si è quasi dimezzata passando da 206,9 milioni di euro accertati nel 2002 ai 126 milioni di oggi. Secondo l’Inps ´i minori valori registrati nel numero dei lavoratori irregolari e negli importi accertati vanno attribuiti principalmente agli effetti della l. 383/2001 sull’emersione, e alla recente normativa sulla regolarizzazione degli extracomunitari’. Lo sforzo degli organi di vigilanza, inoltre, dovrebbe aver indotto le aziende a un maggior rispetto degli obblighi contributivi. Non a caso gli 007 dell’Inps hanno ridotto i tempi delle ispezioni, e tra il 2001 e il 2003 hanno raddoppiato la media delle aziende ispezionate.