Racket e furti, terrore degli italiani

12/11/2001

La Stampa web




CRONACHE
Sabato 10 Novembre 2001
Racket e furti, terrore degli italiani
Confcommercio: per il 70% la criminalità è in aumento
ROMA. Racket e usura, e soprattutto criminalità di strada e immigrazione clandestina: sono queste le paure degli italiani, secondo un dossier della Confcommercio che ha ascoltato oltre 900 cittadini, scoprendo che il 70% è convinto che la criminalità sia in aumento, il 60% che ne sia cresciuta l’infiltrazione nell’economia e l’80% lamenta un insufficiente contrasto all’immigrazione clandestina. Alle accuse contenute nell’indagine ha risposto il ministro dell’Interno Claudio Scajola, presente alla presentazione del dossier, ricordando come la lotta contro la criminalità sia uno degli «imperativi assoluti del governo» che ha infatti lanciato un attacco durissimo che ha portato a arrestare 167 latitanti, 80 in Italia e 87 all’estero; a recuperare 100 miliardi di beni; a individuare e disarticolare 35 associazioni mafiose, far calare del 25% gli omicidi, e sciogliere cinque comuni per infiltrazione mafiosa. Per il futuro il ministro ha sottolineato la necessità di realizzare un sistema di sicurezza flessibile e per questo è stato costituito presso il Viminale un gruppo di esperti grazie al cui lavoro già dalla fine di questo mese ci saranno sul territorio italiano 200 pattuglie in più e molto presto si giungerà a una razionalizzazione delle forze in campo evitando sovrapposizioni e sottodimensionamenti. In questi ultimi quattro mesi inoltre – ha ricordato il ministro – i furti e le rapine sono diminuiti dell’8% proprio grazie all’intensificazione dei controlli delle forze di polizia. Poi un appello agli italiani: «Più attenzione e vigilanza e credo che supereremo bene questo periodo difficile». Parlando della recente nomina di Rino Monaco a commissario antiracket, Scajola ha parlato di «una scelta forte», ricordando che Monaco è il poliziotto che ha arrestato Pippo Calò, gli assassini della Uno bianca e il mafioso Giovanni Brusca. «Con tutti i meriti di Tano Grasso – ha detto il ministro – in questo settore c’era bisogno di fare un salto professionale». Ma dall’indagine, svolta dal Cirm su donne e uomini ultradiciottenni, emerge che il 40% dei commercianti è stato vittima, almeno una volta, di racket e usura il cui giro d’affari in Italia è di oltre 45 mila miliardi, mentre è di 300 mila miliardi quello complessivo delle organizzazioni criminali. Un fenomeno dunque sempre più grave che rischia ora di essere trascurato, avverte la Confcommercio, di fronte all’emergenza terrorismo «come già accaduto durante gli anni di piombo». Secondo gli italiani la criminalità di strada è in aumento: per il 27% a causa del dissesto delle aree metropolitane, per il 21% a causa del maggior numero di immigrati clandestini e per il 20% per un’insufficiente opera di prevenzione e sorveglianza. Tra gli intervistati, sette su dieci denunciano l’insufficienza di azioni di contrasto alla penetrazione delle organizzazioni criminali nel tessuto economico. L’80-85% del denaro sporco – afferma il dossier – sfugge ai controlli e almeno il 90% delle operazioni economiche della criminalità organizzata passano inosservate. Ma non solo: almeno il 20% delle strutture commerciali e il 15% delle imprese manifatturiere è controllato dalla criminalità. Le categorie più a rischio per la criminalità sono le tabaccherie (58 mila in Italia), i distributori di carburante (23.744) e le gioiellerie (24.725). Secondo i dati del ministero dell’Interno nei primi tre mesi del 2001 sono stati 320.098 i furti e 9.414 le rapine in Italia, di questi 21.274 sono stati furti in negozi e 51 le rapine in gioiellerie. Per l’80% degli intervistati è ancora insufficiente l’azione di contrasto dell’immigrazione clandestina. La clandestinità più preoccupante, secondo l’indagine, è quella slava e albanese. Le pene per gli immigrati che delinquono non hanno valore dissuasivo e i centri di permanenza sono pochi rispetto agli arrivi. Per combattere il fenomenola Confcommercio ha proposto un piano nazionale per la sicurezza del settore del commercio, e aiuti finanziari per potenziare gli impianti di sicurezza. Serve un maggiore coordinamento tra le forze di Polizia e un migliore funzionamento dei meccanismi giudiziari, «ancora troppo lenti ed ingolfati». [f. ama.]
 

Copyright ©2001 Guida al sito Specchio dei tempi Credits Publikompass Scrivi alla redazione